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Legge 335/1995 — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Legge 335/1995

Indennità di trasferta: chi prova l’esenzione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22920/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di indennità di trasferta. L'Ente Previdenziale deve solo dimostrare l'erogazione di somme al lavoratore, mentre spetta al datore di lavoro provare la sussistenza dei requisiti per l'esenzione contributiva, come il rispetto dei limiti di importo previsti dalla legge. Nel caso specifico, il ricorso dell'Ente è stato rigettato poiché la Corte d'Appello aveva correttamente accertato che le indennità pagate non superavano i limiti di esenzione, rendendole non soggette a contribuzione.
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Gestione Separata: iscrizione obbligatoria sotto 5000€?
Un'professionista con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro ha contestato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata dell'ente previdenziale. I tribunali di merito le avevano dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Corte ha chiarito che per i professionisti iscritti ad albi, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata non dipende dal superamento di una soglia di reddito, ma dall'esercizio 'abituale' della professione, anche se il reddito è basso. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale autonomo sulle pensioni, in quanto tale prelievo è una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per il recupero delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo solidarietà: Cassazione su pensioni private
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà non può essere imposto da una cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento, poiché tale prelievo rientra nella riserva di legge. Un professionista in pensione si era opposto a questa trattenuta, ottenendo ragione. La Corte ha chiarito che solo il legislatore può introdurre prestazioni patrimoniali di questo tipo. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La Suprema Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non tramite un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero da parte del pensionato.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Secondo la Corte, una tale prestazione patrimoniale può essere introdotta solo da una norma di legge e non da un regolamento interno dell'ente, a causa della riserva di legge prevista dalla Costituzione. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni già liquidate. Ha stabilito che tale prelievo può essere introdotto solo per legge e non tramite regolamento interno. Inoltre, ha ribadito che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Pensione lavoratori spettacolo: il calcolo della Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29769/2024, ha stabilito che per la pensione dei lavoratori dello spettacolo, il calcolo della cosiddetta "Quota B" deve ancora tenere conto del massimale di retribuzione giornaliera pensionabile previsto da una normativa del 1971. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto superato tale limite. La motivazione risiede nel fatto che questo limite è parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più vantaggioso per questa categoria di lavoratori rispetto alla generalità degli assicurati.
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Opzione regime contributivo: le nuove regole Fornero
Una lavoratrice ha esercitato l'opzione per il regime contributivo nel 2013, sperando di accedere alla pensione con i requisiti più favorevoli precedenti alla Riforma Fornero. La Corte di Cassazione ha respinto questa interpretazione, stabilendo che l'opzione esercitata dopo l'entrata in vigore della riforma (d.l. n. 201/2011) modifica solo il metodo di calcolo della pensione, ma non i requisiti di accesso, che restano quelli più restrittivi introdotti dalla nuova normativa.
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Contributi Gestione Separata e buona fede del professionista
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista che aveva omesso il versamento dei contributi alla Gestione Separata per redditi percepiti durante il praticantato. A causa di un'incertezza giurisprudenziale sull'obbligo di iscrizione, la Corte d'Appello aveva riconosciuto la sua buona fede, applicando sanzioni ridotte. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Ente Previdenziale contro questa decisione, confermando di fatto la valutazione dei giudici di merito sulla buona fede della contribuente.
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Sanzioni Gestione Separata: la Cassazione le annulla
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ingegnere, già lavoratore dipendente, a cui era stato contestato il mancato versamento di contributi e sanzioni alla Gestione Separata INPS per l'attività libero-professionale svolta. La Corte ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, ma ha annullato la richiesta di pagamento delle sanzioni per l'anno 2009. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha protetto il legittimo affidamento dei professionisti in un periodo di incertezza normativa, escludendo le sanzioni Gestione Separata per le omissioni antecedenti alla legge di interpretazione del 2011.
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Pensione lavoratori spettacolo: il massimale si applica
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha chiarito un punto cruciale per la pensione lavoratori spettacolo. La Corte ha stabilito che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile si applica anche alla cosiddetta "Quota B" del trattamento pensionistico. La decisione ribalta i precedenti giudizi di merito, accogliendo il ricorso dell'ente previdenziale e affermando la piena vigenza del limite, considerato parte integrante di un sistema pensionistico complessivamente più favorevole per la categoria.
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Pensione spettacolo: limite retribuzione per Quota B
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2024, ha stabilito che per il calcolo della cosiddetta 'Quota B' della pensione spettacolo, deve essere applicato il limite massimo di retribuzione giornaliera pensionabile previsto dalla normativa del 1971. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello che aveva escluso tale limite. Inoltre, la sentenza d'appello è stata annullata anche per aver pronunciato 'ultra petita', ovvero andando oltre le richieste originarie del pensionato, che vertevano solo sui supplementi di pensione e non sull'intera pensione.
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Pensione lavoratori spettacolo: il tetto per la Quota B
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale per la pensione lavoratori spettacolo, stabilendo che il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile, previsto da una normativa del 1971, si applica anche alla cosiddetta "Quota B", ovvero ai contributi versati dopo il 1° gennaio 1993. La Corte ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, annullando la decisione della Corte d'Appello. Secondo i giudici, questo limite non è mai stato abrogato e la sua applicazione è legittima, nonostante la base per il versamento dei contributi sia più alta, in virtù del regime complessivamente più favorevole previsto per questa categoria di lavoratori.
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Prescrizione contributi INPS: il dies a quo slitta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28817/2024, ha stabilito un principio cruciale in materia di prescrizione contributi INPS. Un decreto ministeriale che posticipa la scadenza per il versamento dei contributi sposta anche il termine iniziale (dies a quo) della prescrizione. La Corte ha chiarito che tale rinvio si applica oggettivamente a tutti i professionisti la cui attività rientra negli studi di settore, anche se individualmente hanno optato per regimi fiscali alternativi come quello dei minimi. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale, ritenuta tardiva in appello, è stata considerata tempestiva, annullando la sentenza precedente.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28714/2024, ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Gestione Separata: no sanzioni per professionisti
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di un professionista, già dipendente pubblico, di iscriversi alla Gestione Separata per la sua attività libero-professionale. Tuttavia, ha annullato le relative sanzioni per il periodo antecedente l'entrata in vigore della legge, in applicazione di un principio sancito dalla Corte Costituzionale. La Corte ha inoltre ribadito che la mera omissione della compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non costituisce, di per sé, un occultamento doloso del debito idoneo a sospendere la prescrizione.
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Contributi avvocato INPS: le sanzioni sono annullate
Un'avvocatessa si oppone a un avviso di addebito INPS per contributi alla Gestione Separata. La Cassazione conferma l'obbligo di versare i contributi avvocato INPS ma annulla le sanzioni, applicando una sentenza della Corte Costituzionale.
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Rinuncia ricorso Cassazione: niente raddoppio contributo
Una Cassa di Previdenza, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole, decide per la rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte dichiara estinto il processo e chiarisce un importante principio: la rinuncia, pur determinando l'inammissibilità del ricorso, non comporta la condanna al raddoppio del contributo unificato, a differenza del rigetto.
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