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Giochi a distanza: sanzioni totem in Cassazione

La Corte di Cassazione ha affrontato il tema delle sanzioni amministrative legate ai giochi a distanza tramite apparecchi ‘totem’. Una titolare di un bar era stata sanzionata con 20.000 euro per aver messo a disposizione un terminale connesso a siti di gioco non autorizzati. La controversia riguarda l’applicazione della sanzione fissa prevista dalla Legge di Stabilità 2016 rispetto alla disciplina più lieve del TULPS. Data la complessità interpretativa e i dubbi di legittimità costituzionale sulla proporzionalità della sanzione, la Suprema Corte ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.

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Pubblicato il 29 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 28346 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 28346/2023)

Giochi a distanza: la Cassazione valuta la legittimità delle sanzioni per i totem

Il settore dei giochi a distanza è al centro di un importante dibattito giuridico riguardante la proporzionalità delle sanzioni amministrative. La Suprema Corte di Cassazione, con una recente ordinanza interlocutoria, ha sollevato questioni cruciali sulla legittimità delle multe fisse irrogate agli esercenti che ospitano apparecchiature terminali, comunemente note come ‘totem’, destinate al gioco online non autorizzato.

I fatti di causa e l’uso dei totem per i giochi a distanza

La vicenda trae origine da un accertamento della Guardia di Finanza presso un esercizio commerciale, dove veniva rinvenuto un apparecchio ‘totem’ funzionante. Tale dispositivo permetteva agli avventori di connettersi a piattaforme di gioco messe a disposizione da soggetti privi di autorizzazione. A seguito del controllo, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli emetteva un’ordinanza-ingiunzione di 20.000 euro, applicando la sanzione fissa prevista dalla normativa del 2015.

La titolare dell’esercizio si opponeva alla sanzione, ottenendo inizialmente ragione in primo grado. Il Tribunale aveva infatti ritenuto applicabile la disciplina del TULPS, decisamente più favorevole. Tuttavia, la Corte d’Appello riformava la decisione, confermando la sanzione massima e sottolineando la distinzione tra apparecchi fisici conformi alla rete dei Monopoli e terminali che raccolgono gioco da remoto tramite internet.

La decisione della Suprema Corte sui giochi a distanza

Investita del ricorso, la Seconda Sezione Civile della Cassazione ha rilevato come la questione non sia di semplice risoluzione. Il ricorso della parte privata si fonda su due pilastri: un vizio procedurale relativo all’ammissibilità dell’appello e, in subordine, un dubbio di legittimità costituzionale. La difesa sostiene che una sanzione fissa di 20.000 euro sia manifestamente sproporzionata, poiché non distingue tra il ruolo del proprietario e quello dell’esercente, né tiene conto del volume di gioco effettivamente generato.

Considerata la rilevanza della questione, che tocca principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza, la Corte ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. È stato invece disposto il rinvio alla pubblica udienza, seguendo il solco di altri procedimenti analoghi già pendenti.

Le motivazioni

Le motivazioni del rinvio risiedono nella particolare complessità della materia sanzionatoria applicata ai giochi a distanza. La Corte riconosce che l’individuazione della norma corretta tra il TULPS e la Legge 208/2015 richiede un’analisi approfondita. Inoltre, la fissità della sanzione amministrativa, priva di una modulazione basata sul disvalore concreto del fatto, pone seri dubbi di compatibilità con l’Articolo 3 della Costituzione e con i principi della CEDU sulla proporzionalità delle pene. La necessità di un’interpretazione uniforme (nomofilachia) su una sanzione così elevata impone un passaggio alla pubblica udienza per garantire un confronto dialettico completo.

Le conclusioni

Le conclusioni provvisorie di questo provvedimento indicano che il sistema sanzionatorio per i giochi a distanza potrebbe subire una revisione significativa. Se la Corte Costituzionale dovesse essere investita della questione e dichiarare l’illegittimità della sanzione fissa, molti provvedimenti sanzionatori potrebbero essere annullati o ricalcolati. Per gli esercenti, questo significa che la battaglia legale contro le sanzioni ‘totem’ resta aperta, con la possibilità di far valere il principio di proporzionalità davanti ai giudici di merito e di legittimità.

Cosa rischia un esercente che installa un totem per il gioco online?
Secondo la normativa attuale, l’esercente rischia una sanzione amministrativa fissa di 20.000 euro per la violazione delle norme sui giochi a distanza tramite terminali non autorizzati.

Qual è la differenza tra sanzione TULPS e sanzione Legge 208/2015?
La sanzione del TULPS è generalmente più lieve e modulabile, mentre la Legge 208/2015 prevede una sanzione fissa e molto elevata per chi consente la connessione a piattaforme di gioco non autorizzate.

Perché la Cassazione non ha deciso immediatamente sul caso?
La Corte ha ravvisato una particolare complessità interpretativa e potenziali profili di incostituzionalità riguardo alla sproporzione della sanzione fissa, decidendo per un rinvio alla pubblica udienza.

Termini giuridici

Totem
Apparecchio terminale che consente la connessione telematica a piattaforme di gioco online non autorizzate.
Ordinanza-ingiunzione
Atto amministrativo con cui l'autorità competente ingiunge il pagamento di una sanzione pecuniaria.
Ratio decidendi
Il principio giuridico o la ragione determinante che costituisce il fondamento di una decisione giudiziaria.
Rinvio a nuovo ruolo
Provvedimento con cui il giudice dispone che la causa venga trattata in una successiva udienza.
Sanzione fissa
Penalità pecuniaria stabilita dalla legge in un ammontare preciso, senza un minimo o un massimo edittale.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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