Un imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di primo grado. La Corte d'Appello ha dichiarato il suo appello inammissibile per tardività, ovvero perché presentato fuori tempo. L'imputato ha poi proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'appello fosse tempestivo. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità ricorso penale, ribadendo un principio fondamentale: il termine per impugnare una sentenza decorre dalla data in cui la decisione, con la sua motivazione contestuale, viene letta in udienza. Il verbale di udienza è l'unico documento rilevante per stabilire questa data. Il ricorso dell'imputato era stato depositato oltre il termine di quindici giorni.
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