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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi generici

Un costruttore edile viene condannato per un reato edilizio a una pena pecuniaria. La Corte di Cassazione dichiara il suo ricorso inammissibile, evidenziando come i motivi presentati fossero generici e non si confrontassero adeguatamente con le motivazioni della sentenza di primo grado, mancando di specificità e fondamento. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 21 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 47245 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 47245/2023)

Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità dei Motivi Conduce alla Condanna Definitiva

L’esito di un procedimento penale non si decide solo nel merito, ma anche attraverso il rigoroso rispetto delle regole processuali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce perché un ricorso inammissibile conduce non solo alla conferma della condanna, ma anche a ulteriori sanzioni economiche per il ricorrente. Il caso analizzato riguarda un costruttore edile condannato per un reato di abusivismo, il cui tentativo di contestare la sentenza si è scontrato con la barriera della proceduralità.

I Fatti di Causa

Un costruttore edile veniva condannato dal Tribunale al pagamento di un’ammenda di 1.000 euro per aver commesso un reato previsto dalla normativa edilizia (art. 71 del d.P.R. n. 380 del 2001). Il reato contestato riguardava l’edificazione abusiva di una costruzione in cemento armato, realizzata in assenza di un adeguato progetto esecutivo redatto da un tecnico abilitato e senza la sua direzione.

Contro questa sentenza, la difesa del costruttore proponeva ricorso per Cassazione, articolando ben sette motivi di doglianza che spaziavano dalla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto alla contestazione della pena inflitta.

Analisi del Ricorso Inammissibile Presentato dalla Difesa

La Corte Suprema ha esaminato tutti i motivi del ricorso, dichiarandoli uno per uno inammissibili. I primi quattro motivi, relativi al mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, delle attenuanti generiche, della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna, sono stati respinti per due ragioni fondamentali:

  1. La difesa non aveva richiesto l’applicazione di tali istituti premiali durante il processo di primo grado.
  2. Le doglianze sono state ritenute generiche, poiché non illustravano elementi concreti e specifici che potessero giustificare l’applicazione dei benefici richiesti.

Anche il quinto e il sesto motivo, con cui si contestava l’entità della pena pecuniaria, sono stati giudicati inammissibili. La difesa lamentava che la scelta di una pena pecuniaria al posto di quella detentiva avesse precluso l’appello. La Corte ha ribattuto che questa è una scelta legislativa non irragionevole e che la contestazione sull’eccessività della pena era generica, non confrontandosi con la motivazione del Tribunale, che aveva giustificato la sanzione in base alla qualifica professionale dell’imputato e alla tipologia dell’abuso.

Infine, il settimo motivo, che deduceva un presunto difetto dell’elemento soggettivo (colpa), è stato ritenuto inammissibile perché non specificava quale norma fosse stata violata e non spiegava perché la motivazione del giudice di merito – che aveva ravvisato almeno la colpa nel comportamento del costruttore – sarebbe stata errata.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha basato la sua decisione sul principio secondo cui un ricorso, per essere ammissibile, deve contenere una critica specifica e argomentata delle ragioni esposte nella sentenza impugnata. Non è sufficiente presentare doglianze astratte o ripetere richieste non avanzate nel precedente grado di giudizio. Nel caso di specie, il Tribunale aveva adeguatamente motivato sia la responsabilità penale dell’imputato, evidenziandone la colpa derivante dalla sua professionalità di costruttore edile, sia la quantificazione della pena, ritenuta congrua rispetto alla gravità del fatto. Il ricorso della difesa non è riuscito a scalfire la logicità e la coerenza di tali argomentazioni, risultando così un ricorso inammissibile.

Conclusioni

La declaratoria di inammissibilità ha comportato conseguenze significative per il ricorrente. La sentenza di condanna è diventata definitiva. Inoltre, ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia ribadisce l’importanza di formulare impugnazioni specifiche e pertinenti, che si confrontino criticamente con la decisione del giudice, pena l’irricevibilità del ricorso e l’aggravio dei costi processuali.

Perché un ricorso in Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando i motivi presentati sono generici, non si confrontano in modo specifico con le argomentazioni della sentenza impugnata, oppure quando vengono sollevate questioni (come la richiesta di istituti premiali) che non erano state proposte nei precedenti gradi di giudizio.

È possibile lamentarsi in Cassazione se il giudice ha applicato una pena pecuniaria (ammenda) invece di una detentiva (arresto), anche se ciò impedisce l’appello?
No. La Corte ha chiarito che l’applicazione di una pena pecuniaria, essendo più favorevole di quella detentiva, non costituisce un elemento negativo. Si tratta di un effetto derivante da una scelta del legislatore, la cui ragionevolezza non può essere messa in discussione in quella sede, anche se preclude la possibilità di appellare la sentenza.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso viene dichiarato inammissibile, la sentenza impugnata diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, equitativamente fissata dal giudice, alla Cassa delle ammende, come sanzione per aver adito la Corte con un’impugnazione infondata.

Termini giuridici

Ammenda
Sanzione pecuniaria prevista per le contravvenzioni, ovvero reati di minore gravità.
Doglianze difensive
Le lamentele, le critiche o i motivi di contestazione sollevati dalla difesa in un atto di impugnazione contro un provvedimento giudiziario.
Fattispecie contravvenzionale
Tipo di reato considerato di minore gravità dall'ordinamento giuridico, punito con la pena dell'arresto o dell'ammenda.
Inammissibilità
Una pronuncia con cui il giudice dichiara che un ricorso o un'impugnazione non può essere esaminato nel merito, in quanto privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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