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Abuso del ricorso al contratto a termine

Definizione

L'utilizzo ripetuto e ingiustificato di contratti di lavoro a tempo determinato da parte di un datore di lavoro per coprire esigenze stabili e durature, che dovrebbero invece essere soddisfatte con assunzioni a tempo indeterminato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Abuso contratti a termine: risarcimento standard o danno pieno?
Un lavoratore socialmente utile, impiegato per 17 anni da un Comune con contratti a termine, ha denunciato la reiterazione abusiva del rapporto. I giudici hanno riconosciuto l'abuso contratti a termine pubblico impiego, concedendo un risarcimento pari a 12 mensilità. Il lavoratore, però, ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, chiedendo anche il pagamento delle differenze retributive rispetto ai colleghi a tempo indeterminato e il risarcimento per la perdita di opportunità di carriera. La Cassazione, vista la complessità della questione e la presenza di molti casi simili, ha deciso di non emettere una sentenza immediata, ma di rinviare la causa a una pubblica udienza per una trattazione più approfondita. La questione su quale sia il giusto risarcimento rimane quindi aperta.
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Abuso Contratti a Termine: Assunzione Stabile Non Annulla Risarcimento
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di pubblico impiego. Un lavoratore, dopo una serie di contratti a termine illegittimi con un Ente Pubblico, era stato assunto a tempo indeterminato tramite una procedura di stabilizzazione. L'Ente sosteneva che questa assunzione annullasse ogni pretesa passata. La Corte ha invece confermato il diritto del lavoratore al risarcimento per l'abuso dei contratti a termine. La stabilizzazione, infatti, non è una misura riparatoria per il danno già subito a causa della precarietà, ma una procedura di assunzione autonoma. Pertanto, l'Ente Pubblico è stato condannato a pagare l'indennità al lavoratore, confermando che l'assunzione stabile non sana l'illecito pregresso.
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Abuso contratti a termine docenti: Ministero condannato al risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per alcuni docenti di religione cattolica a causa dell'abuso di contratti a termine. Gli insegnanti avevano lavorato per anni con contratti annuali rinnovati continuamente, senza che il Ministero bandisse i concorsi triennali previsti per la stabilizzazione. La Corte ha stabilito che questa prassi costituisce un illecito. Pur escludendo la conversione automatica del contratto in un rapporto a tempo indeterminato (perché nel pubblico impiego è necessario un concorso), ha riconosciuto agli insegnanti un'indennità economica per compensare la precarietà subita. Il ricorso del Ministero è stato quindi respinto, confermando la sua responsabilità per l'abuso contratti a termine docenti.
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Insegnanti di religione precari: stop all’abuso contratti a termine
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'abuso contratti a termine insegnanti di religione. Alcune insegnanti, impiegate per anni con contratti a tempo determinato su posti vacanti e disponibili, avevano chiesto la stabilizzazione. Il Ministero dell'Istruzione si era opposto, invocando la normativa speciale che limita le assunzioni a tempo indeterminato al 70% dei posti. La Suprema Corte ha respinto il ricorso del Ministero, confermando che la reiterazione di contratti a termine per oltre tre anni su cattedre stabili costituisce un abuso. Di conseguenza, le insegnanti hanno ottenuto la conversione del loro rapporto di lavoro in un contratto a tempo indeterminato.
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