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Inammissibilità del ricorso: quando il motivo è infondato

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso di un soggetto condannato per aver violato l’obbligo di soggiorno. Il motivo, basato sulla presunta mancanza di consapevolezza per uno sconfinamento di circa un chilometro e mezzo, è stato ritenuto manifestamente infondato. La Corte ha stabilito che, se un motivo d’appello è inammissibile, anche il ricorso in Cassazione che lamenta l’omessa risposta su quel punto è inammissibile per carenza di interesse.

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Pubblicato il 30 dicembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 39647 Anno 2025 (Cass. pen. sez. 7 n. 39647/2025)

Inammissibilità del ricorso: Il Principio della Cassazione sui Motivi Manifestamente Infondati

L’ordinanza in esame offre un importante chiarimento sul concetto di inammissibilità del ricorso per cassazione, specialmente quando il motivo di appello originario è considerato manifestamente infondato. La Corte di Cassazione, con una decisione netta, ribadisce un principio fondamentale: non si può lamentare l’omessa risposta di un giudice su un argomento che, fin dall’inizio, era privo di fondamento giuridico e fattuale. Analizziamo insieme questo caso per comprendere meglio le dinamiche processuali e le loro implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso: Un Breve Sconfinamento Territoriale

Il caso riguarda un individuo sottoposto a una misura di prevenzione che includeva l’obbligo di risiedere in un determinato Comune. L’imputato veniva condannato per aver violato tale obbligo, essendosi allontanato dal territorio comunale per circa un chilometro e mezzo. In sede di appello, la difesa sosteneva la mancanza dell’elemento soggettivo del reato, affermando che lo sconfinamento era stato così breve che l’imputato non si era reso conto di aver superato il confine comunale per recarsi presso una concessionaria di automobili.

La Corte d’Appello, tuttavia, nel confermare la condanna, si soffermava su altre violazioni commesse dall’imputato (come la mancata presentazione alle autorità), omettendo di rispondere specificamente al motivo relativo al lieve sconfinamento territoriale. Di conseguenza, l’imputato proponeva ricorso per cassazione, lamentando proprio questa omessa motivazione da parte del giudice di secondo grado.

La Decisione della Cassazione e l’inammissibilità del ricorso

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso. La decisione si fonda su un ragionamento logico-giuridico preciso, che va a colpire la radice stessa del motivo d’appello. Secondo la Suprema Corte, anche se è vero che la Corte d’Appello non ha risposto al punto specifico sollevato dalla difesa, tale omissione non è rilevante ai fini dell’ammissibilità del ricorso in cassazione. Questo perché il motivo d’appello originario era, a sua volta, manifestamente infondato e, quindi, inammissibile.

Le Motivazioni della Sentenza

La Corte articola le sue motivazioni su due pilastri principali.

In primo luogo, l’argomento difensivo secondo cui l’imputato non si sarebbe accorto di aver superato il confine per una distanza così breve viene giudicato come un’affermazione non suscettibile di verifica empirica. Non si tratta di una ‘massima di esperienza’ (cioè una regola basata sul buon senso comune) che possa essere data per scontata. Al contrario, è una mera supposizione soggettiva, non supportata da alcuna prova, che non costituisce una critica argomentata e solida alla sentenza di primo grado.

In secondo luogo, e di conseguenza, la Cassazione richiama un orientamento giurisprudenziale consolidato: l’eventuale inammissibilità del motivo di appello rende inammissibile, per mancanza di interesse, il successivo ricorso per cassazione che lamenta l’omessa risposta su quel punto. In altre parole, se un argomento non meritava di essere preso in considerazione in appello perché infondato, non si può pretendere che la sua mancata trattazione apra le porte al giudizio di legittimità. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Le Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale per chiunque affronti un procedimento penale: i motivi di impugnazione devono essere solidi, specifici e giuridicamente argomentati. Presentare argomenti deboli, basati su mere supposizioni non verificabili, non solo non porterà a un esito favorevole, ma rischierà di rendere l’intero gravame inammissibile. La lezione è chiara: la strategia difensiva deve concentrarsi su critiche concrete e fondate alle decisioni giudiziarie, poiché la giustizia non può basarsi su ipotesi astratte. L’inammissibilità del ricorso diventa, in questi casi, una conseguenza processuale inevitabile.

Quando un motivo di ricorso può essere dichiarato inammissibile dalla Cassazione?
Quando il motivo di appello originario era a sua volta manifestamente infondato, rendendo il ricorso in Cassazione inammissibile per mancanza di interesse, anche se la Corte d’Appello ha omesso di rispondere.

La semplice affermazione di non essersi accorti di violare un obbligo è una difesa valida?
No, secondo questa ordinanza, un’affermazione di questo tipo, se non supportata da elementi concreti e non riconducibile a una ‘massima di esperienza’, è considerata un argomento non suscettibile di verifica empirica e quindi manifestamente infondato.

Cosa succede se la Corte d’Appello non risponde a un motivo di gravame?
Se quel motivo era in origine inammissibile o manifestamente infondato, il fatto che la Corte d’Appello non abbia risposto non rende ammissibile il ricorso per cassazione. La Cassazione riterrà il ricorso inammissibile per carenza di interesse.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione di un atto giuridico, come un ricorso o un appello, che ne impedisce l'esame nel merito da parte del giudice a causa della mancanza di requisiti essenziali previsti dalla legge.
Elemento soggettivo del reato
La componente psicologica della condotta criminale, ovvero l'atteggiamento mentale (dolo o colpa) dell'autore del reato rispetto all'evento.
Ricorso per cassazione
Mezzo di impugnazione con cui si richiede alla Corte di Cassazione di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici dei gradi precedenti, senza riesaminare i fatti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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