Nel processo penale, il rispetto dei termini è un principio cardine che garantisce la certezza del diritto e la ragionevole durata del processo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito con fermezza le conseguenze di un ricorso tardivo, chiarendo come la negligenza nel rispettare le scadenze procedurali porti a una declaratoria di inammissibilità, precludendo ogni esame nel merito della questione. Questo principio è fondamentale per avvocati e cittadini, poiché un errore procedurale può vanificare le ragioni sostanziali di una difesa.
I Fatti del Caso
Un imputato, a seguito di una sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello il 16 febbraio 2023, decideva di presentare ricorso per Cassazione. La Corte d’Appello aveva indicato un termine di 60 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza, che venivano effettivamente depositate il 13 ottobre 2023 e comunicate alla parte il 31 ottobre 2023.
Da quest’ultima data iniziava a decorrere il termine perentorio di 45 giorni per proporre l’impugnazione, come previsto dal Codice di Procedura Penale. Tuttavia, il ricorso veniva depositato solo il 26 gennaio 2024, ben oltre la scadenza fissata per il 30 dicembre 2023. Di fronte a questa evidente tardività, la questione è giunta al vaglio della Suprema Corte.
La Decisione della Corte e il Ricorso Tardivo
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno applicato rigorosamente la normativa sui termini di impugnazione, evidenziando come il deposito fosse avvenuto quasi un mese dopo la scadenza del termine ultimo. La tardività del ricorso è una causa di inammissibilità che il giudice è tenuto a rilevare d’ufficio, anche in assenza di eccezioni di parte.
La Corte ha inoltre specificato che la procedura poteva essere trattata in forma semplificata, cosiddetta de plano, ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale, proprio in virtù della manifesta infondatezza legata all’aspetto procedurale. Qualsiasi altra richiesta, come un’istanza di rinvio per presunte trattative o omissioni di notifica, è stata ritenuta irrilevante di fronte alla pregiudiziale e assorbente questione dell’inammissibilità del ricorso tardivo.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione della Corte si fonda su un principio basilare della procedura penale: i termini per impugnare sono perentori e la loro inosservanza comporta la decadenza dal diritto di esercitare l’impugnazione. La legge non ammette deroghe, se non in casi eccezionali in cui la parte dimostri di non aver potuto rispettare il termine per caso fortuito, forza maggiore o per non aver avuto conoscenza del provvedimento senza sua colpa.
Nel caso specifico, non è stato addotto né provato alcun elemento che potesse giustificare il ritardo. La comunicazione del deposito della sentenza era avvenuta regolarmente, mettendo il ricorrente e il suo difensore nelle condizioni di calcolare e rispettare la scadenza. Pertanto, la tardività è stata attribuita a una negligenza non scusabile. La decisione ribadisce che l’onere di vigilare sul rispetto dei termini grava sulla parte che intende impugnare.
Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche dell’Inammissibilità
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta conseguenze significative per il ricorrente. In primo luogo, la sentenza impugnata diventa definitiva e irrevocabile, con tutte le relative conseguenze giuridiche. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Infine, in conformità con la legge, è stato condannato al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, una sanzione pecuniaria prevista per chi adisce la Corte di Cassazione con ricorsi inammissibili, al fine di scoraggiare impugnazioni dilatorie o palesemente infondate. Questa ordinanza serve da monito sull’importanza della diligenza e della precisione nella gestione delle scadenze processuali.
Qual è la conseguenza principale di un ricorso tardivo?
La conseguenza principale è la dichiarazione di inammissibilità del ricorso, che impedisce al giudice di esaminare la questione nel merito. Di conseguenza, il provvedimento impugnato diventa definitivo.
Quali sono i termini per presentare ricorso in Cassazione in un caso come questo?
Secondo quanto emerge dal provvedimento, il termine previsto dall’art. 585, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale era di 45 giorni, decorrenti dalla data di comunicazione del deposito della sentenza della Corte d’Appello.
Oltre a vedere il proprio ricorso dichiarato inammissibile, quali altre sanzioni deve affrontare chi presenta un ricorso tardivo?
La parte il cui ricorso viene dichiarato inammissibile è condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle Ammende. In questo specifico caso, la somma è stata equitativamente fissata in tremila euro.