LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Rinuncia al ricorso per cassazione: chi abbandona paga le spese

Una società cooperativa e un privato propongono ricorso per revocazione contro una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. Successivamente, i ricorrenti presentano formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Tuttavia, la parte controricorrente non sottoscrive l’accettazione di tale rinuncia. La Suprema Corte dichiara l’estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, ma applica l’articolo 391 del codice di procedura civile. Di conseguenza, i giudici condannano i ricorrenti a pagare in solido le spese del processo, liquidate in cinquemila euro oltre accessori di legge. La decisione stabilisce che la mancata accettazione firmata della controparte impone la regolamentazione delle spese a carico di chi rinuncia.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 13 luglio 2026 in Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 7828 Anno 2022 (Cass. civ. sez. 6 n. 7828/2022)

Gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione

La rinuncia al ricorso per cassazione rappresenta una scelta processuale precisa con cui una parte decide di interrompere il giudizio davanti alla Suprema Corte. Questo atto produce conseguenze immediate sul piano economico e procedurale. Spesso i cittadini pensano che ritirare una causa estingua ogni pendenza senza ulteriori costi. La realtà giuridica si rivela invece molto diversa e richiede una attenta valutazione preventiva. Quando un soggetto decide di fare marcia indietro deve considerare la reazione della controparte. La legge tutela infatti il diritto della parte resistente a ricevere il rimborso delle spese affrontate fino a quel momento.

Il caso concreto e l’abbandono della causa

La vicenda origina da una controversia che vede contrapposti una società cooperativa e un cittadino da una parte, e una seconda cittadina dall’altra. I primi soggetti decidono di impugnare una precedente decisione della Corte di Cassazione attraverso lo strumento della revocazione (un rimedio straordinario per correggere errori di fatto). Nel corso del procedimento, i ricorrenti valutano l’opportunità di non proseguire oltre. Per questa ragione, depositano un formale atto di rinuncia. Questo documento esprime la chiara volontà di abbandonare il giudizio di legittimità (il processo davanti alla Cassazione) prima che i giudici si pronuncino sul merito della questione.

La mancata firma della controparte e le conseguenze

L’atto di rinuncia giunge alla cancelleria della Corte di Cassazione. Tuttavia, emerge subito un problema tecnico di fondamentale importanza. La parte controricorrente, ovvero il soggetto che si era difeso nel processo, non firma l’accettazione di questa rinuncia. Nel sistema processuale civile, l’accettazione della rinuncia da parte del resistente deve essere espressa e formalizzata con una sottoscrizione. Quando manca questa firma, il processo si estingue comunque, ma il giudice non può compensare le spese. La legge impone in questo caso di regolare le spese di lite a favore della parte che ha subito l’iniziativa giudiziaria poi abbandonata.

Le motivazioni della decisione sulla rinuncia al ricorso per cassazione

Le motivazioni della decisione sulla rinuncia al ricorso per cassazione si fondano sulla rigorosa applicazione dell’articolo 391 del codice di procedura civile. I magistrati della Suprema Corte rilevano che la rinuncia determina l’immediata estinzione del processo. Tuttavia, la mancanza di una firma di accettazione da parte della resistente impedisce una definizione amichevole sulle spese di tasca propria. La Corte deve quindi liquidare i compensi professionali a favore del difensore della parte controricorrente. I giudici applicano il principio della soccombenza virtuale (il criterio che addebita le spese a chi ha costretto l’altro a difendersi inutilmente). Chi rinuncia senza l’accordo firmato della controparte deve farsi carico interamente dei costi della difesa altrui.

Le conclusioni sulla rinuncia al ricorso per cassazione

Le conclusioni sulla rinuncia al ricorso per cassazione confermano la condanna dei ricorrenti in solido (l’obbligo di pagare insieme l’intero importo). La Corte dichiara ufficialmente l’estinzione del giudizio e impone ai ricorrenti il pagamento di cinquemila euro per compensi professionali, oltre a duecento euro per esborsi materiali. A queste cifre si aggiungono gli accessori di legge, come l’iva, la cassa previdenza avvocati e il rimborso forfettario delle spese generali al quindici per cento. Questa pronuncia evidenzia come l’abbandono unilaterale di una causa in Cassazione non esoneri mai dal pagamento delle spese legali, a meno che non vi sia un accordo scritto e firmato da tutte le parti coinvolte nel processo.

Cosa succede se si rinuncia al ricorso per cassazione senza l’accordo della controparte?
Il processo si estingue comunque, ma la parte che rinuncia viene condannata a pagare le spese legali sostenute dalla controparte.

Come deve essere formalizzata l’accettazione della rinuncia?
L’accettazione deve essere espressa e contenere la firma della parte resistente o del suo avvocato munito di apposita procura.

Quali spese rischia di pagare chi decide di abbandonare la causa in Cassazione?
Il ricorrente rischia di dover pagare i compensi professionali del difensore di controparte, le spese generali e gli accessori di legge.

Termini giuridici

Revocazione
Un mezzo di impugnazione straordinario per chiedere l'annullamento di una sentenza affetta da particolari vizi di fatto o di diritto.
Rinuncia al ricorso
L'atto formale con cui una parte decide di abbandonare la causa intrapresa davanti al giudice.
Spese di legittimità
I costi legali relativi al giudizio che si svolge davanti alla Corte di Cassazione.
Condanna in solido
Un obbligo che impone a più persone di pagare insieme l'intero debito, potendo il creditore chiederlo a ciascuna di esse.
Estinzione del giudizio
La chiusura anticipata del processo senza che il giudice decida sul merito della questione.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)