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Responsabilità professionale del geometra: assolto il tecnico

La Società Acquirente ha citato in giudizio Il Geometra chiedendo il risarcimento dei danni per una presunta incompletezza della relazione tecnica sugli abusi edilizi di un immobile acquistato. Il Tribunale e la Corte d’Appello hanno rigettato la domanda, escludendo la responsabilità professionale del geometra. I giudici hanno accertato, tramite una consulenza tecnica d’ufficio, che le difformità urbanistiche contestate erano state realizzate dalla stessa acquirente dopo la compravendita. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che il consulente tecnico del giudice può legittimamente acquisire documenti non prodotti dalle parti per rispondere ai quesiti tecnici, purché non si tratti di prove sui fatti principali della causa. La Società Acquirente è stata condannata a pagare le spese processuali.

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Pubblicato il 16 luglio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 26144 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 26144/2023)

La responsabilità professionale del geometra e le verifiche sugli abusi edilizi

Quando si acquista un immobile, la verifica della regolarità urbanistica rappresenta un passo fondamentale per evitare brutte sorprese. Spesso ci si affida a un esperto per analizzare lo stato dell’edificio. Tuttavia, se emergono difformità successive, occorre comprendere i limiti della responsabilità professionale del geometra incaricato della perizia. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i confini di questa responsabilità e i poteri del consulente tecnico d’ufficio durante una causa legale.

Il caso concreto e la contestazione della perizia tecnica

Una società acquirente ha comprato un complesso immobiliare a un prezzo molto vantaggioso. Prima dell’acquisto, la società ha incaricato un geometra di redigere una relazione tecnica per individuare eventuali abusi edilizi o irregolarità urbanistiche. Successivamente, l’acquirente ha sostenuto che la relazione fosse incompleta. Secondo la tesi della società, il professionista aveva omesso diverse irregolarità, costringendola a pagare ingenti somme per sanatorie (provvedimenti amministrativi per regolarizzare gli abusi) e demolizioni. Per questo motivo, la società ha chiesto il risarcimento dei danni per la presunta responsabilità professionale del geometra.

Il professionista si è difeso sostenendo di aver descritto accuratamente lo stato dell’immobile al momento della vendita. Egli ha evidenziato che le ulteriori difformità erano state realizzate dalla stessa società acquirente dopo il passaggio di proprietà. I giudici di merito hanno dato ragione al geometra, basandosi sulle indagini svolte da un consulente tecnico d’ufficio.

I poteri del consulente tecnico d’ufficio e i documenti esterni

La società acquirente ha contestato l’operato del consulente nominato dal giudice. Secondo la ricorrente, il perito avrebbe utilizzato documenti non depositati dalle parti, violando le regole del processo. La Cassazione ha affrontato questo specifico punto, confermando la piena legittimità dell’operato del consulente.

I giudici hanno chiarito che il perito del tribunale può acquisire autonomamente documenti accessori. Questa facoltà è legittima quando l’acquisizione serve a rispondere in modo completo ai quesiti tecnici del giudice. Il consulente non può cercare prove per sostituirsi al dovere delle parti di dimostrare i fatti principali, ma può raccogliere dati storici e tecnici per chiarire lo stato dei luoghi.

Le motivazioni della sentenza sulla responsabilità professionale del geometra

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società acquirente con motivazioni molto chiare. I giudici hanno stabilito che l’attività del consulente d’ufficio si è svolta nel pieno rispetto della legge. Il perito ha utilizzato un file tecnico per ricostruire la cronologia degli interventi edilizi sull’immobile. Questo accertamento ha dimostrato che le modifiche abusive contestate erano state realizzate esclusivamente dalla società acquirente dopo l’acquisto.

La Suprema Corte ha confermato che il geometra ha eseguito l’incarico con la dovuta diligenza professionale. Non esiste alcun nesso di causa tra la condotta del professionista e le spese sostenute dall’acquirente per sanare abusi creati successivamente da lei stessa. Inoltre, l’affare si era rivelato comunque molto conveniente dal punto di vista economico per l’acquirente.

Le conclusioni sul caso della responsabilità professionale del geometra

Questa decisione lancia un messaggio chiaro a chi acquista immobili e ai professionisti del settore. La responsabilità professionale del geometra non può coprire i danni derivanti da modifiche successive apportate dal proprietario. Chi avvia lavori edilizi dopo l’acquisto non può poi addebitare i costi delle sanatorie al tecnico che ha fotografato lo stato precedente dell’immobile.

La sentenza valorizza anche il ruolo del consulente tecnico d’ufficio. Il perito del giudice ha il potere di ricostruire la verità storica dei fatti attraverso documenti ufficiali, garantendo una decisione giusta e basata su dati oggettivi. La società acquirente ha perso definitivamente la causa ed è stata condannata a pagare oltre diecimila euro di spese legali.

Quando risponde il geometra per gli abusi edilizi non segnalati?
Il geometra risponde solo se le irregolarità erano già presenti al momento della sua perizia e se non le ha diligentemente rilevate, ma non risponde per modifiche successive fatte dall’acquirente.

Il consulente del giudice può usare documenti non presentati dalle parti?
Sì, il consulente tecnico d’ufficio può acquisire documenti storici e tecnici accessori per rispondere ai quesiti del giudice, purché non cerchi di provare i fatti principali della causa.

Cosa rischia chi perde la causa contro il professionista?
Chi perde la causa viene condannato a pagare le spese legali del giudizio, oltre a perdere la possibilità di ottenere il risarcimento dei danni richiesto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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