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Legge 90/2014

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Diritti di segreteria: no se non si lavora in Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17790/2024, chiarisce che i diritti di segreteria non sono dovuti al segretario comunale quando è assegnato a compiti presso l'Agenzia nazionale, poiché tali emolumenti sono legati all'effettivo esercizio della funzione rogante nel Comune. Qualsiasi accordo individuale che riconosca tali diritti in assenza della funzione è da considerarsi nullo. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che li aveva erroneamente riconosciuti.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un lavoratore ha citato in giudizio un ente pubblico agricolo per l'uso abusivo di contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non è un "imprenditore agricolo" e che le deroghe ai limiti di durata dei contratti a termine in agricoltura si applicano solo ad attività strettamente stagionali, escludendo mansioni continuative come la manutenzione di macchinari. La Corte ha cassato la sentenza d'appello e rinviato il caso per una nuova valutazione.
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Società pubblica: no alla conversione del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29781/2024, ha stabilito che la nullità del termine apposto a un contratto di lavoro con una società interamente partecipata da enti pubblici non comporta la sua automatica conversione in un rapporto a tempo indeterminato. Tale principio, valido per le pubbliche amministrazioni, si estende a queste società in quanto soggette all'obbligo di reclutamento del personale tramite procedure concorsuali. La lavoratrice, assunta a termine da una società di servizi pubblici locali, si è vista respingere il ricorso volto a ottenere la stabilizzazione del rapporto, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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IRAP onorari avvocati: non grava sul dipendente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ente pubblico non può trattenere l'importo dell'IRAP dai compensi professionali dei propri avvocati dipendenti. Con questa ordinanza, si afferma che l'IRAP onorari avvocati è un'imposta a carico esclusivo del datore di lavoro e non può essere traslata sui lavoratori, né direttamente né indirettamente, salvo il superamento di specifici tetti di spesa che l'ente ha l'onere di dimostrare. La sentenza della Corte d'Appello è stata quindi cassata con rinvio.
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Termine breve impugnazione: la PEC del cancelliere basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una socia di un'impresa fallita, chiarendo un punto cruciale sulla decorrenza del termine breve per l'impugnazione. La Corte ha stabilito che, nelle procedure fallimentari, la comunicazione della sentenza da parte della cancelleria via PEC è sufficiente a far decorrere il termine per impugnare, rendendo tardivo il ricorso presentato oltre tale scadenza, a nulla valendo una successiva notifica ad opera della controparte.
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Transito personale militare: Cassazione conferma il diritto
Un gruppo di controllori di volo militari ha richiesto il transito nei ruoli di una società civile di gestione del traffico aereo, come previsto da una specifica normativa. La società si è opposta, negando il proprio fabbisogno di personale e la sostenibilità finanziaria dell'operazione. Dopo due sentenze favorevoli ai lavoratori in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso della società. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, in quanto mirava a un riesame dei fatti già accertati, confermando così il diritto al transito del personale militare.
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Contratti stagionali: limiti per gli enti pubblici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26197/2024, ha stabilito principi fondamentali sui contratti stagionali nel settore pubblico. Un lavoratore agricolo aveva citato in giudizio un Ente di Sviluppo Agricolo per l'abusiva reiterazione di contratti a tempo determinato. La Corte ha chiarito che un ente pubblico non economico non può essere equiparato a un imprenditore agricolo privato. Di conseguenza, le deroghe previste per i contratti stagionali nel settore agricolo non si applicano automaticamente. La Corte ha sottolineato che la natura genuinamente stagionale dell'attività deve essere provata rigorosamente dal datore di lavoro e non può includere mansioni continuative come la manutenzione. La sentenza della Corte d'Appello è stata annullata con rinvio.
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Contratto a termine in agricoltura: i limiti per gli enti
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del contratto a termine in agricoltura per gli enti pubblici non economici, i quali non possono essere considerati imprenditori agricoli. La sentenza stabilisce che la deroga basata sulla stagionalità deve essere interpretata in modo restrittivo, escludendo mansioni continuative come la manutenzione. Viene ribaltata la decisione d'appello, affermando che l'abuso nella reiterazione di tali contratti, anche in questo settore, va sanzionato.
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Contratto a termine agricolo: no deroga senza stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25393/2024, ha stabilito principi fondamentali riguardo al contratto a termine agricolo. Un lavoratore aveva contestato la reiterazione di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico di sviluppo agricolo. La Corte ha chiarito che le deroghe alla normativa generale sui contratti a termine, previste per il settore agricolo, si applicano solo in presenza di attività genuinamente stagionali. Ha inoltre precisato che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo, e che l'onere di dimostrare la natura stagionale delle mansioni ricade interamente sul datore di lavoro.
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Notifica telematica PA: l’indirizzo deve essere valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica telematica a una Pubblica Amministrazione (PA) è nulla se effettuata a un indirizzo PEC estratto da un elenco pubblico (IndicePA) non più valido secondo la legge in vigore al momento della notifica. Questa nullità impedisce il decorso del termine breve per impugnare. La Corte ha chiarito che l'eventuale inadempienza della PA nel comunicare il proprio domicilio digitale ufficiale non sana il vizio, poiché la legge prevede una procedura alternativa, ovvero il deposito dell'atto in cancelleria. Di conseguenza, è stata annullata la decisione d'appello che aveva dichiarato inammissibile per tardività il ricorso dell'amministrazione.
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Notifica PEC dopo le 21: come si calcola il termine
Un'erede impugna un testamento. L'appello viene dichiarato tardivo perché basato su una notifica PEC dopo le 21. La Cassazione interviene, stabilendo che una notifica PEC dopo le 21 si perfeziona per il destinatario il giorno successivo, rendendo l'appello tempestivo e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Contratti a termine agricoltura: stop agli abusi
Un lavoratore agricolo ha contestato la reiterazione di contratti a termine da parte di un Ente Pubblico, chiedendo il risarcimento per l'abuso. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'Appello, ha stabilito che un ente pubblico non economico non può essere qualificato come imprenditore agricolo. Di conseguenza, non può beneficiare delle deroghe più ampie previste per il settore. La sentenza chiarisce che la deroga legata alla stagionalità nei contratti a termine in agricoltura si applica solo a mansioni strettamente e provatamente stagionali, ponendo fine a interpretazioni estensive che giustificavano abusi.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20383/2024, ha accolto il ricorso di un lavoratore contro un ente pubblico agricolo, stabilendo principi chiari sui contratti a termine nel settore. La Corte ha precisato che un ente pubblico non economico non è un imprenditore agricolo e che la deroga ai limiti di durata dei contratti a termine è applicabile solo per attività genuinamente stagionali, il cui onere della prova spetta al datore di lavoro. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza d'appello che giustificava la reiterazione dei contratti sulla base della generica natura agricola dell'attività.
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Assegno ad personam: garantita la retribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20197/2024, ha confermato il diritto all'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti tramite mobilità a un'altra amministrazione con un trattamento economico inferiore. La Corte ha stabilito che la riforma introdotta con la legge n. 246/2005 non ha abolito il principio di irriducibilità della retribuzione, ma ha solo chiarito che il nuovo rapporto di lavoro sarà regolato, per il futuro, dalle norme dell'ente di destinazione. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto a un assegno riassorbibile per colmare la differenza retributiva.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti alla deroga
Un lavoratore ha contestato l'abuso di contratti a tempo determinato da parte di un ente pubblico agricolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente, non essendo un imprenditore agricolo, non può beneficiare delle ampie deroghe previste dal settore. La Corte ha precisato che l'eccezione alla durata massima per i contratti a termine agricoltura è valida solo per attività comprovatamente stagionali, un principio che il giudice di merito non aveva applicato. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Domicilio Digitale: appello tardivo se notificato via PEC
Un istituto di credito ha visto il proprio ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile per tardività. La Corte ha stabilito che la notifica della sentenza d'appello via PEC al domicilio digitale dell'avvocato è pienamente valida per far decorrere il termine breve di 60 giorni per l'impugnazione. La vicenda originava da una truffa su polizze vita, in cui la banca era stata condannata a risarcire una compagnia assicurativa per aver erroneamente accreditato le somme liquidate su un conto non appartenente ai beneficiari.
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Diritti di segreteria: no se non lavori in Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17930/2024, ha stabilito che un segretario comunale, sebbene 'utilizzato' presso altre amministrazioni pubbliche, non ha diritto a percepire i diritti di segreteria. Tale emolumento è strettamente legato all'effettivo svolgimento delle funzioni di ufficiale rogante presso l'ente locale. La Corte ha inoltre dichiarato nullo qualsiasi accordo individuale che riconosca tale diritto in assenza di una previsione della contrattazione collettiva, ribadendo che la determinazione della retribuzione nel pubblico impiego è materia riservata esclusivamente al CCNL.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti stagionali
Un ente pubblico agricolo ha reiterato contratti a tempo determinato con un lavoratore per anni. La Corte di Cassazione ha stabilito che, non essendo l'ente un imprenditore agricolo privato e non potendo dimostrare la natura puramente stagionale delle mansioni svolte dal dipendente (come la manutenzione), l'uso prolungato dei contratti a termine era illegittimo. Per i contratti a termine in agricoltura, le deroghe ai limiti di durata valgono solo per attività strettamente stagionali, con l'onere della prova a carico del datore di lavoro. La sentenza d'appello è stata annullata con rinvio.
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Contratti a termine agricoltura: i limiti
Un lavoratore è stato impiegato da un Ente Pubblico Agricolo con una serie di contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione di tali contratti è abusiva se le mansioni svolte non sono strettamente stagionali. Per i contratti a termine in agricoltura, attività continuative come la manutenzione richiedono un'assunzione a tempo indeterminato. L'onere di provare la natura stagionale del lavoro spetta al datore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Contratti a termine agricoli: limiti e stagionalità
Un lavoratore ha citato in giudizio un ente pubblico agricolo per l'abuso nella reiterazione di contratti a tempo determinato. La Corte di Cassazione ha stabilito che la deroga che consente la successione di contratti a termine agricoli si applica unicamente alle attività genuinamente stagionali. Ha precisato che gli enti pubblici non sono classificabili come imprenditori agricoli e che mansioni continuative, come la manutenzione, richiedono un contratto a tempo indeterminato. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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