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Blocco stipendi e assegno ad personam: la Cassazione nega gli aumenti

Un ex militare, passato ai ruoli civili durante il blocco degli stipendi pubblici, ha chiesto che il suo assegno personale (ad personam) fosse calcolato tenendo conto degli aumenti di carriera maturati ‘sulla carta’ in quel periodo. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta. La Corte ha stabilito un principio chiaro sull’assegno ad personam blocco stipendi: il calcolo deve basarsi esclusivamente sullo stipendio effettivamente percepito al momento del passaggio. Il blocco, infatti, congela non solo l’erogazione ma anche il valore degli aumenti ai fini del calcolo di questo assegno, senza possibilità di recuperi successivi. La vittoria è andata quindi all’Amministrazione.

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Pubblicato il 3 giugno 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 14277 Anno 2026 (Cass. civ. sez. lavoro n. 14277/2026)

Assegno ad personam e blocco stipendi: cosa succede quando si cambia ruolo?

La Corte di Cassazione ha recentemente chiarito un punto fondamentale per i dipendenti pubblici, in particolare per il personale militare che transita ai ruoli civili. La questione riguarda come calcolare l’assegno ad personam durante un blocco stipendi. Questa sentenza stabilisce che conta solo lo stipendio realmente percepito, non quello che si sarebbe potuto percepire. La decisione offre spunti importanti sulla differenza tra un diritto maturato solo giuridicamente e la sua concreta applicazione economica.

I fatti: il passaggio al ruolo civile durante il congelamento degli stipendi

La vicenda nasce dalla richiesta di un ex Tenente di Vascello della Marina Militare. Dichiarato non più idoneo al servizio militare, l’uomo è transitato nei ruoli del personale civile del Ministero della Difesa. Questo passaggio è avvenuto in un periodo particolare: gli anni del cosiddetto ‘blocco stipendiale’, imposto per legge per contenere la spesa pubblica. Durante questo blocco, gli stipendi dei dipendenti pubblici erano congelati e non potevano beneficiare di aumenti legati all’anzianità o alle progressioni di carriera. L’ex militare, tuttavia, aveva maturato sulla carta il diritto a una promozione e a un conseguente aumento. Al momento del passaggio al ruolo civile, gli è stato riconosciuto un assegno ‘ad personam’ per garantire che non subisse una perdita economica. Il problema è sorto sulla base di calcolo di questo assegno.

La disputa: stipendio reale contro stipendio teorico

Il cuore del problema era semplice. L’Amministrazione ha calcolato l’assegno personale basandosi sullo stipendio che il dipendente effettivamente riceveva, quello congelato dal blocco. Il lavoratore, invece, sosteneva che il calcolo dovesse includere anche gli aumenti che aveva maturato ‘giuridicamente’ durante il blocco, anche se non li aveva mai incassati. Secondo la sua tesi, quel diritto era entrato nel suo patrimonio giuridico e doveva essere considerato per determinare il suo nuovo trattamento economico. Si trattava di decidere se prevalesse la realtà economica (lo stipendio in busta paga) o la progressione giuridica (il diritto maturato sulla carta).

Il calcolo dell’assegno ad personam blocco stipendi secondo la legge

La normativa che regola il passaggio del personale militare ai ruoli civili è molto chiara. Prevede che, se il nuovo stipendio è inferiore a quello precedente, la differenza venga compensata da un assegno ad personam. Il parametro di riferimento è il ‘trattamento economico in godimento’ al momento del transito. Questa espressione è stata il fulcro dell’intera decisione. L’Amministrazione sosteneva che ‘in godimento’ significasse ‘effettivamente percepito’. Il lavoratore, al contrario, gli attribuiva un significato più ampio, comprensivo dei diritti maturati.

Le motivazioni della Cassazione: perché conta solo lo stipendio percepito

La Corte di Cassazione ha dato piena ragione all’Amministrazione. I giudici hanno affermato che la legge sul blocco degli stipendi aveva lo scopo di ‘sterilizzare’ qualsiasi miglioramento economico per il periodo della sua vigenza. Questo significa che gli aumenti maturati in quegli anni non producevano alcun effetto economico, né immediato né futuro, ai fini del calcolo dell’assegno. La norma che regola l’assegno ad personam, parlando di trattamento ‘in godimento’, si riferisce in modo inequivocabile allo stipendio concretamente incassato. Accettare una diversa interpretazione avrebbe vanificato lo scopo stesso del blocco stipendiale, che era quello di contenere la spesa pubblica. La Corte ha sottolineato che la legge ha creato una regola per conformare la retribuzione, non un prelievo su una retribuzione più alta.

Conclusioni: l’impatto della sentenza sull’assegno ad personam blocco stipendi

La decisione della Cassazione stabilisce un principio definitivo: nel calcolare l’assegno ad personam per un dipendente transitato a un nuovo ruolo durante un blocco stipendiale, si deve considerare solo ed esclusivamente la retribuzione effettivamente percepita in quel momento. I diritti a eventuali aumenti, maturati solo giuridicamente durante il blocco, non hanno alcun valore a questo fine. La sentenza ha quindi annullato la precedente decisione favorevole al lavoratore e ha respinto la sua domanda. Vince l’Amministrazione, confermando una linea di rigore nell’interpretazione delle norme sul contenimento della spesa pubblica.

Se passo a un ruolo civile durante un blocco degli stipendi, il mio assegno personale includerà gli aumenti congelati?
No. Secondo la Cassazione, l’assegno ad personam si calcola solo sullo stipendio effettivamente percepito al momento del passaggio, escludendo qualsiasi aumento maturato solo ‘sulla carta’ durante il blocco.

Cosa significa ‘trattamento economico in godimento’?
Significa l’insieme delle somme che un dipendente ha concretamente e realmente ricevuto come stipendio in un determinato momento. Non include diritti a futuri aumenti o importi non ancora liquidati.

La maturazione ‘giuridica’ di un aumento durante un blocco dà diritto a recuperarlo per calcolare l’assegno ad personam?
No. La sentenza chiarisce che il blocco stipendiale congela anche il valore di questi aumenti ai fini del calcolo dell’assegno personale, rendendoli irrilevanti per determinare l’importo.

Termini giuridici

Assegno ad personam
Una somma di denaro aggiuntiva allo stipendio, riconosciuta per legge per evitare che un lavoratore subisca una diminuzione della retribuzione a seguito di un passaggio a un nuovo ruolo o inquadramento.
Blocco stipendiale
Una misura normativa che congela temporaneamente gli stipendi e le progressioni economiche dei dipendenti pubblici, solitamente per esigenze di finanza pubblica.
Transito nei ruoli civili
Il passaggio del personale militare, giudicato non più idoneo al servizio, a un impiego civile all'interno della stessa Amministrazione della Difesa o in altre amministrazioni pubbliche.
Trattamento economico in godimento
L'insieme delle somme che un dipendente ha effettivamente e concretamente percepito come stipendio in un dato momento, al netto di aumenti solo teorici o futuri.
Cassare
Verbo che indica l'azione della Corte di Cassazione di annullare una sentenza emessa da un giudice di grado inferiore (come una Corte d'Appello), perché ritenuta errata nell'applicazione della legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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