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Impugnazione ordinanza nuove indagini: no al ricorso se non c’è archiviazione

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla procedura penale: è inammissibile l’impugnazione dell’ordinanza con cui il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), invece di archiviare un caso, ordina al Pubblico Ministero di svolgere nuove indagini. Un indagato per calunnia e diffamazione aveva presentato ricorso sostenendo di non aver ricevuto la notifica dell’udienza. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che la legge permette di contestare solo il provvedimento finale di archiviazione, non un atto intermedio come la disposizione di ulteriori approfondimenti investigativi. Di conseguenza, l’indagato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

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Pubblicato il 15 maggio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 23039 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 5 n. 23039/2023)

Quando un’indagine prosegue: il no della Cassazione

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale della procedura penale, stabilendo che non è possibile contestare la decisione del giudice di approfondire un’indagine. La sentenza riguarda il tema della impugnazione ordinanza nuove indagini, un meccanismo che un indagato aveva tentato di attivare sentendosi leso da un vizio di procedura. La Corte ha però dichiarato il suo ricorso inammissibile, confermando che la legge prevede binari molto precisi per le contestazioni e che non ogni atto del giudice può essere messo in discussione.

I fatti: richiesta di archiviazione respinta

La vicenda ha origine da un procedimento penale per calunnia e diffamazione. Al termine delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione del caso. La persona offesa dal reato si era opposta a questa decisione e il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), esaminati gli atti, aveva accolto l’opposizione. Invece di chiudere il caso, il GIP ha ritenuto necessario un supplemento investigativo, ordinando lo svolgimento di nuove indagini entro un termine di novanta giorni.

Il ricorso in Cassazione per omessa notifica

L’indagato ha deciso di impugnare questa ordinanza direttamente davanti alla Corte di Cassazione. Il motivo del ricorso era di natura puramente procedurale. Sosteneva di non aver ricevuto la notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza in cui il GIP aveva preso la sua decisione. Secondo la sua difesa, questa omissione rappresentava una violazione del suo diritto di essere presente e di difendersi, rendendo l’ordinanza illegittima.

La regola sulla impugnazione ordinanza nuove indagini

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno spiegato che la legge non prevede la possibilità di impugnare un provvedimento con cui il GIP, invece di archiviare, dispone la prosecuzione delle indagini. Questo tipo di ordinanza è considerata un atto intermedio, non definitivo, che serve semplicemente a guidare l’attività investigativa verso un accertamento più completo della verità. La possibilità di contestare le decisioni del GIP in questa fase è limitata a casi specifici e tassativamente indicati dalla legge.

Le motivazioni: perché non si può impugnare l’ordinanza di nuove indagini

La motivazione della Corte si basa su un’interpretazione rigorosa del codice di procedura penale, anche alla luce delle riforme legislative. I giudici hanno sottolineato che i rimedi previsti, come il reclamo al tribunale, sono esperibili solo contro i provvedimenti che definiscono il procedimento, ovvero l’ordinanza o il decreto di archiviazione. Un’ordinanza che dispone nuove indagini, al contrario, lascia il procedimento aperto. Permettere un’impugnazione in questa fase creerebbe un’inutile dilatazione dei tempi e un ostacolo al normale corso della giustizia. La tutela dei diritti dell’indagato è garantita in altre fasi del procedimento, ma non attraverso la contestazione di un atto che ha come unico scopo quello di approfondire la ricerca della prova.

Le conclusioni: la decisione della Cassazione e le sue conseguenze

La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso. Per l’indagato, questo significa una sconfitta su tutta la linea. Non solo la sua contestazione procedurale non è stata esaminata nel merito, ma è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende. La conseguenza pratica è che l’ordinanza del GIP rimane valida ed efficace. Le nuove indagini disposte dovranno essere eseguite, e solo al loro termine si deciderà nuovamente se archiviare il caso o procedere con un rinvio a giudizio.

Posso fare ricorso se il giudice ordina nuove indagini su di me invece di archiviare il caso?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che l’ordinanza che dispone nuove indagini non è impugnabile. Si può contestare solo il provvedimento finale di archiviazione, e solo per i motivi specificamente previsti dalla legge.

Cosa significa che un ricorso è ‘inammissibile’?
Significa che il ricorso non può essere esaminato nel merito perché non rispetta i requisiti previsti dalla legge. In pratica, viene respinto senza che i giudici entrino nel vivo della questione sollevata.

Cosa succede dopo che la Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso come questo?
La decisione precedente diventa definitiva. In questo caso, le nuove indagini ordinate dal Giudice per le Indagini Preliminari devono essere eseguite come previsto e il procedimento penale prosegue.

Termini giuridici

Archiviazione
La decisione del giudice di chiudere un'indagine penale senza procedere a un processo, perché la notizia di reato è infondata o non ci sono prove sufficienti.
Ricorso per Cassazione
L'ultimo grado di giudizio in Italia. La Corte di Cassazione non riesamina i fatti, ma controlla solo che la legge sia stata applicata correttamente dai giudici precedenti.
Inammissibile
Un atto (come un ricorso) che non può essere esaminato dal giudice perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge. Viene respinto in partenza.
GIP (Giudice per le Indagini Preliminari)
Il magistrato che supervisiona la fase delle indagini, garantendo la legalità e prendendo decisioni cruciali come l'archiviazione o il rinvio a giudizio.
Udienza Camerale
Un'udienza che si svolge nell'ufficio del giudice (la 'camera di consiglio') e non in un'aula pubblica, tipicamente per decidere su questioni procedurali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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