Il caso del viadotto autostradale e il Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
Una società privata che gestisce un’autostrada in concessione deve pagare il Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche se un suo viadotto sovrasta una strada provinciale. Questo è il principio stabilito dalla Corte di Cassazione in una recente decisione. La vicenda nasce dal rifiuto della società concessionaria di pagare la somma richiesta dalla Provincia. La società riteneva di non dover versare nulla perché l’autostrada appartiene allo Stato e, quindi, considerava l’opera esente da tassazione. La Provincia, al contrario, pretendeva il pagamento per l’occupazione dello spazio aereo sopra la propria strada.
La differenza tra tassa e canone patrimoniale
Per comprendere la decisione bisogna chiarire la natura del Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, spesso confuso con la vecchia tassa di occupazione (TOSAP). La tassa è un tributo che si paga per la semplice riduzione dell’uso collettivo del suolo. Il canone, invece, rappresenta il corrispettivo (il prezzo) per l’uso particolare ed esclusivo che un privato fa di un bene pubblico. Questo significa che il canone è dovuto ogni volta che un soggetto utilizza in modo speciale una porzione di territorio pubblico, anche se non esiste un formale atto di concessione da parte dell’ente proprietario del suolo. L’occupazione di fatto è quindi sufficiente a far scattare l’obbligo di pagamento.
Perché i viadotti pagano il Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
I ponti e i viadotti autostradali non toccano direttamente la strada sottostante, ma occupano lo spazio aereo sovrastante. La legge stabilisce che l’occupazione dello spazio soprastante il suolo pubblico rientra pienamente nell’applicazione del canone. Il viadotto impedisce o limita l’uso del terreno sottostante, ad esempio vietando nuove costruzioni o particolari coltivazioni agricole. Inoltre, la presenza di piloni, cartelli stradali e impianti di illuminazione aumenta l’utilità dell’opera per il gestore, sottraendo di fatto lo spazio all’uso della collettività. Per questo motivo, la proiezione aerea del viadotto sulla strada provinciale costituisce una condotta di occupazione a tutti gli effetti.
Le motivazioni della sentenza sul Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche
I giudici della Cassazione hanno respinto la tesi della società concessionaria basandosi su due argomenti principali. In primo luogo, l’esenzione dal pagamento prevista per lo Stato e per gli altri enti pubblici non si estende alle società private. Anche se l’autostrada è di proprietà statale e tornerà allo Stato alla fine del rapporto, la gestione economica e funzionale dell’opera è interamente in mano alla società concessionaria. Quest’ultima svolge un’attività d’impresa e ricava un profitto dal pedaggio autostradale. In secondo luogo, la mancanza di una formale concessione rilasciata dalla Provincia non esclude il pagamento. L’attività di gestione del viadotto sopra la strada provinciale, senza il titolo della Provincia, configura un’occupazione abusiva (cioè senza autorizzazione) che fa comunque sorgere l’obbligo di pagare il canone come indennizzo per l’uso del bene comune.
Le conclusioni sul pagamento del canone autostradale
La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso della società concessionaria. La decisione conferma che le imprese private che gestiscono infrastrutture pubbliche devono pagare i canoni locali per l’uso del territorio. La società è stata condannata a pagare l’intero importo del canone alla Provincia, oltre a rifondere le spese del processo giudiziario quantificate in duemilaottocento euro, più le spese generali e gli accessori di legge. Questa pronuncia tutela i bilanci degli enti locali e assicura che chiunque utilizzi beni pubblici per fini commerciali contribuisca equamente alle casse della comunità.
Una società concessionaria privata può usufruire dell’esenzione dal pagamento del canone spettante allo Stato?
No, l’esenzione non si applica alle società private che gestiscono l’infrastruttura a fini economici, anche se l’opera appartiene allo Stato.
Il canone è dovuto anche se il viadotto non tocca direttamente il suolo della strada sottostante?
Sì, il canone è dovuto perché il viadotto occupa lo spazio aereo sovrastante e limita l’uso del suolo pubblico sottostante.
Cosa succede se l’occupazione avviene senza una formale concessione da parte della Provincia?
L’occupazione viene considerata abusiva di fatto e il gestore è comunque obbligato a pagare il canone come corrispettivo per l’uso dello spazio.