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Legge 145/2018

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Progressione di carriera: accordo sindacale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un accordo sindacale che fissa una scadenza per una progressione di carriera nel pubblico impiego ha natura programmatica e non precettiva. Di conseguenza, il ritardo dell'Amministrazione non genera automaticamente un diritto al risarcimento per i dipendenti. La Corte ha chiarito che tali accordi sono subordinati a condizioni legislative, come la disponibilità di posti e la copertura finanziaria, annullando le precedenti decisioni che avevano condannato il Ministero della Giustizia a risarcire i propri dipendenti per la mancata promozione entro i termini pattuiti.
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Annullamento ex lege: debiti fiscali cancellati
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per un debito ICI inferiore a 800 euro. Durante il processo in Cassazione, è intervenuta una nuova normativa che ha disposto l'annullamento ex lege per i debiti di modesto importo. La Corte Suprema ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, stabilendo che la cancellazione del debito per legge estingue automaticamente il processo, senza necessità di attendere atti formali dall'agente della riscossione.
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Prescrizione crediti INPS: 5 o 10 anni?
Una società si opponeva a un'iscrizione ipotecaria per crediti previdenziali, sostenendone l'avvenuta prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso dell'Agente di riscossione per motivi specifici, ha ribadito un principio fondamentale sulla prescrizione crediti INPS: se la cartella di pagamento non viene impugnata nei termini, il diritto alla riscossione si prescrive nel termine ordinario di dieci anni e non più in quello breve di cinque.
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Impugnazione inammissibile: quando l’appello è errato
Due gestori di uno stabilimento balneare vengono condannati per la mancata rimozione di manufatti. Propongono appello, ma la Cassazione lo converte in ricorso e lo dichiara una impugnazione inammissibile. La Corte spiega che l'atto, pur convertito, deve rispettare i requisiti formali e sostanziali del ricorso per cassazione, cosa che in questo caso non è avvenuta, comportando la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Restituzione nel termine: notifica non a mani proprie
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la restituzione nel termine per opporsi a un decreto penale di condanna. La notifica dell'atto, pur formalmente regolare perché ritirata dalla madre dell'imputata, non era sufficiente a dimostrare la conoscenza effettiva del provvedimento da parte della destinataria. Secondo la Corte, in assenza di notifica a mani proprie, il giudice deve accertare la conoscenza effettiva e non può fermarsi alla sola regolarità procedurale.
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Imposta di registro: no a riqualificazione extratestuale
Una società aveva realizzato un'operazione complessa, conferendo un ramo d'azienda in una nuova società per poi cedere la totalità delle partecipazioni. L'Amministrazione Finanziaria aveva riqualificato l'intera operazione come una cessione d'azienda, applicando una maggiore imposta di registro. La Corte di Cassazione ha respinto tale approccio, stabilendo che, in base alla normativa vigente, l'imposta di registro deve essere applicata solo sulla base del contenuto e degli effetti giuridici del singolo atto presentato alla registrazione, senza poter considerare elementi esterni o atti collegati per riqualificarne la natura.
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Art. 20 dPR 131/1986: Limiti alla Riqualificazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5703/2024, ha stabilito che, ai fini dell'imposta di registro, la tassazione deve basarsi esclusivamente sul contenuto dell'atto presentato per la registrazione. In applicazione del novellato art. 20 dPR 131/1986, non è possibile per l'Agenzia delle Entrate riqualificare una complessa operazione societaria (conferimento di ramo d'azienda seguito da cessione di quote) in una cessione d'azienda, basandosi su elementi extratestuali o sul collegamento negoziale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che l'imposta di registro ha natura di 'imposta d'atto' e che eventuali contestazioni di abuso del diritto devono seguire le garanzie procedurali dell'art. 10-bis dello Statuto del Contribuente.
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Riqualificazione atto: stop dell’Agenzia in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in materia di riqualificazione atto ai fini dell'imposta di registro. La controversia, nata dalla riqualificazione di una cessione di quote totalitarie in cessione di ramo d'azienda, si è conclusa dopo che l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela il proprio avviso di liquidazione, recependo le recenti modifiche normative e giurisprudenziali che limitano l'interpretazione degli atti in base ad elementi esterni. Le spese sono state compensate tra le parti.
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Incarichi dirigenziali a termine: limiti e tutele
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un dirigente pubblico con una serie di contratti a tempo determinato. La Corte ha stabilito che gli incarichi dirigenziali a termine non possono essere rinnovati all'infinito per coprire esigenze stabili dell'amministrazione, riconoscendo il diritto al risarcimento del danno in caso di abuso. Ha tuttavia escluso che un dirigente esterno possa partecipare a selezioni interne riservate al personale di ruolo e che lo svolgimento di fatto di mansioni superiori dia automaticamente diritto a una retribuzione maggiore.
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Agevolazione fiscale enti ecclesiastici: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2869/2024, ha stabilito i criteri per l'applicazione dell'agevolazione fiscale per gli enti ecclesiastici. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un Istituto Diocesano, negando la riduzione dell'IRES sui redditi derivanti dalla locazione di immobili. È stato chiarito che non è sufficiente la natura religiosa dell'ente; è necessario dimostrare che l'attività economica svolta non sia di tipo commerciale e che i proventi siano esclusivamente e direttamente destinati ai fini istituzionali. La sentenza ha anche confermato che, ai fini fiscali, un terreno si considera edificabile dal momento dell'adozione del piano urbanistico da parte del Comune, indipendentemente dalle approvazioni successive.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto? Cass.
Due dipendenti pubbliche, risultate idonee in una selezione per progressione di carriera, hanno richiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti resisi vacanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, stabilendo che la mera idoneità e l'intenzione dell'amministrazione di coprire i posti non sono sufficienti a creare un diritto all'assunzione. Lo scorrimento graduatoria, equiparato a una nuova assunzione, necessita sempre di una specifica e formale autorizzazione.
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Scorrimento graduatoria: no diritto senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto allo scorrimento graduatoria a un gruppo di dipendenti pubblici. La sentenza chiarisce che, senza una specifica autorizzazione per tutte le posizioni messe a bando, non sorge un diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) prima dell'approvazione della graduatoria ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, poiché i candidati non avevano ancora maturato un diritto quesito.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto quesito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di dipendenti pubblici che chiedevano lo scorrimento di una graduatoria per una progressione verticale. La Corte ha stabilito che, in assenza di una preventiva e completa autorizzazione per tutti i posti messi a bando, i candidati idonei non avevano maturato un "diritto quesito" all'assunzione. Pertanto, l'entrata in vigore di una nuova legge (ius superveniens) ha legittimamente bloccato la procedura per i posti non autorizzati, impedendo lo scorrimento della graduatoria.
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Progressione verticale: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla progressione verticale a due dipendenti pubblici. Nonostante fossero risultati idonei in una selezione per 920 posti, l'Amministrazione aveva ricevuto autorizzazione solo per 460. La Corte ha stabilito che la mancanza dell'autorizzazione per i posti successivi e l'entrata in vigore di una nuova normativa (d.lgs. 150/2009) hanno impedito il sorgere di un diritto soggettivo all'inquadramento superiore, trattandosi di una mera aspettativa.
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Progressioni verticali: stop senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'inquadramento superiore a un gruppo di dipendenti pubblici in un caso di progressioni verticali. L'amministrazione aveva bandito 920 posti, ma l'autorizzazione era stata concessa solo per 460. La Corte ha stabilito che, in assenza di un'autorizzazione completa e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole, i candidati idonei oltre il 460° posto non avevano maturato un diritto quesito all'assunzione, respingendo così il loro ricorso.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2140/2024, ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano l'assunzione tramite lo scorrimento graduatoria. I giudici hanno stabilito che l'inserimento come 'idoneo' in una graduatoria non conferisce un diritto soggettivo all'assunzione, specialmente se manca l'autorizzazione preventiva per la copertura di tutti i posti e se interviene una nuova legge (ius superveniens) che modifica le regole di progressione di carriera prima dell'approvazione della graduatoria stessa.
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Scorrimento graduatoria: no al diritto senza autorizzazione
Un lavoratore, idoneo in un concorso interno, ha chiesto l'assunzione tramite scorrimento graduatoria per posti mai ufficialmente autorizzati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che senza la necessaria autorizzazione amministrativa per i posti ulteriori, non sorge alcun diritto soggettivo all'assunzione. L'intervento di una nuova legge (ius superveniens) ha ulteriormente precluso tale possibilità, non essendosi consolidato alcun diritto quesito prima della riforma.
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Scorrimento graduatorie PA: no diritto senza autorizzazione
Una lavoratrice del settore pubblico, risultata idonea in un concorso interno ma non vincitrice per i posti autorizzati, ha citato in giudizio l'amministrazione per ottenere l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che in assenza di una specifica autorizzazione governativa per la copertura dei posti aggiuntivi e a causa di una nuova legge (ius superveniens) che ha modificato le regole di assunzione, non sorge alcun diritto soggettivo allo scorrimento graduatorie PA. Il diritto all'assunzione non era ancora maturato al momento dell'entrata in vigore della nuova normativa.
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Legittimazione associazioni: sì all’intervento in giudizio
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che negare aprioristicamente la legittimazione ad agire delle associazioni di categoria a intervenire in un giudizio amministrativo costituisce un diniego di giurisdizione. Il caso riguardava due associazioni del settore turistico-balneare escluse da un processo relativo alla proroga di una concessione demaniale. La Corte ha chiarito che le associazioni tutelano un interesse collettivo, proprio e distinto da quello del singolo associato, e il loro diritto a partecipare al processo non può essere negato senza una valutazione concreta del loro statuto e degli interessi perseguiti. La sentenza del Consiglio di Stato è stata cassata con rinvio.
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Tassazione atto: la Cassazione e l’art. 20 TUR
Una società agricola ha impugnato la tassazione di un atto, sostenendo fosse un preliminare sostituito da un accordo successivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio cruciale: la tassazione di un atto si basa esclusivamente sulla sua natura intrinseca e sugli effetti giuridici che produce, come stabilito dall'art. 20 del Testo Unico sull'Imposta di Registro (TUR). La Corte ha specificato che non possono essere considerati elementi esterni o documenti collegati per interpretare l'atto ai fini fiscali.
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