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Falsa attestazione a pubblico ufficiale: ricorso vuoto costa caro

Un cittadino, condannato nei precedenti gradi di giudizio per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno esaminato l’atto, rilevando che le contestazioni sollevate dalla difesa erano del tutto generiche, astratte e prive di argomentazioni concrete a supporto. Per questo motivo, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna penale e infliggendo al ricorrente anche una pesante sanzione pecuniaria da versare alla Cassa delle ammende, oltre al pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 11648 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 11648/2022)

La falsa attestazione a pubblico ufficiale e il ricorso in Cassazione

Il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale punisce chi dichiara il falso sulla propria identità o qualità personali. Nel caso in esame, un cittadino ha subito una condanna nei primi due gradi di giudizio proprio per questa violazione. Non rassegnato all’esito del processo, l’uomo ha deciso di impugnare la sentenza della Corte di Appello. Il suo difensore ha quindi presentato un ricorso davanti alla Corte di Cassazione, sperando di ribaltare la decisione precedente. Tuttavia, la Suprema Corte ha riscontrato gravi difetti nella formulazione dell’atto di impugnazione, evidenziando l’importanza di rispettare regole precise nella redazione dei motivi di ricorso.

Quando il ricorso viene considerato troppo generico

La legge italiana stabilisce che ogni ricorso deve contenere motivi specifici e concreti. Non è possibile limitarsi a contestare la decisione dei giudici di merito in modo vago o astratto. Nel processo penale, l’atto deve indicare chiaramente quali norme di legge sono state violate o quali passaggi logici della sentenza precedente risultano errati. Se il ricorrente propone solo affermazioni generiche, i giudici di legittimità non possono entrare nel merito della questione. Questo principio serve a evitare che la Corte di Cassazione venga intasata da ricorsi privi di reale fondamento giuridico, garantendo così una maggiore efficienza della giustizia.

Le motivazioni della Cassazione sulla falsa attestazione a pubblico ufficiale

Le motivazioni della Cassazione sulla falsa attestazione a pubblico ufficiale si concentrano proprio sulla totale mancanza di specificità del ricorso. I giudici di legittimità hanno rilevato che l’atto difensivo conteneva esclusivamente affermazioni astratte e apodittiche (prive di dimostrazione). Questo significa che la difesa ha espresso giudizi basati su presupposti non dimostrati, senza fornire alcun argomento logico o giuridico a sostegno delle proprie tesi. La Corte ha ribadito che la semplice contestazione formale, priva di un legame diretto con le motivazioni della sentenza impugnata, rende l’impugnazione del tutto inammissibile. Di conseguenza, i giudici non hanno potuto analizzare la condanna per il reato contestato.

Le conclusioni dei giudici e le sanzioni pecuniarie

Le conclusioni dei giudici confermano la condanna e applicano una severa sanzione pecuniaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal cittadino. Oltre alla conferma definitiva della condanna penale, il ricorrente deve subire pesanti conseguenze economiche. I giudici lo hanno condannato al pagamento di tutte le spese del procedimento. Inoltre, la Corte ha imposto il pagamento di una somma pari a quattromila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria aggiuntiva punisce la presentazione di un ricorso manifestamente infondato, scoraggiando l’abuso dello strumento giudiziario.

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione senza argomenti validi?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente rischia una condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

In cosa consiste il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale?
Consiste nel dichiarare il falso a un pubblico ufficiale sulla propria identità, sul proprio stato o su altre qualità personali.

Cos’è una motivazione apodittica in un atto legale?
Si tratta di un’affermazione data per scontata o indubitabile, che non viene supportata da prove, fatti concreti o argomentazioni giuridiche.

Termini giuridici

Falsa attestazione a pubblico ufficiale
Il reato commesso da chi dichiara il falso a un pubblico ufficiale sulla propria identità o su qualità personali.
Inammissibilità
La condizione di un atto giudiziario che non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti di legge.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie dei condannati.
Apodittico
Un argomento espresso come certezza assoluta ma privo di prove o dimostrazioni concrete a supporto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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