Appaltatore, mero esecutore di ordini, conseguenze

L’appaltatore è obbligato a controllare la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente, esclusione di responsabilità per danni.


L’appaltatore è obbligato a controllare la bontà del progetto o delle istruzioni impartite dal committente e, ove queste siano palesemente errate, può andare esente da responsabilità solo ove dimostri di aver manifestato il proprio dissenso e di essere stato costretto ad eseguirle, quale nudus minister, per le insistenze del committente e rischio di quest’ultimo.

Pertanto, in mancanza di tale prova l’appaltatore è tenuto all’intera garanzia per i vizi dell’opera, senza poter invocare il concorso di colpa del progettista o del committente (Cass. n. 9152 del 2019; Cass. n. 8016 del 2012; cfr. anche Cass. n. 1611 del 2015).

Al contrario, il principio dell’esclusione di responsabilità per danni in caso di soggetto ridotto a mero esecutore di ordini (nudus minister) non si applica al direttore dei lavori che, per le sue peculiari capacità tecniche, assume nei confronti del committente precisi doveri di vigilanza, correlati alla particolare diligenza richiestagli, gravando su di lui l’obbligazione di accertare la conformità sia della progressiva realizzazione dell’opera appaltata al progetto sia delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, sicché non è esclusa la sua responsabilità nel caso ometta di vigilare e di impartire le opportune disposizioni al riguardo nonché di controllarne l’ottemperanza da parte dell’appaltatore e, in difetto, di riferirne al committente (Cass. n. 8700 del 2016).

Corte di Cassazione, Sezione Seconda, Sentenza n. 17213 del 18 agosto 2020

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