Ricorso Inammissibile: quando l’impugnazione è destinata al fallimento
L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile sia destinato a essere respinto, soprattutto quando si limita a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e rigettate nei gradi di giudizio precedenti. Analizziamo la decisione per comprendere i principi chiave che regolano l’accesso al giudizio di legittimità.
I Fatti del Processo
Il caso nasce dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Genova. L’appellante contestava la propria condanna attraverso tre distinti motivi, sperando di ottenere un annullamento della decisione o una revisione della qualificazione del reato.
Analisi del ricorso inammissibile da parte della Cassazione
La Suprema Corte ha esaminato ciascun motivo di ricorso, ritenendoli tutti infondati e, in ultima analisi, inammissibili. Vediamo perché.
Primo Motivo: Prescrizione e Recidiva
L’imputato sosteneva, in primo luogo, un’erronea applicazione dei termini di prescrizione, ignorando però l’estensione degli stessi dovuta al legittimo riconoscimento della recidiva. In secondo luogo, contestava genericamente la sussistenza stessa della recidiva. La Corte ha respinto entrambe le doglianze, qualificando la seconda come manifestamente infondata. Ha sottolineato che il giudice di merito aveva correttamente applicato i principi giurisprudenziali, valutando non solo la gravità dei fatti ma anche il legame tra il nuovo reato e le condanne precedenti, come indicatore di una perdurante inclinazione al delitto, in linea con l’art. 133 del codice penale.
Il ricorrente contestava la correttezza della motivazione riguardo all’elemento soggettivo del reato di cui all’art. 640 c.p. (truffa). La Cassazione ha ritenuto questo motivo un tentativo inammissibile di ottenere una nuova ricostruzione dei fatti. La Corte ha ribadito che il giudice di merito aveva fornito una motivazione logica e giuridicamente ineccepibile per giustificare il proprio convincimento sulla sussistenza dell’elemento psicologico del reato.
Terzo Motivo: Tenuità del Fatto e Derubricazione
Infine, l’imputato lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) e la mancata derubricazione del reato in insolvenza fraudolenta (art. 641 c.p.). Anche in questo caso, la Corte ha definito il motivo come una ‘pedissequa reiterazione’ di argomenti già disattesi in appello. I giudici di merito avevano correttamente escluso tali possibilità a causa delle condizioni soggettive dell’imputato e della reiterazione della condotta illecita, rendendo il ricorso su questo punto non specifico e meramente apparente.
Le Motivazioni della Corte
La Corte di Cassazione fonda la sua decisione sul principio secondo cui il ricorso per cassazione non è una terza istanza di giudizio dove si possono rivalutare i fatti. Il suo compito è verificare la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione della sentenza impugnata. Nel caso di specie, il ricorso non presentava critiche argomentate e specifiche contro la sentenza d’appello, ma si limitava a riproporre le stesse difese, omettendo di assolvere alla funzione tipica di una critica puntuale. La Corte ha rilevato che i motivi erano generici e miravano a una ricostruzione dei fatti diversa da quella, immune da vizi, operata dai giudici di merito.
Le Conclusioni
La dichiarazione di ricorso inammissibile comporta non solo il rigetto dell’impugnazione, ma anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia ribadisce un insegnamento fondamentale per chiunque intenda adire la Suprema Corte: un ricorso ha possibilità di successo solo se solleva questioni di legittimità concrete e specifiche, evidenziando vizi logici o giuridici della decisione impugnata, e non se si limita a una sterile riproposizione di argomenti già esaminati e respinti.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando, tra le altre cose, si limita a riproporre argomenti già dedotti e disattesi in appello, senza presentare una critica specifica e argomentata contro la sentenza impugnata, o quando tende a ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Come viene valutata la recidiva dal giudice di merito?
La valutazione della recidiva non può basarsi esclusivamente sulla gravità dei fatti o sull’arco temporale, ma richiede un esame concreto del rapporto tra il reato per cui si procede e le precedenti condanne. Il giudice deve verificare se la condotta pregressa indichi una perdurante inclinazione a delinquere, secondo i criteri dell’art. 133 del codice penale.
Perché non è stata concessa la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)?
La Corte ha ritenuto che le condizioni soggettive dell’imputato e la reiterazione del reato contestato fossero ostative all’applicazione della causa di non punibilità, confermando la decisione del giudice di merito che aveva già escluso tale possibilità.