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Subordinazione giornalistica: i criteri della Cassazione

La Corte di Cassazione ha confermato l’assenza di subordinazione giornalistica per due collaboratrici di una società editrice, rigettando il ricorso dell’ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che l’attività di ricerca fotografica, priva di autonomia creativa e intellettuale, non può essere equiparata alla professione giornalistica. Inoltre, la mancanza di un obbligo di reperibilità e la non partecipazione alle riunioni di redazione escludono il vincolo di subordinazione tipico del lavoro dipendente, rendendo legittima la qualifica di collaborazione autonoma.

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Pubblicato il 17 aprile 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 2805 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 2805/2023)

Subordinazione giornalistica: i criteri per il lavoro dipendente

La questione della subordinazione giornalistica rappresenta da sempre un terreno di scontro complesso tra enti previdenziali e aziende editoriali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito importanti chiarimenti su come distinguere una collaborazione autonoma da un rapporto di lavoro subordinato, specialmente in ambiti tecnici come la ricerca fotografica.

Il caso: ricerca fotografica e autonomia

La vicenda nasce dalla richiesta di un ente previdenziale che pretendeva il pagamento di contributi per due lavoratrici impiegate presso una società editrice. Secondo l’ente, le mansioni svolte rientravano nel perimetro del lavoro giornalistico subordinato. Tuttavia, i giudici di merito hanno accertato che una delle collaboratrici svolgeva compiti di mera ricerca iconografica. Tale attività consisteva nel reperire immagini su indicazione di un superiore, senza alcuna autonomia decisionale o creativa sul taglio informativo da dare alla notizia.

L’assenza di vincoli redazionali

Per la seconda lavoratrice, l’esclusione della subordinazione giornalistica è derivata dall’analisi delle modalità pratiche di esecuzione della prestazione. La Corte ha rilevato che la professionista non partecipava alle riunioni di redazione e non aveva l’obbligo di rimanere a disposizione dell’azienda al di fuori dei singoli incarichi concordati. Questi elementi sono stati ritenuti incompatibili con la figura del collaboratore fisso o del redattore dipendente.

Il valore della doppia conforme

Un aspetto tecnico cruciale della decisione riguarda la cosiddetta doppia conforme. Quando il tribunale e la corte d’appello concordano sulla ricostruzione dei fatti, il ricorso in Cassazione diventa estremamente difficile. La Suprema Corte non può infatti procedere a un nuovo esame delle prove, ma deve limitarsi a verificare se le norme di legge siano state applicate correttamente. Nel caso in esame, la valutazione dei giudici di merito sulla natura non giornalistica delle mansioni è stata considerata insindacabile.

Le motivazioni

La Corte ha chiarito che la natura giornalistica di una prestazione non si presume dalla semplice iscrizione all’albo, ma deve essere provata attraverso l’analisi del contenuto intellettuale del lavoro. Se l’attività si limita a un supporto tecnico o esecutivo, come la ricerca di foto su direttive altrui, manca l’apporto creativo tipico del giornalista. Inoltre, la subordinazione richiede la prova di un inserimento stabile nell’organizzazione aziendale, manifestato attraverso la partecipazione alla vita di redazione e la disponibilità costante verso il datore di lavoro.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che per configurare la subordinazione giornalistica non basta il titolo del contratto, ma serve un effettivo assoggettamento al potere direttivo. Le aziende editoriali possono legittimamente avvalersi di collaborazioni autonome per funzioni di supporto tecnico, purché queste non sfocino in un controllo stringente tipico del rapporto dipendente. La decisione protegge la libertà organizzativa delle imprese a fronte di pretese previdenziali non supportate da prove concrete sullo svolgimento del rapporto.

Quando la ricerca fotografica diventa attività giornalistica?
Diventa giornalistica solo se implica scelte intellettuali e creative sul modo di dare efficacia a una notizia, e non una mera esecuzione di direttive.

Quali elementi escludono la subordinazione in redazione?
L’assenza di partecipazione alle riunioni, la mancanza di un obbligo di reperibilità costante e la libertà di gestire i singoli incarichi senza vincoli di orario.

Cosa rischia l’azienda in caso di riqualificazione del rapporto?
L’azienda potrebbe essere condannata al pagamento di tutti i contributi previdenziali arretrati oltre alle sanzioni civili previste dalla legge.

Termini giuridici

subordinazione
Vincolo di dipendenza del lavoratore che deve attenersi alle direttive e al controllo del datore di lavoro.
doppia conforme
Situazione in cui sia il primo che il secondo grado di giudizio giungono alla medesima decisione sui fatti.
onere della prova
Principio per cui chi vuole far valere un diritto in giudizio deve dimostrare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
legittimità
Ambito di giudizio della Cassazione limitato alla corretta applicazione delle norme, senza riesame dei fatti.
soccombenza
Situazione della parte che perde la causa, solitamente condannata al pagamento delle spese processuali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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