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Sezione Lavoro Civile — Anno 2024

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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE. La decisione si basa sulla violazione degli obblighi informativi Dublino, poiché l'amministrazione non ha fornito lo specifico opuscolo informativo previsto dal Regolamento UE, ritenendo insufficiente la sola consegna del modello C3 per la richiesta di asilo.
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Obblighi informativi Dublino: Opuscolo è cruciale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19446/2024, ha stabilito che la mancata consegna al richiedente asilo dello specifico opuscolo informativo previsto dal Regolamento di Dublino rende illegittimo il provvedimento di trasferimento verso un altro Stato membro. La Corte ha chiarito che gli obblighi informativi Dublino sono specifici e non possono essere considerati assolti con la sola consegna di moduli generici sulla protezione internazionale, come il modello C3. Di conseguenza, il ricorso del Ministero dell'Interno è stato rigettato.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19442/2024, ha stabilito che il provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE è illegittimo se l'amministrazione non adempie agli specifici obblighi informativi Dublino. La consegna di un opuscolo generico sulla procedura di asilo nazionale non è sufficiente a soddisfare i requisiti del Regolamento UE, che prevedono la consegna di un documento informativo dedicato alla procedura di Dublino. Questa omissione determina la nullità dell'atto di trasferimento, a tutela dei diritti di difesa del richiedente.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19438/2024, ha stabilito che gli obblighi informativi previsti dal Regolamento di Dublino non sono soddisfatti dalla sola consegna del modello C3 relativo alla domanda di protezione internazionale. È necessaria la prova della consegna dello specifico opuscolo informativo previsto dall'art. 4 del Regolamento UE 604/2013. In assenza di tale prova, il provvedimento di trasferimento del richiedente asilo in un altro Stato membro è illegittimo e deve essere annullato, poiché la violazione di tali obblighi informativi Dublino inficia la validità della procedura.
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Obblighi informativi Dublino: C3 non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19434/2024, ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno contro l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo. La Corte ha stabilito che gli specifici obblighi informativi previsti dal Regolamento Dublino, che impongono la consegna di un apposito opuscolo, non possono considerarsi assolti con la sola sottoscrizione del modello C3, relativo alla formalizzazione della domanda di protezione internazionale. La violazione di tali obblighi determina la nullità del provvedimento di trasferimento.
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Obblighi informativi Dublino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso la Germania. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte del Ministero dell'Interno, di aver adempiuto agli specifici obblighi informativi Dublino previsti dal Regolamento UE 604/2013. La Corte ha stabilito che la consegna del solo modello C3, relativo alla domanda di protezione internazionale, non è sufficiente a soddisfare il requisito di fornire l'apposito opuscolo informativo sulla procedura Dublino, la cui omissione rende nullo il trasferimento.
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Obblighi informativi immigrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, confermando l'annullamento di un provvedimento di trasferimento di un richiedente asilo verso un altro Stato UE. La decisione si fonda sulla violazione degli obblighi informativi immigrazione, specificando che la consegna del modello C3 non è sufficiente a soddisfare i requisiti del Regolamento di Dublino, che impone la consegna di un apposito opuscolo informativo.
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Automatismo prestazioni: T.F.S. e lavoro non di ruolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19410/2024, ha stabilito che ai fini del calcolo del Trattamento di Fine Servizio (T.F.S.) deve essere considerato anche il periodo di lavoro svolto come 'non di ruolo'. Applicando il principio di automatismo delle prestazioni, la Corte ha affermato che il diritto del lavoratore sorge indipendentemente dal versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, garantendo così la piena tutela previdenziale per l'intera durata del rapporto lavorativo.
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Diritto di assemblea: no a trattenuta per pausa pranzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente previdenziale non può imporre una trattenuta oraria ai dipendenti per la pausa pranzo fruita durante la partecipazione a un'assemblea sindacale. Tale azione limita il diritto di assemblea e costituisce una condotta antisindacale, anche se l'ente aveva riconosciuto il buono pasto. La Corte ha chiarito che la situazione di chi partecipa a un'assemblea non è equiparabile a quella di chi presta normale servizio, e qualsiasi onere aggiuntivo, come il recupero del tempo, agisce come un disincentivo all'esercizio di un diritto fondamentale.
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Omessa pronuncia e giudicato: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ottiene il riconoscimento del diritto al buono pasto. L'amministrazione datrice di lavoro ricorre in appello, sollevando tra i motivi l'esistenza di un precedente giudicato sulla stessa materia. La Corte d'Appello ignora tale motivo. La Corte di Cassazione, rilevando il vizio di omessa pronuncia, cassa la sentenza e rinvia il caso a un nuovo esame, sottolineando il dovere del giudice di pronunciarsi su tutte le eccezioni sollevate.
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Indennità servizio penitenziario: no all’adeguamento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni docenti che chiedevano l'adeguamento della loro indennità di servizio penitenziario, equiparandola a quella del personale del Ministero della Giustizia. La Corte ha stabilito che la diversità di status giuridico tra le due categorie di dipendenti pubblici giustifica un trattamento economico differente. Inoltre, ha ribadito che la congruità della retribuzione va valutata nel suo complesso e non analizzando una singola voce stipendiale, confermando che la mancata previsione di un meccanismo di rivalutazione automatica per tale indennità non è incostituzionale.
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Notifica appello avvocato cancellato: la Cassazione
Un lavoratore ricorre in Cassazione sostenendo la nullità della notifica dell'appello, avvenuta dopo la cancellazione del suo avvocato dall'albo. La Corte Suprema dichiara il ricorso tardivo. La notifica appello avvocato cancellato, se fatta al domiciliatario, è valida; la nullità della sentenza va eccepita entro il termine lungo di impugnazione.
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Magistratura onoraria: no a parità di trattamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giudice di pace che chiedeva un trattamento retributivo e previdenziale pari a quello dei magistrati di carriera. La decisione si fonda sulla non comparabilità delle due figure e sull'impossibilità per l'autorità giudiziaria di creare nuove norme in materia. La Corte ha ribadito che il ruolo della magistratura onoraria è distinto da quello della magistratura ordinaria, respingendo le pretese di equiparazione.
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Compenso difensore civico: quando il Comune può ridurlo
Un ex difensore civico ha citato in giudizio un Comune per ottenere un'indennità più elevata, sostenendo che fosse un diritto stabilito dalla legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il compenso del difensore civico ha natura indennitaria. Di conseguenza, il Comune può legittimamente ridurlo attraverso specifiche delibere, come consentito dalla normativa, senza violare un diritto soggettivo del funzionario onorario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Contratti a termine: il limite di 36 mesi è retroattivo
Un lavoratore con una serie di contratti a termine per oltre 36 mesi con una ASL ha visto il suo diritto al risarcimento negato in appello. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19396/2024, ha ribaltato la decisione, stabilendo che nel calcolo del limite massimo di durata dei contratti a termine si devono includere anche i periodi di lavoro antecedenti alla legge che ha introdotto tale limite (L. 247/2007), senza alcuna sanatoria per il datore di lavoro.
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Compatibilità libera professione: il no della banca
Un dipendente di un istituto di credito si è visto negare l'autorizzazione a svolgere la libera professione di commercialista. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del diniego, basandosi sul dovere di fedeltà del lavoratore e sulla genericità della sua richiesta, che non permetteva alla banca di escludere un potenziale conflitto di interessi. La sentenza sottolinea un principio chiave sulla compatibilità libera professione in ambito bancario.
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Fondo di Garanzia INPS: limiti e obblighi fiscali
Un lavoratore ricorre contro l'INPS per il pagamento del TFR e di alcune mensilità a carico del Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'INPS opera correttamente la ritenuta fiscale sul TFR se il credito è stato ammesso al lordo nel passivo fallimentare. L'Istituto è vincolato alle risultanze della procedura concorsuale. Inoltre, ha confermato che i crediti da lavoro sono coperti solo se rientrano nel limite temporale di dodici mesi antecedenti l'istanza di fallimento.
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Assegno sociale: sì anche con rinuncia al mantenimento
Una donna rinuncia all'assegno di mantenimento in sede di separazione consensuale e richiede l'assegno sociale. L'INPS nega la prestazione, ma la Corte di Cassazione accoglie il ricorso della donna. La Corte stabilisce che l'unico requisito per l'assegno sociale è lo stato di bisogno effettivo, basato sull'assenza di redditi sufficienti, indipendentemente dalla mancata richiesta del mantenimento. L'eventuale intento fraudolento deve essere provato in giudizio dall'INPS.
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Decadenza NASpI: Attività autonoma preesistente
La Corte di Cassazione stabilisce che la mancata comunicazione all'INPS di un'attività di lavoro autonomo, anche se preesistente alla perdita del lavoro dipendente, causa la decadenza dal diritto alla NASpI. Il termine per la comunicazione decorre dalla data della domanda di prestazione. La sentenza chiarisce che ciò che rileva è la contemporaneità tra la percezione dell'indennità e lo svolgimento dell'attività lavorativa, rendendo irrilevante il momento in cui quest'ultima è iniziata.
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Error in procedendo: quando è nullo l’appello?
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un contribuente contro l'INPS. I motivi sulla rottamazione delle cartelle sono inammissibili per violazione del principio di autosufficienza, mentre l'eccezione di error in procedendo viene respinta perché non è stato dimostrato un pregiudizio concreto derivante dalla presunta violazione processuale.
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