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Ricettazione: Inammissibilità ricorso penale per pena e motivazione

Un imputato, già condannato per ricettazione (art. 648 c.p.), ha presentato un ricorso contro la sentenza d’Appello. Lamentava una motivazione illogica sulla determinazione della pena, nonostante la Corte d’Appello avesse già ridotto la sanzione per la sua condotta collaborativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale. Ha ribadito che la valutazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché motivata. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile anche per mancanza di specificità. L’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 33358 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 33358/2022)

La Cassazione e l’Inammissibilità del Ricorso Penale: Un Caso di Ricettazione

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito principi fondamentali in materia di ricorso penale, in particolare per quanto riguarda l’inammissibilità. Questo caso specifico, che ha coinvolto un imputato condannato per ricettazione, offre spunti importanti per comprendere i limiti e i requisiti delle impugnazioni in sede di legittimità. La sentenza chiarisce quando un ricorso può essere considerato inammissibile e quali sono le conseguenze per chi lo presenta senza rispettare le rigorose norme procedurali.

Il Fatto: Ricettazione e la Contestazione della Pena

Un cittadino era stato condannato per il reato di ricettazione, un illecito che punisce chi riceve o acquista beni sapendo che provengono da un delitto. Dopo la condanna di primo grado, la Corte d’Appello aveva parzialmente modificato la sentenza, riducendo la pena. Questa riduzione era avvenuta in considerazione della condotta collaborativa dell’imputato durante il processo. Nonostante questa mitigazione, l’imputato ha deciso di presentare un ricorso in Cassazione. La sua lamentela principale riguardava la presunta illogicità e contraddittorietà della motivazione con cui la Corte d’Appello aveva determinato la pena, facendo riferimento agli articoli 132 e 133 del Codice Penale.

Il Ruolo della Cassazione nel Ricorso Penale

La Corte di Cassazione non riesamina i fatti del caso. Il suo compito è verificare se i giudici dei gradi precedenti hanno applicato correttamente la legge e se le loro decisioni sono motivate in modo logico e coerente. In questo contesto, il ricorso dell’imputato mirava a contestare non la sua colpevolezza per la ricettazione, ma la modalità con cui era stata stabilita la sua pena.

Perché il Ricorso Penale è Stato Dichiarato Inammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale presentato dall’imputato. La decisione si è basata su due ragioni principali. Primo, il motivo del ricorso, che contestava la determinazione della pena, è considerato “vietato dalla legge” in sede di legittimità. Questo significa che la Cassazione non può riesaminare la congruità della pena se la decisione dei giudici precedenti è già sorretta da una motivazione sufficiente e non illogica. La Corte d’Appello aveva già esaminato le deduzioni difensive e aveva mitigato la pena proprio in virtù della condotta positiva e collaborativa dell’imputato.

L’Importanza della Specificità per evitare l’Inammissibilità del Ricorso Penale

La seconda ragione per l’inammissibilità del ricorso penale è stata la sua mancanza di specificità. La legge processuale penale (articoli 581 e 591 c.p.p.) richiede che un ricorso sia formulato in modo chiaro e dettagliato, indicando precisamente i motivi di censura. Se un ricorso non rispetta questi requisiti formali, diventa inidoneo a introdurre un nuovo grado di giudizio e non può essere esaminato nel merito. La Cassazione ha sottolineato che la mancanza di specificità rende l’atto improduttivo di effetti diversi dalla dichiarazione di inammissibilità.

Le Motivazioni della Sentenza sull’Inammissibilità

La Corte ha ribadito un principio consolidato: la graduazione della pena, inclusi aumenti o diminuzioni per circostanze aggravanti o attenuanti, rientra nella discrezionalità del giudice di merito. Questo potere discrezionale deve essere esercitato in aderenza ai principi degli articoli 132 e 133 del Codice Penale, che stabiliscono i criteri per la determinazione della pena. La Cassazione interviene solo se la decisione sulla pena è frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico. Nel caso della ricettazione, la Corte d’Appello aveva già fornito una motivazione adeguata, tenendo conto della collaborazione dell’imputato. Pertanto, un ricorso che mira a una nuova valutazione della congruità della pena, senza evidenziare vizi logici o arbitrari, è destinato all’inammissibilità.

Le Conclusioni: L’Esito del Ricorso Penale

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato. Questa decisione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, l’imputato è stato condannato a versare una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione aggiuntiva è stata equitativamente fissata in ragione dei profili di colpa nella determinazione delle cause di inammissibilità del ricorso. L’esito finale conferma l’importanza di presentare ricorsi ben fondati e specifici, soprattutto quando si contesta la determinazione della pena, un ambito in cui la discrezionalità del giudice di merito è ampiamente riconosciuta.

Cos’è la ricettazione?
La ricettazione è il reato commesso da chi riceve o acquista beni sapendo che provengono da un altro reato, oppure si intromette per farli ricevere o acquistare.

Quando un ricorso penale è inammissibile?
Un ricorso penale è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali di legge, come la specificità dei motivi, o quando contesta aspetti che rientrano nella discrezionalità del giudice di merito e sono già stati adeguatamente motivati.

Il giudice può decidere liberamente la pena?
Il giudice ha discrezionalità nella determinazione della pena, ma deve attenersi ai criteri stabiliti dalla legge (articoli 132 e 133 del Codice Penale) e motivare in modo logico e coerente la sua decisione.

Termini giuridici

Ricettazione
Acquistare o ricevere beni di provenienza illecita, o intromettersi per farli acquistare o ricevere, sapendo che sono frutto di un reato.
Inammissibilità
Impossibilità per un atto processuale (come un ricorso) di essere esaminato nel merito dal giudice perché non rispetta i requisiti di legge.
Graduazione della pena
Il processo con cui il giudice stabilisce l'entità della sanzione da applicare, considerando vari fattori previsti dalla legge.
Motivazione
La spiegazione scritta delle ragioni di fatto e di diritto che hanno portato il giudice a prendere una certa decisione.
Ricorso per Cassazione
L'ultimo grado di giudizio, dove si verifica la corretta applicazione della legge, non si riesaminano i fatti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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