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Reato di evasione: il bar costa caro al detenuto in permesso

Un uomo, autorizzato a lasciare il domicilio per motivi di giustizia, è stato condannato per il reato di evasione. Al rientro, anziché rincasare, si è trattenuto per circa un’ora in un bar con un pregiudicato, fuggendo alla vista dei carabinieri. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell’imputato, confermando la condanna. I giudici hanno chiarito che il ritardo ingiustificato e la deviazione dal percorso prestabilito configurano pienamente il reato di evasione. Inoltre, la richiesta di interrogatorio presentata oltre i venti giorni dalla notifica personale dell’avviso di conclusione indagini è tardiva, rendendo legittimo il successivo decreto di citazione a giudizio. Infine, la gravità del comportamento e i precedenti penali escludono la particolare tenuità del fatto.

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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 35490 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 35490/2023)

Il caso del rientro tardivo e il reato di evasione

Un cittadino sottoposto a misura restrittiva ha ottenuto un permesso temporaneo per allontanarsi da casa. Il provvedimento consentiva lo spostamento esclusivamente per motivi di giustizia. L’uomo doveva raggiungere una città vicina per presenziare a un’udienza e rientrare immediatamente dopo. Al termine dell’impegno, il soggetto ha preso il treno di ritorno ma non è andato direttamente a casa. I carabinieri lo hanno sorpreso all’interno di un bar, distante dalla stazione e fuori dal tragitto logico per raggiungere la sua abitazione. L’uomo si trovava in compagnia di un soggetto con precedenti penali e, alla vista delle forze dell’ordine, ha tentato la fuga. Questo comportamento ha fatto scattare la denuncia e la successiva condanna per il reato di evasione.

La difesa ha cercato di giustificare il ritardo di circa un’ora. Il difensore ha sostenuto che l’orario di arrivo del treno non fosse provato con precisione. Inoltre, la difesa ha sollevato un vizio procedurale riguardante i tempi della richiesta di interrogatorio dopo la chiusura delle indagini preliminari. Secondo la tesi difensiva, il decreto di citazione a giudizio era nullo perché emesso prima di ascoltare l’indagato. Infine, il legale ha chiesto l’applicazione della particolare tenuità del fatto per evitare la condanna.

La deviazione dal percorso autorizzato configura il reato di evasione

La giurisprudenza penale stabilisce regole molto rigide per chi usufruisce di permessi di allontanamento dal domicilio. Il soggetto autorizzato a uscire deve seguire il percorso più breve e logico per raggiungere la destinazione e per fare ritorno a casa. Qualsiasi deviazione non giustificata da motivi di forza maggiore interrompe il collegamento con il permesso ottenuto. In questo modo, la condotta del soggetto rientra immediatamente nell’illegalità.

Nel caso specifico, la sosta al bar rappresenta una palese violazione delle prescrizioni. La presenza in un luogo pubblico, la compagnia di un pregiudicato e il tentativo di fuga dimostrano la volontà di sottrarsi ai controlli. La Cassazione ha ribadito che non è necessario un ritardo di molte ore per consumare il reato di evasione. Anche una breve deviazione temporale e spaziale, se priva di giustificazione, configura il reato. Il comportamento elusivo del soggetto ha confermato la gravità della condotta agli occhi dei giudici di merito.

Le motivazioni della Cassazione sul reato di evasione

I giudici della Suprema Corte hanno respinto tutti i motivi di ricorso presentati dalla difesa del condannato. Riguardo alla questione procedurale, la Corte ha chiarito le regole sulla richiesta di interrogatorio. L’indagato deve presentare la richiesta entro venti giorni dalla notifica personale dell’avviso di conclusione delle indagini. Nel caso in esame, l’indagato ha ricevuto la notifica e ha fatto richiesta oltre il termine stabilito. La successiva notifica al difensore non riapre i termini già scaduti per l’indagato. Pertanto, il pubblico ministero poteva legittimamente emettere il decreto di citazione a giudizio.

In merito alla ricostruzione dei fatti, la Corte ha ritenuto logica la decisione dei giudici di appello. L’orario di arrivo del treno costituisce un fatto notorio (un fatto di comune conoscenza che non richiede prove specifiche). Il ritardo di un’ora, la presenza in un bar lontano dal tragitto casa-stazione e la fuga alla vista del carabiniere sono elementi precisi e concordanti. Questi elementi escludono qualsiasi giustificazione lecita per il ritardo nel rientro a casa.

Infine, la Corte ha negato l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. I giudici hanno evidenziato la gravità oggettiva e soggettiva della condotta. Il soggetto ha abusato del permesso di allontanamento e possiede numerosi precedenti penali. Questi fattori impediscono di considerare il fatto come lieve o occasionale.

Le conclusioni della sentenza sul reato di evasione

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso dell’imputato. Questa decisione conferma la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio per il reato di evasione. Il ricorrente deve anche pagare le spese del procedimento giudiziario.

La sentenza lancia un messaggio chiaro a chi beneficia di misure alternative o permessi temporanei. Il rispetto degli orari e dei percorsi autorizzati è assoluto. Non sono ammesse soste intermedie per svago o incontri personali. Chi viola queste prescrizioni perde i benefici e va incontro a una nuova condanna penale. La tempestività nelle richieste procedurali, come l’interrogatorio, resta fondamentale per la validità della difesa.

Cosa rischia chi devia dal percorso autorizzato durante un permesso temporaneo?
Chi si allontana dal tragitto stabilito senza un motivo urgente commette il reato di evasione, anche se il ritardo è di breve durata.

Entro quanto tempo si deve chiedere l’interrogatorio dopo la fine delle indagini?
La richiesta di interrogatorio deve essere presentata tassativamente entro venti giorni dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini.

Si può ottenere la particolare tenuità del fatto per un ritardo nel rientro a casa?
No, se il soggetto ha precedenti penali, ha abusato del permesso e ha tentato di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine.

Termini giuridici

Evasione
Il reato commesso da chi, sottoposto a restrizione della libertà personale come i domiciliari, si allontana dal luogo di detenzione senza autorizzazione.
Particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.)
Una causa di esclusione della punibilità applicabile quando l'offesa è minima e il comportamento del colpevole non è abituale.
Decreto di citazione a giudizio
Il provvedimento con cui il pubblico ministero chiama direttamente l'imputato davanti al giudice per lo svolgimento del processo.
Fatto notorio
Un fatto di comune conoscenza che non necessita di essere provato in giudizio, come gli orari ufficiali dei trasporti pubblici.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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