LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Abuso Contratti a Termine: Assunzione Stabile Non Annulla Risarcimento

La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di pubblico impiego. Un lavoratore, dopo una serie di contratti a termine illegittimi con un Ente Pubblico, era stato assunto a tempo indeterminato tramite una procedura di stabilizzazione. L’Ente sosteneva che questa assunzione annullasse ogni pretesa passata. La Corte ha invece confermato il diritto del lavoratore al risarcimento per l’abuso dei contratti a termine. La stabilizzazione, infatti, non è una misura riparatoria per il danno già subito a causa della precarietà, ma una procedura di assunzione autonoma. Pertanto, l’Ente Pubblico è stato condannato a pagare l’indennità al lavoratore, confermando che l’assunzione stabile non sana l’illecito pregresso.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 7720 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 7720/2023)

L’assunzione stabile cancella i danni del precariato? La parola alla Cassazione

Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta un tema cruciale per molti lavoratori del settore pubblico: il diritto al risarcimento abuso contratti a termine anche dopo aver ottenuto un’assunzione a tempo indeterminato. La decisione chiarisce che la cosiddetta ‘stabilizzazione’ non è un colpo di spugna che cancella il danno subito a causa di anni di precariato. Vediamo insieme i dettagli di questa importante pronuncia.

La vicenda: anni di precariato e poi l’assunzione

I fatti alla base della controversia sono semplici e molto comuni. Un Lavoratore aveva prestato servizio per un importante Ente Pubblico attraverso una successione di contratti a tempo determinato. I giudici avevano già accertato che questa catena di contratti era illegittima, in quanto l’Ente aveva abusato di questa forma contrattuale per coprire esigenze stabili e durature.

Successivamente, il Lavoratore era stato finalmente assunto a tempo indeterminato, grazie a una procedura di stabilizzazione prevista dalla legge. A questo punto, l’Ente Pubblico si era opposto alla richiesta di risarcimento del Lavoratore. La tesi difensiva era chiara: l’assunzione definitiva rappresentava già la migliore tutela possibile e, di conseguenza, sanava ogni illecito passato, annullando qualsiasi diritto a un indennizzo economico.

La stabilizzazione non è un risarcimento per l’abuso dei contratti a termine

La questione è arrivata fino alla Corte di Cassazione, che ha dovuto stabilire se la stabilizzazione potesse essere considerata una misura riparatoria equivalente al risarcimento del danno. La risposta dei giudici è stata netta e a favore del Lavoratore.

Il punto centrale è che la stabilizzazione e il risarcimento del danno operano su due piani diversi. Il risarcimento serve a compensare il pregiudizio subito dal lavoratore nel periodo in cui ha lavorato in condizioni di precarietà ingiusta. La stabilizzazione, invece, è una procedura di reclutamento che guarda al futuro, garantendo un posto di lavoro stabile. Non ha, di per sé, l’effetto di riparare il danno passato.

Le motivazioni: perché il diritto al risarcimento sopravvive

La Corte ha spiegato che, per escludere il diritto al risarcimento, l’assunzione a tempo indeterminato dovrebbe essere una conseguenza diretta e specifica dell’abuso accertato. In altre parole, dovrebbe essere una misura ‘sanante’ creata appositamente per rimediare a quella specifica situazione illecita.

Nel caso esaminato, invece, la stabilizzazione era avvenuta tramite una procedura concorsuale pubblica, seppur semplificata e riservata. Questa procedura non era una diretta ‘derivazione causale’ dell’abuso subito dal singolo lavoratore. Si trattava piuttosto di una ‘chance’ di assunzione, non di una misura riparatoria certa. Il Lavoratore ha ottenuto il posto stabile non come risarcimento, ma perché ha partecipato e superato una selezione.

Di conseguenza, il danno derivante dalla pregressa condizione di precarietà (incertezza, impossibilità di programmare il futuro, etc.) rimane e deve essere indennizzato economicamente, come previsto dalla legge.

Le conclusioni: la vittoria del lavoratore e il principio di diritto

La Cassazione ha respinto il ricorso dell’Ente Pubblico. L’esito pratico è che l’Ente è stato condannato a pagare al Lavoratore l’indennità precedentemente stabilita, pari a nove mensilità dell’ultima retribuzione. Questa sentenza rafforza un principio fondamentale: il risarcimento abuso contratti a termine nel pubblico impiego è un diritto che non viene meno automaticamente con la successiva assunzione a tempo indeterminato. L’illecito passato deve essere compensato, perché il danno si è già verificato e consolidato nel patrimonio del lavoratore.

Se un ente pubblico mi assume a tempo indeterminato dopo anni di contratti a termine, perdo il diritto al risarcimento?
No, secondo la Cassazione la successiva assunzione a tempo indeterminato, o stabilizzazione, non cancella automaticamente il diritto a ricevere un’indennità per l’abuso subito in passato.

Perché la stabilizzazione non è considerata una forma di risarcimento?
Perché la stabilizzazione è una procedura di assunzione autonoma, non una misura creata specificamente per rimediare al danno della precarietà. Il danno si è già verificato e deve essere compensato economicamente.

A quanto ammonta il risarcimento per l’abuso di contratti a termine nel pubblico impiego?
La legge prevede un’indennità che viene stabilita dal giudice. In questo specifico caso, era stata determinata in 9 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto del lavoratore.

Termini giuridici

Stabilizzazione
Procedura con cui un lavoratore precario, specialmente nel settore pubblico, viene assunto a tempo indeterminato.
Indennità risarcitoria
Una somma di denaro che serve a compensare un danno subito. In questo caso, per l'illegittimo utilizzo di contratti a tempo determinato.
Abuso del ricorso al contratto a termine
L'utilizzo illegale e ripetuto di contratti di lavoro a tempo determinato per coprire esigenze lavorative stabili e durature, eludendo l'obbligo di assunzione a tempo indeterminato.
Ex ante
Espressione latina che significa 'da prima'. Indica una valutazione fatta prima che un evento si verifichi, basandosi sulle informazioni disponibili in quel momento.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)