Parcheggio di autovettura in un supermercato

La ricorrente esponeva in fatto di avere convenuto, dinanzi al Giudice di Pace, il supermercato, ritenendolo responsabile dell’incendio, provocato da ignoti, alla autovettura parcheggiata all’interno del supermercato. Lo scopo del cliente, secondo il ragionamento operato nel caso in esame dalla Corte territoriale, si sostanzia prevalentemente nella ricerca di un luogo per la sosta temporanea.


La ricorrente esponeva in fatto di avere convenuto, dinanzi al Giudice di Pace, il supermercato, ritenendolo responsabile dell’incendio, provocato da ignoti, alla autovettura parcheggiata all’interno del supermercato.

Il Giudice di Pace rigettava la domanda, ritenendo che il contratto avente ad oggetto l’autovettura dovesse essere qualificato come contratto di locazione d’area gratuito e non come contratto di deposito gratuito, con conseguente mancanza di obbligo di custodia e di responsabilità a carico della società convenuta, in ragione della mancata regolazione del flusso delle auto in entrata ed in uscita mediante sbarre azionate manualmente o automatizzate, dell’assenza di sistemi di videosorveglianza e di vigilantes e della gratuità del parcheggio.

La decisione veniva impugnata dalla ricorrente in merito alla qualificazione giuridica del contratto.

Il Tribunale rigettava l’appello, escludendo che tra le parti fosse intercorso un contratto di deposito o di parcheggio gratuito con obbligo di custodia, mancando l’attività di consegna dell’auto, connotato della realità, e rilevando che il contratto avrebbe dovuto qualificarsi come locazione gratuita d’area che non aveva ingenerato alcuna aspettativa di custodia nella odierna ricorrente; confermava la sentenza impugnata e compensava le spese di lite.

Secondo la giurisprudenza della Suprema Corte, la quale, a Sezioni Unite, con la decisione n. 14319/2011, ha aderito all’orientamento, precedentemente minoritario, che riconduce il parcheggio al paradigma del contratto di locazione.

Lo scopo del cliente, secondo il ragionamento operato nel caso in esame dalla Corte territoriale, si sostanzia prevalentemente nella ricerca di un luogo per la sosta temporanea.

L’obbligo del gestore, pertanto, si concreta nel garantire il godimento dell’area di sosta.

L’obbligo di custodia non è escluso a priori, ma può dirsi ricorrente solo se risulti che l’utente abbia inteso ex professo assicurarsi la conservazione del bene: ad esempio, nel caso di parcheggio oneroso, prevedendo un corrispettivo più elevato.

Ove, al contrario, non sia percepibile l’assunzione di responsabilità per la custodia del bene, non troverà applicazione la disciplina in materia di deposito, ma quella della locazione.

Va rilevato che, benché la Corte d’Appello abbia attribuito rilievo alla mancata consegna dell’auto al fine di escludere la ricorrenza di un contratto di deposito – invece, per la sussistenza dell’obbligo di custodia, non è affatto necessario l’affidamento del veicolo ad una persona fisica, poiché la consegna può realizzarsi attraverso l’immissione dello stesso nella predetta area, previo perfezionamento del contratto mediante l’introduzione di monete nell’apposito meccanismo, ben potendo l’obbligo di custodia prescindere dalla presenza di persone addette specificamente a ricevere quella consegna e ad effettuare la connessa sorveglianza, bastando in proposito diverse ed equipollenti modalità, quali l’adozione di sistemi automatizzati per la procedura di ingresso e di uscita dei veicoli dal parcheggio mediante schede magnetizzate – la statuizione che ha negato la ricorrenza di un obbligo di custodia a carico del supermercato si è comunque basata anche su altre circostanze specificamente individuate, ma non contestate: l’accesso libero all’area e la mancata regolamentazione dell’utilizzo degli spazi.

Corte di Cassazione, Ordinanza n. 9883 del 15 aprile 2021

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