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Consegna documenti bancari: l’art 119 TUB e le spese

Il Tribunale di Roma ha affrontato un caso di consegna documenti bancari in cui un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere copia di contratti e d’estratti conto. Nonostante la consegna sia avvenuta durante il processo, il giudice ha condannato il cliente al pagamento delle spese legali. La motivazione risiede nel fatto che la banca aveva già offerto la documentazione presso una filiale prima della causa, rispettando i termini dell’art 119 TUB, mentre il cliente non aveva collaborato al ritiro.

Riferimento:
SENTENZA TRIBUNALE DI ROMA N. 13059 2026 - N. R.G. 00042622 2024 DEPOSITO MINUTA 17 09 2026 PUBBLICAZIONE 18 09 2026
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Pubblicato il 25 settembre 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Consegna documenti bancari: chi paga se la banca offre il ritiro in filiale?

La questione della consegna documenti bancari rappresenta uno dei terreni di scontro più frequenti tra istituti di credito e correntisti. Una recente sentenza del Tribunale di Roma fa chiarezza su un punto fondamentale: cosa succede se la banca mette a disposizione i documenti, ma il cliente non va a ritirarli e decide comunque di fare causa?

Il provvedimento analizzato dimostra che il diritto ad ottenere la documentazione non è assoluto e deve essere esercitato secondo correttezza, pena la condanna al pagamento di ingenti spese legali.

Il caso della consegna documenti bancari

Un cliente ha agito in giudizio contro una banca per ottenere l’immediata consegna di copia di un contratto di finanziamento e dell’estratto conto storico. Il ricorrente sosteneva di aver inviato una richiesta formale a mezzo PEC e un successivo sollecito senza ottenere quanto desiderato.

Costituendosi in giudizio, la banca ha dimostrato di aver risposto tempestivamente alle comunicazioni, comunicando che la documentazione era già disponibile per il ritiro presso una specifica filiale territoriale dell’istituto. Nonostante questa disponibilità, il cliente non aveva mai provveduto al ritiro, preferendo procedere per vie legali. Durante il processo, la banca ha depositato nuovamente i documenti, portando alla cessazione della lite.

La decisione sulla consegna documenti bancari

Il Tribunale, preso atto dell’avvenuta consegna della documentazione nel corso del giudizio, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. Tuttavia, restava da decidere chi dovesse farsi carico delle spese processuali. Applicando il principio della cosiddetta soccombenza virtuale, il Giudice ha esaminato chi avrebbe vinto la causa se fosse arrivata a termine.

La decisione è stata sfavorevole al cliente. Il Giudice ha rilevato che la banca aveva adempiuto ai propri obblighi entro il termine legale di 90 giorni previsto dall’art. 119 TUB, mettendo i documenti a disposizione. La scelta del cliente di non ritirarli o di non proporre modalità di consegna alternative ha reso il ricorso giudiziario non necessario.

le motivazioni

Le motivazioni del magistrato si fondano sulla violazione del principio di buona fede e correttezza. Sebbene l’articolo 119 TUB imponga alla banca un obbligo di trasparenza, tale obbligo deve essere bilanciato dal dovere di cooperazione del cliente. Nel caso di specie, è emerso che la banca ha dato riscontro immediato alle richieste, indicando un luogo fisico per il ritiro.

Il principio di solidarietà contrattuale impone alle parti di preservare l’interesse altrui nei limiti di un apprezzabile sacrificio. Poiché il cliente non ha provato alcuna impossibilità a recarsi in filiale né ha richiesto formalmente una spedizione a domicilio offrendosi di coprire le spese postali, la sua condotta è stata valutata come contraria a buona fede. La causa, dunque, è stata promossa senza un reale interesse ad agire, essendo il diritto già soddisfatto stragiudizialmente.

le conclusioni

In conclusione, il Tribunale ha condannato il ricorrente alla rifusione delle spese di lite in favore della banca, liquidate in oltre 2.900 euro. Il principio che emerge è chiaro: la consegna documenti bancari si considera validamente offerta se la banca comunica la disponibilità dei materiali presso i propri sportelli entro 90 giorni. Il cliente che ignora tale invito e avvia un giudizio rischia di dover pagare i legali della controparte, anche se ottiene i documenti durante il processo. La cooperazione tra le parti resta dunque la via maestra per evitare condanne pecuniarie.

È possibile essere condannati a pagare le spese se la banca consegna i documenti durante la causa?
Sì, se il giudice accerta che la banca aveva già adempiuto mettendo i documenti a disposizione prima dell’inizio del giudizio, il cliente può essere condannato per soccombenza virtuale.

Cosa succede se il cliente non ritira i documenti messi a disposizione dalla banca in filiale?
Il cliente che non collabora al ritiro dei documenti viola il principio di buona fede e correttezza, rischiando di dover pagare le spese legali in caso di successiva azione in giudizio non necessaria.

Quanto tempo ha la banca per rispondere a una richiesta di consegna documenti bancari?
Ai sensi dell’articolo 119 TUB, l’istituto bancario deve fornire la documentazione richiesta o mettermela a disposizione entro un termine massimo di novanta giorni dalla formulazione dell’istanza.

Termini giuridici

Cessazione della materia del contendere
Situazione processuale in cui viene meno l'interesse delle parti a una decisione del giudice poiché il conflitto è stato risolto durante il giudizio.
Soccombenza virtuale
Criterio utilizzato dal giudice per decidere chi deve pagare le spese legali quando il processo termina senza una sentenza di merito, valutando chi avrebbe perso.
Antistatario
Il difensore che ha anticipato le spese e non ha riscosso gli onorari, chiedendo che il giudice condanni la controparte a pagare direttamente a lui.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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