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Cartella esattoriale: notifica valida in concordato

La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella esattoriale è pienamente legittima anche nei confronti di una società ammessa alla procedura di concordato preventivo. La decisione ribalta l’orientamento dei giudici di merito, chiarendo che la cartella esattoriale non costituisce l’inizio di un’azione esecutiva, vietata dall’art. 168 l.fall., bensì un atto preliminare assimilabile al precetto. Poiché la cartella accorpa le funzioni di titolo esecutivo e precetto senza avviare materialmente l’esecuzione, essa si sottrae al divieto di azioni individuali dei creditori sul patrimonio del debitore concordatario.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 35507 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 35507/2023)

Cartella esattoriale e concordato preventivo: la Cassazione conferma la validità della notifica

La questione della legittimità della cartella esattoriale notificata durante una procedura concorsuale ha trovato un punto fermo in una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Il tema centrale riguarda il conflitto tra il potere di riscossione dello Stato e la protezione del patrimonio del debitore ammesso al concordato preventivo.

I fatti e il contenzioso

Il caso trae origine dall’opposizione proposta da una società a responsabilità limitata, già ammessa al concordato preventivo, contro una cartella di pagamento notificata dall’agente della riscossione. La società contestava l’inefficacia dell’atto, sostenendo che la pendenza della procedura concorsuale impedisse la notifica di nuovi atti impositivi. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano dato ragione all’impresa, ritenendo che la cartella esattoriale non potesse essere notificata al debitore concordatario, salvo casi eccezionali di patologia della procedura (come la revoca o la risoluzione del concordato).

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate, cassando la sentenza d’appello. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: la cartella esattoriale è un atto che accorpa in sé le funzioni di titolo esecutivo e di precetto. Tuttavia, essa non determina l’inizio della procedura esecutiva vera e propria. Di conseguenza, la sua notifica non viola il divieto imposto dall’articolo 168 della Legge Fallimentare, che impedisce esclusivamente le azioni esecutive e cautelari individuali.

Distinzione tra atto impositivo e azione esecutiva

La Corte ha chiarito che l’inizio dell’azione esecutiva deve essere ricondotto non all’emissione della cartella, ma all’avvio materiale del processo di esecuzione. Pertanto, il creditore pubblico può validamente notificare l’atto per cristallizzare la propria pretesa e permettere al debitore di esercitare il proprio diritto di difesa attraverso l’impugnazione, anche durante la pendenza del concordato.

Le motivazioni

Le motivazioni della Cassazione si fondano sulla natura giuridica della cartella esattoriale. Essendo assimilabile al precetto, essa rappresenta un’iniziativa del creditore volta a realizzare unilateralmente il contenuto dell’obbligazione, ma rimane esterna al processo esecutivo vietato. Inoltre, la Corte ha precisato che le deroghe previste dall’art. 25 del d.P.R. 602/1973 riguardano specificamente i termini di decadenza per il recupero di crediti tributari in caso di esito negativo del concordato, ma non impediscono la notifica ordinaria durante la procedura per crediti di diversa natura, come quelli derivanti dalla revoca di finanziamenti pubblici.

Le conclusioni

In conclusione, la notifica della cartella esattoriale a un soggetto in concordato preventivo è un atto dovuto e legittimo. Questa interpretazione garantisce un equilibrio tra la tutela del concorso dei creditori e il diritto dell’amministrazione finanziaria di accertare e intimare il pagamento dei propri crediti. Per le imprese, ciò significa che la protezione offerta dal concordato non scherma dalla ricezione di atti impositivi, i quali devono essere prontamente analizzati e, se necessario, impugnati nei termini di legge per evitare il consolidamento del debito.

È possibile ricevere una cartella esattoriale durante il concordato preventivo?
Sì, la Corte di Cassazione ha chiarito che la notifica è legittima perché la cartella non è considerata un atto di inizio dell’esecuzione forzata, ma un atto preliminare.

Qual è la differenza tra cartella esattoriale e azione esecutiva?
La cartella esattoriale funge da titolo esecutivo e precetto, mentre l’azione esecutiva è la procedura concreta di pignoramento che viene avviata solo successivamente alla notifica.

Il divieto dell’articolo 168 Legge Fallimentare cosa impedisce?
La norma impedisce ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore, ma non vieta la notifica di atti che accertano o intimano il pagamento.

Termini giuridici

Concordato preventivo
Procedura concorsuale volta al risanamento di un'impresa in crisi per evitare il fallimento attraverso un accordo con i creditori.
Cartella esattoriale
Atto amministrativo con cui l'agente della riscossione intima al contribuente il pagamento di somme iscritte a ruolo.
Titolo esecutivo
Documento che attesta l'esistenza di un diritto certo, liquido ed esigibile, necessario per avviare l'esecuzione forzata.
Precetto
Intimazione formale ad adempiere l'obbligo risultante da un titolo esecutivo entro un termine non inferiore a dieci giorni.
Azione esecutiva
Procedimento giudiziario volto a ottenere l'attuazione coattiva di un diritto di credito sul patrimonio del debitore.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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