Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito dichiarare?
Ottenere il Patrocinio a spese dello Stato richiede la massima precisione nella comunicazione dei propri dati economici. Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale: quale sia l’annualità fiscale da considerare quando si presenta la domanda di ammissione al beneficio, evitando così pesanti accuse penali per falso.
Il caso e la contestazione di falso
La vicenda trae origine dalla condanna di un cittadino che, nell’istanza per accedere al gratuito patrocinio presentata a inizio 2020, aveva dichiarato i redditi percepiti nel 2018. L’accusa sosteneva che l’uomo avesse omesso di indicare i maggiori redditi del 2019, configurando il reato di cui all’art. 95 del d.P.R. 115/2002. La Corte d’Appello aveva confermato la condanna, ritenendo che l’imputato dovesse riferirsi all’anno solare immediatamente precedente alla domanda.
La decisione della Suprema Corte
I giudici di legittimità hanno ribaltato l’esito del processo, accogliendo il ricorso della difesa. Il punto centrale della controversia riguarda l’interpretazione del concetto di “ultima dichiarazione” previsto dalla legge. La Cassazione ha stabilito che il reddito rilevante è quello risultante dall’ultima dichiarazione fiscale per la quale, al momento del deposito dell’istanza, sia già scaduto il termine di presentazione.
Se il termine per presentare la nuova dichiarazione non è ancora decorso, il richiedente non è obbligato a fornire dati non ancora formalizzati fiscalmente, a meno che non abbia già provveduto spontaneamente all’invio della nuova documentazione prima della scadenza naturale.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla necessità di certezza del dato numerico. L’obbligo di indicare il reddito risultante dall’ultima dichiarazione serve a impedire scelte arbitrarie da parte dell’istante. Poiché nel caso in esame la domanda era stata presentata a febbraio 2020 e il termine per la dichiarazione dei redditi 2019 scadeva solo a novembre dello stesso anno, il ricorrente ha agito correttamente riferendosi ai dati del 2018. Non si può configurare un reato di falso se l’elemento indicato è l’unico ufficialmente disponibile e richiesto dalla normativa vigente al momento dell’istanza.
Le conclusioni
Le conclusioni della Cassazione portano all’annullamento della sentenza con rinvio. Il giudice di merito dovrà ora rivalutare la posizione dell’imputato tenendo conto che il riferimento temporale corretto era quello della dichiarazione 2018. Questa pronuncia tutela il cittadino da interpretazioni eccessivamente rigide della norma penale, confermando che la buona fede e il rispetto dei termini fiscali sono parametri essenziali per valutare la legittimità delle richieste di accesso alla difesa gratuita.
Quale anno fiscale devo indicare nella domanda di patrocinio?
Bisogna indicare il reddito risultante dall’ultima dichiarazione per cui è già scaduto il termine di presentazione previsto dalla legge.
Cosa succede se dichiaro il reddito dell’anno sbagliato?
Si rischia una condanna penale per false dichiarazioni, a meno che l’errore non derivi dal rispetto dei termini fiscali di presentazione.
Posso usare i dati dell’anno in corso se non ho ancora fatto la dichiarazione?
No, il riferimento deve essere l’ultima dichiarazione effettivamente presentata o per la quale il termine di invio è già trascorso.