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Legge 335/1995 — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Legge 335/1995

Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione lavoratori spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il tetto massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa speciale. L'ente previdenziale ha visto accolto il suo ricorso contro la decisione della Corte d'Appello che aveva disapplicato tale limite, riaffermando la validità di un sistema previdenziale specifico e complessivamente favorevole per la categoria.
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Eccezione nuova: Cassazione chiarisce i limiti in appello
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, stabilendo un importante principio sulla distinzione tra eccezione nuova e mera difesa. Contestare in appello l'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione, già presente agli atti, costituisce una mera difesa e non una eccezione nuova inammissibile. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale contestazione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Obbligo contributivo geometri: basta l’iscrizione
Un geometra ha contestato una cartella di pagamento per contributi minimi dovuti alla cassa professionale per l'anno 2013, sostenendo di non esercitare la professione in modo continuativo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: il semplice fatto di essere iscritti all'albo professionale è condizione sufficiente a determinare l'obbligo contributivo geometri. L'esercizio occasionale dell'attività o la mancata produzione di reddito sono irrilevanti ai fini del versamento del contributo minimo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando che il contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati è illegittimo. Secondo la Corte, solo una legge dello Stato può introdurre una prestazione patrimoniale di questo tipo. Viene inoltre ribadito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
Un professionista in pensione ha contestato il prelievo di un contributo di solidarietà dalla sua pensione da parte di una cassa previdenziale privatizzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo tale contributo, affermando che solo la legge statale può imporre simili prestazioni patrimoniali. Inoltre, ha stabilito che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque, accogliendo le ragioni del pensionato.
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Iscrizione cassa previdenziale: obbligatoria sempre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione alla cassa previdenziale di categoria è obbligatoria per il solo fatto di essere iscritti all'albo professionale, a prescindere dall'esercizio effettivo o continuativo della professione e dalla produzione di reddito. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva esonerato un geometra dal pagamento dei contributi minimi, ritenendo irrilevante che svolgesse principalmente un lavoro dipendente.
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Indennità disoccupazione: no automaticità per DIS-COLL
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio di automaticità delle prestazioni non si applica all'indennità di disoccupazione DIS-COLL per i lavoratori parasubordinati. Un collaboratore a progetto si era visto negare il sussidio perché il committente non aveva versato i contributi. A differenza dei lavoratori dipendenti, per i collaboratori iscritti alla Gestione Separata, il diritto alla DIS-COLL sorge solo se i contributi sono stati effettivamente pagati e accreditati, come specificato dalla normativa di riferimento.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà imposto sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento secondo cui le casse private non possono, tramite i propri regolamenti, imporre prelievi su trattamenti pensionistici già definiti, poiché tale potere spetta esclusivamente al legislatore statale. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per le azioni di restituzione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un pensionato ha contestato la legittimità del contributo di solidarietà trattenuto dalla sua cassa di previdenza privata. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il prelievo illegittimo. Secondo la Corte, una simile imposizione patrimoniale può essere stabilita solo da una legge dello Stato, non da regolamenti autonomi della cassa. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione di dieci anni per la restituzione delle somme.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
Un professionista ha contestato la legittimità di un contributo di solidarietà trattenuto sulla sua pensione dalla cassa previdenziale di categoria. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, dichiarando la trattenuta illegittima poiché costituisce una prestazione patrimoniale che solo lo Stato può imporre per legge. Il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando il diritto del pensionato al rimborso integrale entro il termine di prescrizione di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
Un professionista ha contestato il contributo di solidarietà applicato alla sua pensione da una Cassa di previdenza privata. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il prelievo illegittimo. La motivazione risiede nel fatto che tale contributo costituisce una prestazione patrimoniale che, secondo la Costituzione, può essere imposta solo da una legge dello Stato e non da regolamenti interni di un ente privato. L'appello della Cassa è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Iscrizione Gestione Separata: obbligo per ingegneri
Un ingegnere, sia dipendente pubblico che libero professionista, ha contestato la sua iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS, sostenendo che il versamento del contributo integrativo alla sua cassa professionale fosse sufficiente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'iscrizione gestione separata è obbligatoria. La Corte ha chiarito che solo i versamenti contributivi che creano una posizione pensionistica specifica possono esonerare da tale obbligo, funzione non assolta dal contributo integrativo, che ha natura solidaristica.
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Prescrizione contributi: la Cassazione chiarisce
Un professionista ha contestato una richiesta di pagamento di contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'ente, chiarendo che la prescrizione contributi era stata interrotta per un'annualità ma non per l'altra. Inoltre, ha annullato tutte le sanzioni applicate, in virtù di una recente sentenza della Corte Costituzionale.
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Estinzione del giudizio: rottamazione e Cassazione
Un professionista, dopo aver perso in Appello una causa contro un ente previdenziale per contributi alla gestione separata, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, ha aderito a una 'rottamazione' del debito contributivo e ha rinunciato al ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti data la particolarità della vicenda.
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Prescrizione contributi INPS: no sospensione per RR omesso
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha confermato la prescrizione dei contributi INPS dovuti da un professionista alla Gestione Separata. I giudici hanno stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce automaticamente un occultamento doloso del debito e, pertanto, non sospende il decorso della prescrizione. Il termine inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento e non dalla data di presentazione della dichiarazione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto tramite un regolamento interno. La Corte di Cassazione ha dichiarato tale contributo illegittimo, affermando che simili prelievi, avendo natura di prestazione patrimoniale, possono essere introdotti solo da una legge dello Stato (principio di riserva di legge) e non dall'autonoma potestà regolamentare di un ente privato. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Riclassificazione INPS: quando non è retroattiva
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la riclassificazione INPS di un'azienda dal settore agricolo a quello industriale non ha effetto retroattivo. La variazione decorre solo dalla data di notifica del provvedimento, salvaguardando così i diritti previdenziali già maturati dai lavoratori, a meno che l'inquadramento iniziale non sia derivato da dichiarazioni false del datore di lavoro.
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Riclassificazione INPS: quando non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione INPS di un'azienda da un settore economico a un altro non ha effetto retroattivo se la classificazione iniziale non era basata su dichiarazioni false del datore di lavoro. Il caso riguardava una lavoratrice agricola il cui diritto all'iscrizione negli elenchi era stato messo in discussione dopo che l'INPS aveva riclassificato l'azienda nel settore industriale. La Corte ha protetto la posizione previdenziale acquisita dalla lavoratrice, affermando il principio di certezza del diritto.
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Riclassificazione settoriale: quando non è retroattiva
La Corte di Cassazione ha stabilito che la riclassificazione settoriale di un'azienda da parte dell'INPS, da agricolo a industriale, non ha effetto retroattivo se non è causata da dichiarazioni iniziali false del datore di lavoro. Di conseguenza, i diritti previdenziali acquisiti dai lavoratori prima della variazione, come il diritto all'indennità di disoccupazione agricola, sono salvi. Il provvedimento ha efficacia solo per il futuro (ex nunc).
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Riclassificazione INPS: no alla retroattività del cambio
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Istituto Previdenziale, confermando che la riclassificazione INPS di un'azienda da agricola a industriale non ha efficacia retroattiva. Di conseguenza, una lavoratrice ha legittimamente mantenuto l'iscrizione negli elenchi dei lavoratori agricoli per l'anno precedente alla decorrenza della variazione. La decisione si fonda sul principio consolidato secondo cui i provvedimenti di variazione d'ufficio producono effetti solo dal periodo di paga in corso alla data della loro notifica.
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