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Remissione della querela: cancella la condanna ma non le spese

Un uomo è stato condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, avendo sottratto le chiavi alla persona offesa. L’imputato ha proposto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha formalizzato la remissione della querela, accettata dall’imputato. La Suprema Corte ha applicato il principio secondo cui la remissione della querela, se ritualmente accettata, estingue il reato anche in pendenza del ricorso per cassazione, prevalendo sulle cause di inammissibilità del ricorso stesso. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato, condannando l’imputato al pagamento delle sole spese processuali in mancanza di un accordo diverso tra le parti.

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Pubblicato il 22 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 30099 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 30099/2023)

Il caso originario: la condanna per esercizio arbitrario delle proprie ragioni

L’Imputato ha subito una condanna nei primi due gradi di giudizio per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Tuttavia, la remissione della querela ha cambiato l’esito del processo. La vicenda nasce dalla sottrazione delle chiavi ai danni della Persona Offesa. I giudici di merito hanno ritenuto colpevole l’uomo, escludendo la validità delle giustificazioni fornite circa il possesso di tali chiavi. L’Imputato ha quindi deciso di proporre ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione per contestare la ricostruzione dei fatti e l’attendibilità della Persona Offesa. La difesa ha lamentato una errata applicazione della legge penale e un vizio di motivazione da parte della Corte di Appello. Questo reato punisce chi si fa giustizia da solo usando violenza sulle cose, invece di ricorrere all’autorità giudiziaria per far valere un proprio presunto diritto.

Quando la remissione della querela cancella il processo in Cassazione

La remissione della querela rappresenta un istituto fondamentale nel nostro ordinamento. Essa consiste nella revoca della volontà di punire il colpevole da parte della vittima. Nel corso del giudizio di legittimità, prima della decisione finale della Cassazione, la Persona Offesa ha deciso di rimettere la querela. L’Imputato ha accettato formalmente questa decisione attraverso un verbale specifico. Questo accordo ha cambiato radicalmente l’esito del procedimento penale. La legge stabilisce infatti che, per i reati procedibili a querela di parte, la revoca della denuncia estingue il reato. Il codice di procedura penale richiede il rispetto di precise formalità per la validità di questo atto, che in questo caso sono state pienamente rispettate dalle parti coinvolte. La dichiarazione deve essere infatti inequivocabile e non deve contenere condizioni o termini.

Le motivazioni: gli effetti della remissione della querela in sede di legittimità

I giudici della Suprema Corte hanno dovuto affrontare una questione giuridica di grande rilievo. Il ricorso presentato dall’Imputato presentava profili di inammissibilità, poiché riproponeva le stesse questioni di fatto già ampiamente discusse e risolte nei precedenti gradi di giudizio. Tuttavia, la giurisprudenza consolidata stabilisce un principio fondamentale. La remissione della querela, se interviene durante il giudizio di Cassazione ed è regolarmente accettata, determina l’estinzione del reato. Questo effetto estintivo prevale su qualsiasi causa di inammissibilità del ricorso, a patto che il ricorso sia stato presentato nei termini di legge. I giudici hanno quindi applicato questo orientamento delle Sezioni Unite. L’estinzione del reato cancella la condanna precedente e impedisce l’applicazione di qualsiasi pena, prevalendo sulla tardiva o infondata contestazione dei motivi di ricorso. La tutela del favor rei (il principio del favore nei confronti dell’imputato) impone di dare precedenza alla causa estintiva del reato rispetto alla pronuncia di inammissibilità.

Le conclusioni: l’annullamento della condanna e la ripartizione delle spese

La Corte di Cassazione ha pronunciato l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata. Questa formula significa che il processo si chiude definitivamente e la condanna viene cancellata senza bisogno di un nuovo processo. L’Imputato ottiene così la cancellazione degli effetti penali della condanna per il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Rimane tuttavia aperta la questione delle spese processuali. Il codice di procedura penale prevede che, in caso di estinzione del reato per revoca della querela, le spese del procedimento siano a carico dell’Imputato querelato, salvo diverso accordo tra le parti. Poiché nel verbale di conciliazione le parti non hanno stabilito nulla in merito alle spese, i giudici hanno condannato l’Imputato al pagamento delle spese del processo. La decisione dimostra come la composizione amichevole della lite possa estinguere il reato anche nell’ultimo grado di giudizio, evitando conseguenze penali permanenti per il soggetto coinvolto.

Cosa succede se la vittima rimette la querela durante il ricorso in Cassazione?
Il reato si estingue e la condanna precedente viene cancellata, a patto che il ricorso sia stato presentato nei termini di legge e l’imputato accetti la remissione.

Chi deve pagare le spese del processo in caso di remissione della querela?
Le spese processuali sono a carico dell’imputato querelato, a meno che le parti non abbiano concordato diversamente nell’atto di remissione.

La remissione della querela prevale su un ricorso inammissibile?
Sì, l’estinzione del reato per remissione prevale sulle cause di inammissibilità del ricorso, purché il ricorso non fosse tardivo al momento della presentazione.

Termini giuridici

Esercizio arbitrario delle proprie ragioni
Il reato commesso da chi, per farsi giustizia da sé, usa violenza sulle cose o sulle persone invece di ricorrere al giudice.
Inammissibilità
La condizione di un ricorso che non rispetta i requisiti di legge, impedendo al giudice di esaminarlo nel merito.
Annullamento senza rinvio
La decisione con cui la Cassazione cancella definitivamente la sentenza impugnata senza disporre un nuovo processo.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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