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Ricorso in Cassazione: copia sentenza e nullità

Un istituto di credito ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Tribunale. Tuttavia, il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché la copia della sentenza impugnata depositata era priva dell’attestazione di pubblicazione della cancelleria. La Suprema Corte ha ribadito che tale attestazione, contenente data e numero identificativo, è un requisito indispensabile per verificare l’esistenza giuridica del provvedimento e la tempestività dell’impugnazione, rendendo nullo il ricorso in cassazione se assente.

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Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 3 Num. 33674 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 3 n. 33674/2023)

Ricorso in Cassazione: La Copia della Sentenza Deve Essere Conforme, Pena l’Improcedibilità

Presentare un ricorso in cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, un passaggio delicato dove la forma è sostanza. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 33674/2023, ce lo ricorda con fermezza: il mancato deposito di una copia autentica della sentenza impugnata, completa dell’attestazione di pubblicazione della cancelleria, conduce a una sola conclusione: l’improcedibilità. Analizziamo questo caso per capire l’importanza dei requisiti formali.

I Fatti di Causa: Un Pignoramento Conteso

La vicenda trae origine da una procedura esecutiva. Un creditore aveva pignorato i crediti che una società di autotrasporti vantava nei confronti di un istituto bancario. La banca, in qualità di terzo pignorato, aveva confermato l’esistenza del debito, precisando però che le somme erano già vincolate da un sequestro disposto in un procedimento penale.

Nonostante ciò, il giudice dell’esecuzione aveva assegnato una parte delle somme al creditore. La banca, che nel frattempo aveva versato i fondi al Fondo Unico Giustizia in ottemperanza all’ordine penale, proponeva opposizione agli atti esecutivi contro il provvedimento di assegnazione. L’opposizione veniva rigettata dal Tribunale, spingendo l’istituto di credito a presentare ricorso per cassazione.

Il Vizio Formale: Una Dimenticanza Fatale nel ricorso in cassazione

Arrivato dinanzi alla Suprema Corte, il ricorso in cassazione dell’istituto di credito si è scontrato con un ostacolo puramente procedurale, ma insormontabile. La banca aveva depositato telematicamente una copia informatica della sentenza impugnata, ma questo documento era privo di un elemento cruciale: l’attestazione della cancelleria relativa alla data e al numero di pubblicazione del provvedimento.

Questo dettaglio, apparentemente minore, si è rivelato fatale. La Corte ha infatti dichiarato il ricorso improcedibile, senza nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate.

Le Motivazioni della Suprema Corte: La Regola dell’Art. 369 c.p.c.

La decisione della Corte si fonda su un principio consolidato e rigoroso, sancito dall’art. 369 del codice di procedura civile. Questa norma stabilisce che, a pena di improcedibilità, insieme al ricorso deve essere depositata una copia autentica della sentenza impugnata.

Il Valore dell’Attestazione di Pubblicazione

La Corte ha chiarito che, per le sentenze redatte in formato digitale e depositate telematicamente, la “pubblicazione” non coincide con la data della decisione, ma con il momento in cui il sistema informatico, tramite il cancelliere, attribuisce al provvedimento un numero identificativo e una data. È solo da quel momento che la sentenza diventa “ostensibile agli interessati” e acquista esistenza giuridica.

L’attestazione di pubblicazione della cancelleria è, quindi, l’unica prova che permette alla Corte di Cassazione di:

  1. Verificare l’esistenza giuridica della sentenza impugnata.
  2. Identificarla con certezza attraverso il suo numero e la sua data.
  3. Controllare la tempestività del ricorso.

Senza questi dati, la Corte non può procedere all’esame del merito.

Limiti al Potere di Attestazione del Difensore

La Suprema Corte ha inoltre precisato che il potere del difensore di attestare la conformità delle copie estratte dal fascicolo informatico non si estende alla certificazione della data e del numero di pubblicazione. Questa è una competenza amministrativa esclusiva della cancelleria. Pertanto, la semplice attestazione di conformità apposta dall’avvocato sulla copia digitale non è sufficiente a soddisfare il requisito di cui all’art. 369 c.p.c.

Le Conclusioni: La Sconfitta della Forma sulla Sostanza

L’ordinanza in esame rappresenta un monito importante per tutti gli operatori del diritto. Nel giudizio di cassazione, la precisione formale non è un mero cavillo, ma un presupposto essenziale per la validità dell’azione. La produzione di una copia della sentenza impugnata priva dei dati di pubblicazione ufficiali rende impossibile per la Corte svolgere le verifiche preliminari di ammissibilità. Di conseguenza, il ricorso viene dichiarato improcedibile, impedendo di fatto che le ragioni di merito vengano discusse. Una lezione severa su come un errore procedurale possa vanificare un intero percorso giudiziario.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato improcedibile?
Il ricorso è stato dichiarato improcedibile perché la società ricorrente ha depositato una copia della sentenza impugnata priva dell’attestazione ufficiale di pubblicazione della cancelleria, che include la data e il numero identificativo del provvedimento.

È sufficiente depositare una copia della sentenza estratta dal fascicolo telematico e attestata conforme dall’avvocato?
No. Secondo la Corte di Cassazione, ai fini della procedibilità del ricorso, l’attestazione di conformità del difensore non può sostituire l’attestazione di pubblicazione della cancelleria. Quest’ultima è l’unica a certificare l’esistenza giuridica della sentenza, la sua data e il numero identificativo, adempimenti che esulano dai poteri di certificazione dell’avvocato.

Qual è la conseguenza della mancanza dell’attestazione di pubblicazione sulla copia della sentenza depositata?
La mancanza di tale attestazione impedisce alla Corte di Cassazione di verificare con certezza se e quando il provvedimento impugnato sia venuto a esistenza, quale sia il suo numero identificativo e, di conseguenza, se il ricorso sia stato presentato tempestivamente. Tale carenza rende il ricorso improcedibile.

Termini giuridici

Ricorso per cassazione
L'atto formale con cui si contesta una decisione di un giudice di grado inferiore davanti alla Corte di Cassazione, lamentando una violazione di legge e non riesaminando i fatti della causa.
Improcedibilità
Una sanzione processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito di un ricorso a causa della mancanza di un requisito fondamentale previsto dalla legge, come il deposito di un documento obbligatorio.
Attestazione di pubblicazione
La certificazione ufficiale rilasciata dalla cancelleria di un tribunale che comprova la data e il numero identificativo con cui una sentenza è stata resa pubblica e, quindi, è divenuta giuridicamente esistente.
Opposizione agli atti esecutivi
Un rimedio legale con cui una parte contesta la regolarità formale degli atti compiuti in una procedura di esecuzione forzata, come un pignoramento.
Controricorso
L'atto difensivo presentato dalla parte che ha ottenuto una decisione favorevole nei gradi precedenti per rispondere al ricorso per cassazione proposto dalla controparte.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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