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Ricorso generico: inammissibilità e condanna alle spese

La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia penale. La decisione si fonda sulla constatazione che l’unico motivo presentato era un ricorso generico, privo di riferimenti specifici al provvedimento impugnato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.

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Pubblicato il 7 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40826 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 40826/2024)

Ricorso Generico: la Cassazione ribadisce l’inammissibilità

Nel complesso mondo della procedura penale, la precisione e la specificità degli atti sono requisiti fondamentali. Un’impugnazione, per essere efficace, deve individuare con chiarezza i punti della decisione che si contestano e le ragioni di tale contestazione. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio delle conseguenze derivanti dalla presentazione di un ricorso generico, sottolineando un principio cardine del nostro ordinamento: la necessità di motivi di impugnazione specifici. Questo articolo analizza la decisione e le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso

La vicenda trae origine da un ricorso presentato alla Suprema Corte di Cassazione avverso una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Roma. Il ricorrente, attraverso il suo difensore, proponeva un unico motivo di impugnazione, lamentando vizi nella motivazione della sentenza di secondo grado. L’obiettivo era ottenere l’annullamento della decisione precedente, ritenuta errata nel suo percorso logico-giuridico.

La Decisione della Corte e l’importanza della specificità del ricorso

La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito delle argomentazioni, ma si è fermata a un livello preliminare, quello dei requisiti formali dell’atto di impugnazione. La Corte ha stabilito che il ricorso non superava il vaglio di ammissibilità perché l’unico motivo addotto era stato formulato in maniera del tutto generica. Oltre alla dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.

Le Motivazioni

Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui i giudici hanno giustificato l’inammissibilità. La Corte ha rilevato che il motivo del ricorso si limitava a una ‘mera deduzione vizi di motivazione, senza alcun riferimento specifico al provvedimento impugnato’. In altre parole, il ricorrente si era lamentato di un presunto difetto di ragionamento da parte della Corte d’Appello, ma non aveva indicato in quali punti specifici della sentenza tale difetto si manifestasse, né aveva spiegato perché le argomentazioni dei giudici di merito fossero errate. Un ricorso generico, che non si confronta puntualmente con la decisione che intende criticare, non consente alla Corte di Cassazione di svolgere il proprio ruolo di giudice di legittimità. Di conseguenza, un atto così formulato viene considerato inidoneo a instaurare validamente il giudizio di impugnazione.

Le Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per chi opera nel diritto: la redazione di un ricorso per cassazione richiede rigore, precisione e un’analisi approfondita del provvedimento che si impugna. Non è sufficiente una critica generale o astratta; è indispensabile individuare le specifiche violazioni di legge o i vizi logici, argomentando in modo puntuale. La sanzione dell’inammissibilità, unita alla condanna alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria, rappresenta un serio monito. Evidenzia come la superficialità e la genericità nella stesura degli atti processuali non solo pregiudichino le possibilità di successo, ma comportino anche conseguenze economiche significative per l’assistito.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il suo unico motivo è stato ritenuto del tutto generico, consistendo in una semplice denuncia di vizi di motivazione senza alcun riferimento specifico alla sentenza impugnata.

Quali sono state le conseguenze economiche per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende.

Cosa si intende per ‘motivo generico’ in un ricorso?
Secondo questa ordinanza, un motivo è generico quando non individua in modo specifico le parti del provvedimento impugnato che si contestano e le ragioni precise della critica, limitandosi a una lamentela vaga e non circostanziata.

Termini giuridici

Ordinanza
Provvedimento del giudice che decide su questioni procedurali o accessorie nel corso di un processo, senza definire il merito della causa.
Ricorso
Atto con cui una parte si rivolge a un giudice di grado superiore per chiedere la riforma o l'annullamento di una decisione che ritiene ingiusta o illegittima.
Inammissibile
Un atto processuale (come un ricorso) è dichiarato inammissibile quando manca dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il contenuto.
Vizi di motivazione
Difetti nel ragionamento logico-giuridico che il giudice ha esposto nella sua decisione per giustificare la sua conclusione.
Cassa delle ammende
Un ente statale finanziato con le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e condanne, i cui fondi sono destinati al miglioramento del sistema penitenziario.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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