Cartelle esattoriali, mancanza di ogni specificazione

Cartelle esattoriali, mancanza di ogni specificazione in ordine ai singoli tributi ed alla data della notifica degli atti relativi, violazione di Legge.


Nel caso esaminato dalla Corte, la sentenza resa dalla Commissione Tributaria Regionale ha riguardato crediti tributari tra loro diversi (cinque relativi a tributi locali, uno relativo ad Irpef ed uno relativo a spese giudiziarie) portati da sette distinte cartelle esattoriali senza la stessa sentenza abbia esaminato e specificato in dettaglio i diversi termini prescrizionali applicabili a ciascun tipo di tributo e senza alcuna indicazione della data di notifica delle singole cartelle esattoriali.

Secondo quanto affermato dalla più recente giurisprudenza che ha chiarito che il principio, di carattere generale – secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo, o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’articolo 2953 c.c., – si applica con riguardo a tutti gli atti, in ogni modo denominati, di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extra tributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via.

Pertanto, ove per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’articolo 2953 c.c., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo. (Cass. SU 23397/16;Cass. 930/18; Cass. 11800/18).

Dalle decisioni dianzi riportate emerge con tutta evidenza che dalla definitività della cartella di pagamento possono decorrere diversi termini prescrizionali in ragione dei diversi tributi.

In particolare, occorre verificare, caso per caso, se trova applicazione il termine ordinario decennale o se invece risulta applicabile un termine breve come, ad esempio, quello quinquennale per le prestazioni da effettuarsi periodicamente ai sensi dell’articolo 2948 c.c., comma 1 n. 4, ovvero altro termine breve.

Nel caso di tributi erariali relativi ad Irpef, ad esempio, la Suprema Corte ha già avuto occasione di affermare che il credito erariale per la riscossione dell’imposta è soggetto non già al termine di prescrizione quinquennale previsto dall’articolo 2948 c.c., n. 4 – “per tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi” – bensì all’ordinario termine di prescrizione decennale di cui all’articolo 2946 c.c., in quanto la prestazione tributaria, attesa l’autonomia dei singoli periodi d’imposta e delle relative obbligazioni, non può considerarsi una prestazione periodica, derivando il debito, anno per anno, da una nuova ed autonoma vantazione in ordine alla sussistenza dei presupposti impositivi (Sez. 5, Sentenza n. 2941 del 09/02/2007,) (Cass. 24322/14).

La mancanza, dunque, di ogni specificazione in ordine ai singoli tributi ed alla data della notifica degli atti relativi da parte dell’Amministrazione determina la violazione di legge dedotta con il ricorso.

Corte di Cassazione, Sezione 6 Tributaria, Ordinanza n. 16232 del 29 luglio 2020

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