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Danneggiamento aggravato: ricorso generico e condanna confermata

L’Imputato propone ricorso per cassazione contestando il calcolo della pena stabilito in appello. La controversia riguarda l’aumento di pena per continuazione con il reato di danneggiamento aggravato. I giudici di legittimità rilevano la genericità dei motivi presentati dal ricorrente. L’Imputato ha difatti criticato la decisione di secondo grado in modo indeterminato, senza sollevare argomentazioni concrete contro la gravità del fatto contestato. La Corte di Cassazione dichiara quindi inammissibile il ricorso. Di conseguenza, conferma la condanna precedente e impone all’Imputato il pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16928 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 16928/2022)

Il reato di danneggiamento aggravato e i ricorsi in Cassazione

Il giudizio penale richiede un’attenta valutazione delle condotte contestate e della relativa pena. Quando un soggetto subisce una condanna per il reato di danneggiamento aggravato, la legge offre la possibilità di impugnare la decisione. L’impugnazione davanti alla Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio previsto dall’ordinamento giuridico. Questo tipo di ricorso non serve a riesaminare i fatti materiali del processo. La Cassazione verifica esclusivamente la corretta applicazione delle norme di legge da parte dei giudici precedenti. Il caso esaminato riguarda L’Imputato, condannato per aver causato danni a beni altrui in presenza di circostanze che rendono l’illecito maggiormente grave. L’Imputato ha deciso di presentare ricorso per contestare il calcolo della pena finale. Tuttavia, l’atto difensivo deve rispettare precisi criteri formali e di contenuto stabiliti dal codice di procedura penale. Un ricorso formulato in modo troppo vago o privo di argomentazioni concrete non supera il filtro di ammissibilità della Suprema Corte.

La continuazione del reato e la determinazione della pena

La legge penale prevede l’istituto della continuazione (unificazione di più reati commessi in esecuzione del medesimo disegno criminoso). Quando una persona compie più illeciti legati dallo stesso obiettivo, il giudice applica la pena per il reato più grave. Successivamente, aumenta tale sanzione per i reati connessi. Questo meccanismo evita la semplice somma delle singole pene e garantisce un trattamento sanzionatorio più proporzionato. La determinazione dell’aumento di pena per la continuazione rientra nel potere discrezionale del giudice di merito. L’organo giudicante deve valutare la gravità dei singoli fatti e la personalità del responsabile. Nel caso specifico, i giudici di secondo grado hanno applicato un incremento di pena a carico dell’Imputato. Tale calcolo teneva conto delle condotte illecite commesse e della gravità dei danni arrecati. La difesa ha tentato di contestare la misura dell’aumento di pena stabilita dalla Corte d’Appello. La contestazione non ha però evidenziato specifici errori di logica giuridica nella decisione impugnata.

I motivi di inammissibilità nel ricorso per danneggiamento aggravato

La presentazione di un ricorso in sede di legittimità richiede la specificazione dettagliata delle ragioni di doglianza (i motivi di contestazione contro la sentenza). Non è sufficiente esprimere un generico disappunto verso la misura della pena inflitta dal giudice. La difesa deve indicare con precisione gli aspetti della motivazione ritenuti errati o illogici. Se le censure rimangono sul piano di affermazioni generiche, il ricorso diventa inammissibile (privo dei requisiti procedurali per essere esaminato). Nel giudizio per danneggiamento aggravato, la vaghezza delle contestazioni impedisce al giudice di entrare nel merito della questione. L’Imputato si è limitato a criticare la gravità del reato e la misura dell’incremento di pena senza fornire elementi concreti. La Cassazione non può sostituirsi ai giudici di merito per ridefinire la sanzione in assenza di vizi di legge evidenti. Per questa ragione, la mancanza di specificità dei motivi rende inevitabile il rigetto del ricorso senza alcuna possibilità di riesame.

Le motivazioni della decisione sul danneggiamento aggravato

I giudici della settima sezione penale hanno analizzato con attenzione l’atto di impugnazione proposto dall’Imputato. La Suprema Corte ha rilevato la totale genericità delle doglianze presentate riguardo all’aumento per la continuazione. La difesa non ha spiegato per quali ragioni la quantificazione della sanzione risultasse sproporzionata o errata. L’ordinanza sottolinea che la sentenza di appello richiamava in modo adeguato la gravità del fatto di danneggiamento aggravato. Di conseguenza, il riferimento della Corte d’Appello alla gravità del reato costituiva una motivazione implicita ma sufficiente per giustificare la misura della pena. L’Imputato non ha contrapposto argomentazioni valide contro tale valutazione. La Cassazione ha quindi ribadito il principio secondo cui i motivi di ricorso devono essere strettamente correlati alle motivazioni della sentenza impugnata. Di fronte a censure del tutto indeterminate, il collegio giudicante non ha potuto far altro che dichiarare l’inammissibilità del ricorso.

Le conclusioni sulla condanna per danneggiamento aggravato

Il giudizio si è concluso con l’inammissibilità del ricorso e la piena conferma della sentenza pronunciata in secondo grado. L’Imputato ha perso definitivamente il procedimento penale. A causa dell’esito negativo e della formulazione impropria del ricorso, la Corte di Cassazione ha applicato sanzioni rigorose. L’Imputato deve pagare integralmente le spese del processo svolto davanti alla Suprema Corte. Inoltre, la legge impone il versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende (fondo statale destinato al finanziamento di interventi in materia penitenziaria). La somma fissata dai giudici per questo caso è pari a tremila euro. La decisione dimostra l’importanza di formulare i motivi di impugnazione con estrema precisione tecnica. La presentazione di un ricorso privo di fondamento comporta conseguenze economiche gravose e la definitiva stabilità della condanna penale.

Conseguenze di un ricorso per cassazione formulato in modo generico
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

Criteri per la valutazione dell’aumento di pena per continuazione
Il giudice stabilisce l’incremento sanzionatorio in base alla gravità complessiva dei fatti e alla valutazione del disegno criminoso unico.

Sanzioni previste in caso di ricorso dichiarato inammissibile
La parte che presenta un ricorso inammissibile subisce il pagamento delle spese del giudizio e il versamento di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Danneggiamento aggravato
Reato commesso da chi distrugge, disperde, deteriora o rende inservibili cose mobili o immobili altrui in presenza di particolari circostanze che ne aumentano la gravità.
Reato continuato
Istituto giuridico che si applica quando una persona commette più violazioni della legge penale in esecuzione del medesimo disegno criminoso.
Inammissibilità
Causa di rigetto dell'impugnazione che si verifica quando il ricorso manca dei requisiti formali o di sostanza previsti dalla legge.
Cassa delle ammende
Ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia a cui afferiscono le sanzioni pecuniarie derivanti da ricorsi inammissibili o rigettati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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