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Perdite su crediti verso controllata: Fisco nega, Cassazione apre

L’Agenzia delle Entrate nega a una società la deducibilità di una perdita su un credito vantato verso un’altra azienda da essa stessa controllata al 98%. Secondo il Fisco, si tratterebbe di un ‘finanziamento a se stessa’ e non di una vera perdita. La Corte di Cassazione ribalta questa visione, stabilendo un principio chiave sulla deducibilità perdite su crediti infragruppo. I giudici chiariscono che il rapporto di controllo non annulla la distinta identità legale delle due società. Se la società creditrice fornisce prove concrete dell’esistenza del credito e della sua definitiva impossibilità di incasso, la perdita è deducibile. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso a un nuovo giudice.

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Pubblicato il 21 maggio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 13158 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 5 n. 13158/2026)

Credito verso la controllata? La perdita è deducibile

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per i gruppi societari: la deducibilità perdite su crediti vantati verso una società controllata. Spesso l’Agenzia delle Entrate guarda con sospetto queste operazioni, presumendo che possano nascondere trasferimenti di ricchezza indebiti. La Corte, tuttavia, ha riaffermato un principio fondamentale: il rapporto di controllo tra due società non ne annulla la distinta identità legale. Pertanto, una perdita su un credito verso una controllata è legittima, a condizione che sia reale e provata in modo inequivocabile.

Il Fatto: un finanziamento contestato dall’Agenzia delle Entrate

La vicenda nasce da un avviso di accertamento notificato a una società. L’Agenzia delle Entrate contestava la deduzione dal reddito di una cospicua perdita su un credito. La particolarità del caso risiedeva nel rapporto tra le parti. La società creditrice, infatti, deteneva il 98% delle quote della società debitrice. Secondo l’amministrazione finanziaria, questa circostanza rendeva il credito fiscalmente irrilevante. Il finanziamento erogato era, nella sostanza, un’operazione interna al medesimo soggetto economico, quasi un ‘finanziamento a se stessa’. Di conseguenza, la relativa perdita non poteva essere considerata un costo deducibile ai fini delle imposte sui redditi (IRES e IRAP).

La tesi del Fisco: un ‘finanziamento a se stessi’

I giudici delle commissioni tributarie, in un primo momento, avevano dato ragione al Fisco. La loro decisione si basava sull’idea che il controllo quasi totale della società debitrice snaturasse il rapporto creditorio. Il credito, secondo questa interpretazione, perdeva la sua natura commerciale per diventare una sorta di apporto di capitale mascherato. In quest’ottica, la successiva perdita non rappresentava un evento imprevisto legato al rischio d’impresa, ma una scelta interna al gruppo. Per questo motivo, i giudici avevano escluso la deducibilità perdite su crediti, confermando la pretesa dell’Agenzia delle Entrate.

La prova della perdita su crediti tra società collegate

La società contribuente non si è arresa e ha portato il caso davanti alla Corte di Cassazione. La sua difesa si basava su due pilastri. Primo, la netta distinzione giuridica tra le due società, nonostante il legame di controllo. Secondo, la presentazione di prove documentali che attestavano sia l’esistenza del credito sia la sua definitiva inesigibilità. Tra i documenti prodotti figuravano un decreto ingiuntivo non opposto, un atto di precetto e una relazione legale che certificava l’impossibilità di recuperare le somme, data l’irreperibilità della società debitrice. Questi elementi, secondo la ricorrente, erano stati ingiustamente ignorati dai giudici precedenti.

Le motivazioni: la distinta soggettività giuridica è la chiave

La Corte di Cassazione ha accolto pienamente le argomentazioni della società. I giudici supremi hanno smontato la tesi del ‘finanziamento a se stessa’, definendola un errore di ragionamento. Il fatto che una società ne controlli un’altra, anche al 98%, non significa che le due entità si fondano in un unico soggetto giuridico. Ciascuna mantiene il proprio patrimonio, i propri diritti e i propri doveri. Un credito tra loro è un rapporto giuridico valido a tutti gli effetti. La Corte ha sottolineato che i giudici precedenti hanno sbagliato a non considerare le prove documentali offerte, che dimostravano sia la realtà del credito sia la sua sostanziale inesigibilità. La deducibilità perdite su crediti non può essere negata solo sulla base della struttura proprietaria del gruppo.

Le conclusioni: la Cassazione annulla e rinvia il giudizio

L’esito finale è stato l’annullamento della sentenza contestata. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa a un’altra sezione della Corte di Giustizia Tributaria. Il nuovo giudice dovrà riesaminare il caso attenendosi al principio di diritto stabilito: la perdita su un credito verso una società controllata è deducibile se il contribuente prova, con elementi certi e precisi, l’esistenza del credito e la sua definitiva irrecuperabilità. Vince quindi la società, che ottiene una nuova possibilità di veder riconosciute le proprie ragioni. Questa decisione rappresenta un importante punto di riferimento per la gestione fiscale dei rapporti finanziari all’interno dei gruppi societari.

Posso dedurre una perdita su un credito verso una società che controllo?
Sì, è possibile. La Cassazione ha chiarito che il rapporto di controllo societario non impedisce la deducibilità, a patto di dimostrare con prove certe l’esistenza del credito e la sua definitiva inesigibilità.

Quali prove servono per dimostrare una perdita su un credito?
Sono necessarie prove documentali che attestino l’esistenza del credito (es. fatture, contratti) e la sua inesigibilità, come un decreto ingiuntivo non opposto, un verbale di pignoramento negativo o una relazione legale che certifichi l’impossibilità di recupero.

Cosa significa che due società collegate hanno ‘soggettività giuridica distinta’?
Significa che, anche se una società ne possiede un’altra, dal punto di vista legale sono due entità separate, con propri patrimoni, diritti e doveri. Un debito tra loro è un debito a tutti gli effetti.

Termini giuridici

Perdita su crediti
La perdita economica che un'azienda subisce quando un debitore non paga il proprio debito. Questa perdita, a certe condizioni, può essere sottratta dal reddito imponibile per pagare meno tasse.
Inesigibilità
La condizione in cui un credito non può essere più riscosso. La legge richiede che l'impossibilità di recuperare il denaro sia provata da elementi certi e precisi.
Avviso di accertamento
L'atto ufficiale con cui l'Agenzia delle Entrate contesta al contribuente una violazione fiscale e richiede il pagamento di maggiori imposte, sanzioni e interessi.
Soggettività giuridica
La caratteristica di un'entità (persona o società) di essere un soggetto di diritto, con un proprio patrimonio e la capacità di assumere obblighi e diritti, distinto dai suoi proprietari o soci.
Cassazione con rinvio
La decisione della Corte di Cassazione che annulla la sentenza di un giudice precedente e ordina che il processo venga celebrato di nuovo da un altro giudice, che dovrà seguire le indicazioni della Corte.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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