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Distrazione delle spese: quando il doppio avvocato blocca il rimborso

Alcuni cittadini, risultati vittoriosi in un precedente giudizio contro una società stradale, hanno richiesto la correzione di un errore materiale per la mancata distrazione delle spese in favore del loro avvocato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l’istanza. I giudici hanno chiarito che, in presenza di più difensori, la richiesta di distrazione delle spese richiede l’attestazione che nessuno dei legali abbia riscosso gli onorari. Tale dichiarazione deve riferirsi all’intero collegio difensivo, anche se presentata da un solo avvocato. Nel caso specifico, la richiesta era generica e non specificava quale dei due difensori avesse anticipato le spese, rendendo impossibile la correzione d’ufficio.

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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 25489 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 25489/2023)

Quando si vince una causa, il giudice condanna la parte sconfitta a pagare le spese processuali. Di norma, questo denaro spetta al cliente vittorioso. Tuttavia, esiste un meccanismo chiamato distrazione delle spese (il pagamento diretto al difensore) che permette all’avvocato di incassare direttamente queste somme dalla controparte. Questo accade quando il legale dichiara di essere antistatario (cioè di aver anticipato le spese vive e di non aver ricevuto il compenso dal proprio cliente). Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti e i requisiti rigorosi di questa procedura, specialmente quando la parte è assistita da più di un professionista.

Il caso concreto della richiesta di correzione contro l’azienda stradale

La vicenda nasce da un giudizio civile in cui alcuni cittadini sono risultati vittoriosi contro una nota azienda pubblica di gestione stradale. In seguito alla decisione favorevole, i cittadini hanno presentato un ricorso formale per chiedere la correzione di un errore materiale (un errore di trascrizione o calcolo che non incide sul merito della decisione). Secondo i ricorrenti, i giudici della Cassazione avevano dimenticato di inserire nel provvedimento finale la distrazione delle spese a favore del loro avvocato, nonostante quest’ultimo avesse inserito la richiesta nel controricorso (l’atto scritto con cui si risponde al ricorso altrui). L’istanza di correzione, tuttavia, non è stata notificata alla controparte, creando un primo problema procedurale che la Corte ha dovuto analizzare prima di entrare nel merito della questione.

Le regole per la distrazione delle spese in presenza di più difensori

La Suprema Corte ha ricordato che la richiesta di distrazione delle spese è un atto formale che richiede estrema precisione tecnica. Se il cliente è assistito da un solo avvocato, la dichiarazione di non aver riscosso gli onorari è semplice e diretta. Le cose cambiano notevolmente quando la difesa in giudizio è affidata a un collegio di professionisti. In questo scenario, non basta che un solo avvocato chieda il pagamento diretto per sé senza specificare la posizione del collega. La legge tutela l’equilibrio delle prestazioni e impedisce che vi siano duplicazioni o incertezze sul soggetto che ha effettivamente sostenuto i costi vivi del processo.

Le motivazioni della decisione sulla distrazione delle spese

Nelle motivazioni della decisione sulla distrazione delle spese, la Corte di Cassazione ha evidenziato che i cittadini vittoriosi erano assistiti da due diversi avvocati. Nel controricorso, la richiesta di attribuzione delle spese era formulata in modo generico, facendo riferimento alla vittoria di spese da attribuire al difensore perché antistatario. I giudici hanno rilevato che l’atto non chiariva quale dei due professionisti avesse effettivamente anticipato le spese o se entrambi avessero diritto alla quota. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: se la parte è assistita da più difensori, la distrazione richiede l’attestazione che nessuno di essi abbia riscosso gli onorari. Questa dichiarazione può essere presentata anche da un solo avvocato, ma deve necessariamente riferirsi all’intero collegio difensivo.

Le conclusioni sulla richiesta di correzione per la distrazione delle spese

Nelle conclusioni sulla richiesta di correzione per la distrazione delle spese, la Cassazione ha dichiarato inammissibile (non esaminabile nel merito per mancanza di requisiti) il ricorso dei cittadini. Poiché la richiesta originaria era incompleta e non rispettava i requisiti di legge per il collegio difensivo, l’omissione del giudice non poteva essere considerata un semplice errore materiale. Di conseguenza, i ricorrenti non hanno ottenuto la modifica del provvedimento e le spese del procedimento di correzione non sono state liquidate, lasciando ferma la decisione precedente senza alcuna distrazione automatica in favore del singolo legale.

Cosa succede se la richiesta di distrazione delle spese viene presentata da più avvocati?
In presenza di più difensori, è necessario attestare che nessuno di essi abbia riscosso gli onorari. Questa dichiarazione deve riguardare l’intero collegio difensivo.

Si può correggere come errore materiale la mancata distrazione delle spese?
La correzione è possibile solo se la richiesta originaria era completa e valida. Se la richiesta era generica o incompleta, il giudice non può correggerla d’ufficio.

Chi può presentare la dichiarazione di non aver riscosso gli onorari?
La dichiarazione può essere sottoscritta anche da un solo avvocato, purché sia munito di procura disgiunta e la riferisca espressamente a tutti i difensori.

Termini giuridici

Distrazione delle spese
La richiesta del difensore di vedersi attribuire direttamente le spese processuali liquidate a favore del proprio cliente, avendo egli anticipato le spese e non riscosso gli onorari.
Difensore antistatario
Il legale che dichiara di aver anticipato le spese vive del processo e di non aver ricevuto il compenso dal proprio cliente, chiedendo il pagamento diretto alla parte sconfitta.
Errore materiale
Un errore di battitura, di calcolo o di trascrizione contenuto in un provvedimento del giudice, che può essere corretto senza modificare il contenuto della decisione.
Adunanza camerale
Una riunione dei giudici in camera di consiglio, senza la presenza del pubblico, per decidere su questioni specifiche.
Inammissibile
Un atto o ricorso che non può essere esaminato nel merito dal giudice perché non rispetta i requisiti formali o i termini previsti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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