Il calcolo dei ricavi e i requisiti dimensionali fallimento
I creditori chiedono spesso il fallimento delle imprese inadempienti per recuperare le proprie somme. La legge stabilisce tuttavia che le aziende sotto determinate soglie economiche non possono fallire. Per verificare questi requisiti dimensionali fallimento, i giudici devono esaminare i bilanci dei tre esercizi precedenti. Cosa succede se il primo bilancio di una società neo-costituita dura più di dodici mesi? La Corte di Cassazione ha chiarito che il computo dei ricavi deve sempre essere rapportato all’anno solare, impedendo che un periodo più lungo alteri artificiosamente la reale dimensione aziendale.
La vicenda concreta e il bilancio di sedici mesi
Un ente creditore ha depositato ricorso per ottenere la liquidazione giudiziale di una società semplificata operante nel settore edile. Il Tribunale ha accolto l’istanza e ha dichiarato il fallimento dell’impresa commerciale.
La società ha impugnato la decisione davanti alla Corte d’Appello. La debitrice ha sostenuto di non aver mai superato le soglie di legge e ha prodotto bilanci e dichiarazioni fiscali. I giudici d’appello hanno però confermato il fallimento, rilevando ricavi per circa 210.000 euro nel conto economico chiuso al 31 dicembre 2019, cifra superiore al tetto massimo di 200.000 euro.
La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La difesa ha dimostrato che la società era nata nel settembre 2018 e che il primo bilancio approvato copriva un arco temporale complessivo di sedici mesi, unendo l’ultimo quadrimestre del 2018 all’intero 2019.
Le motivazioni: il rispetto dell’anno solare per i requisiti dimensionali fallimento
I giudici di legittimità hanno accolto le ragioni della società debitrice con argomentazioni puntuali e rigorose.
La Suprema Corte ha ribadito che i tre esercizi antecedenti alla richiesta di fallimento devono intendersi sempre come esercizi di durata annuale. Il legislatore ha fissato una soglia temporale standard di dodici mesi per misurare la reale forza economica dell’impresa commerciale.
Nel caso specifico, la Corte d’Appello ha commesso un errore di calcolo. I giudici di merito hanno considerato i ricavi complessivi di sedici mesi senza scorporare il quadrimestre iniziale del 2018. L’autorità giudiziaria avrebbe dovuto riparametrare i dati contabili sull’anno solare per verificare se il fatturato dei singoli dodici mesi superasse davvero il limite previsto dalla normativa.
Le conclusioni: vittoria della società e rinvio ai giudici di merito
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il procedimento alla Corte d’Appello in diversa composizione.
La società ha ottenuto una fondamentale vittoria processuale. Il nuovo collegio giudicante dovrà eseguire un ricalcolo contabile scorporando i mesi eccedenti l’anno solare. Se il volume d’affari su base annua risulterà inferiore alla soglia legale, la dichiarazione di fallimento verrà definitivamente revocata, salvaguardando la continuità aziendale.
Quali sono le soglie per non essere soggetti a fallimento?
La legge esonera dal fallimento le imprese commerciali che nei tre esercizi precedenti dimostrano un attivo patrimoniale annuo non superiore a trecentomila euro, ricavi lordi annui non superiori a duecentomila euro e debiti complessivi non superiori a cinquecentomila euro.
Come si calcola l’esercizio se il bilancio dura più di dodici mesi?
La giurisprudenza stabilisce che la verifica dei requisiti dimensionali deve basarsi sempre su periodi di dodici mesi, scorporando i mesi eccedenti per calcolare il dato effettivo su base annuale.
Chi ha l’onere di provare il rispetto dei requisiti dimensionali?
L’onere della prova spetta all’imprenditore commerciale debitore, il quale deve produrre bilanci depositati, registri contabili e dichiarazioni fiscali per dimostrare di essere sotto le soglie di fallibilità.