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Inammissibilità del ricorso per cassazione: motivi generici

La Corte d’appello confermava la condanna nei confronti di un’imputata per i reati di appropriazione indebita continuata e ricettazione. La donna impugnava la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando genericamente un difetto di motivazione e chiedendo l’eliminazione dell’aumento di pena per la recidiva. La Suprema Corte ha rilevato la totale genericità delle critiche difensive, le quali non indicavano in modo puntuale le lacune logiche del provvedimento d’appello né spiegavano il legame tra le prove e le censure avanzate. I giudici hanno chiarito che le lamentele astratte determinano l’inammissibilità del ricorso per cassazione, condannando la ricorrente alle spese processuali e a una sanzione di tremila euro.

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Pubblicato il 29 agosto 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40238 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 40238/2022)

Il vaglio di legittimità e l’inammissibilità del ricorso per cassazione

L’ordinamento processuale impone regole formali rigorose per accedere all’ultimo grado di giudizio. Quando la difesa presenta censure vaghe o prive di effettivo confronto con la sentenza impugnata, i giudici dichiarano l’inammissibilità del ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha ribadito questo fondamentale principio nel giudizio penale a carico di una donna condannata per reati contro il patrimonio. L’impugnazione non può risolversi in una semplice manifestazione di disaccordo astratto. Chi ricorre deve indicare con precisione chirurgica le violazioni commesse dai giudici di merito.

Il fatto contestato e la condanna per reati patrimoniali

I giudici di merito hanno condannato l’imputata per due distinti reati: appropriazione indebita continuata e ricettazione. La Corte territoriale di secondo grado ha confermato la decisione del Tribunale, ritenendo accertata la responsabilità penale e congrua la pena inflitta, compreso l’aumento per la recidiva (la circostanza che aggrava la pena per chi commette nuovi reati dopo precedenti condanne). La difesa ha quindi presentato ricorso all’ultimo grado di giudizio. L’atto difensivo lamentava un’asserita insufficienza della motivazione, sostenendo che i giudici d’appello non avevano chiarito il percorso logico seguito per accertare la colpevolezza. Contestualmente, la ricorrente chiedeva la cancellazione dell’aumento di pena legato ai precedenti penali.

Il requisito di specificità nell’atto di impugnazione

L’articolo 581 del codice di procedura penale elenca i requisiti di forma dei motivi di ricorso. Il difensore ha l’onere preciso di indicare gli elementi specifici su cui basa le proprie critiche. Questo onere comporta la necessità di correlare le lamentele alle singole argomentazioni della sentenza che si vuole annullare. La semplice affermazione secondo cui il percorso argomentativo del giudice sarebbe carente non soddisfa la norma processuale. Il Collegio di legittimità non può infatti sostituirsi alla parte nella ricostruzione o nella ricerca dei vizi logici non specificati nell’atto di impugnazione.

Le motivazioni della sentenza e l’inammissibilità del ricorso per cassazione

Nelle motivazioni della decisione, i giudici supremi hanno evidenziato che la sentenza d’appello conteneva una trattazione logica solida e approfondita delle prove a carico. Al contrario, il ricorso conteneva frasi del tutto generiche e astratte. L’imputata non ha chiarito quali criteri di valutazione sarebbero stati violati e non ha indicato i passaggi motivazionali viziati. Inoltre, la richiesta di ricalcolare la pena ed escludere l’aumento per la recidiva costituisce una valutazione di merito, totalmente estranea al giudizio di legittimità. Di fronte a queste mancanze strutturali, i giudici hanno dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione, confermando la totale carenza di specificità dei motivi proposti.

Le conclusioni: conferma della colpevolezza e sanzione pecuniaria

La decisione fissa in via definitiva la responsabilità penale dell’imputata. La dichiarazione di inammissibilità comporta conseguenze patrimoniali dirette per chi attiva la giustizia di vertice senza i presupposti di legge. Oltre al pagamento integrale delle spese del procedimento, la Suprema Corte ha inflitto alla ricorrente una sanzione di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia evidenzia come la genericità dei motivi precluda qualunque esame dei fatti e renda definitiva la condanna penale già pronunciata nei gradi precedenti.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Il ricorso risulta inammissibile quando non rispetta le forme previste dalla legge, propone censure generiche o richiede una rivalutazione dei fatti estranea al giudizio di legittimità.

Cosa significa il principio di specificità dei motivi?
Significa che il ricorrente deve indicare con precisione gli errori commessi dal giudice e spiegare il collegamento logico tra le prove contestate e la decisione impugnata.

Quali conseguenze economiche comporta un ricorso dichiarato inammissibile?
La parte soccombente deve pagare le spese del procedimento penale e una sanzione economica determinata dal giudice a favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Vizio dell'atto processuale che impedisce al giudice di esaminare la richiesta nel merito.
Recidiva
Condizione di chi commette un nuovo delitto dopo aver già subito una condanna penale.
Appropriazione indebita
Reato commesso da chi si impossessa del denaro o della cosa mobile altrui di cui ha il possesso.
Ricettazione
Reato commesso da chi acquista, riceve o occulta beni provenienti da un delitto.
Cassa delle ammende
Fondo statale destinato al finanziamento di progetti di reinserimento dei detenuti, alimentato anche dalle sanzioni pecuniarie per ricorsi inammissibili.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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