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Legge 103/2017 — Anno 2023

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Altri anni per Legge 103/2017

Favoreggiamento reale e spaccio: quando è concorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva di riqualificare la sua condotta da concorso in spaccio a favoreggiamento reale. La Corte ha ribadito che, nei reati permanenti come la detenzione di stupefacenti, qualsiasi aiuto prestato prima della cessazione della condotta criminosa costituisce concorso nel reato e non favoreggiamento reale, che può configurarsi solo a reato già concluso.
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Ricorso patteggiamento: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. La Corte ribadisce che, secondo l'art. 448, comma 2-bis c.p.p., i motivi di impugnazione sono tassativi e non includono la contestazione sulla sussistenza del reato.
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Millantato credito: la Cassazione lo distingue dalla truffa
Un custode giudiziario convinceva una persona, il cui immobile era pignorato, di poter risolvere la sua situazione grazie a un presunto contatto in tribunale, facendosi consegnare 2.000 euro come acconto su 5.000. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale condotta non configura il reato di traffico di influenze illecite (che ha sostituito il millantato credito), ma integra il delitto di truffa aggravata. La Corte ha chiarito che, quando la relazione con il pubblico ufficiale è del tutto inesistente e usata come mero pretesto per ingannare la vittima e ottenere un profitto, si ricade nell'ipotesi della truffa. Di conseguenza, la sentenza di appello è stata annullata con rinvio per la rideterminazione della pena basata unicamente sul reato di truffa.
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Concordato in appello: quando è inammissibile il ricorso?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cosiddetto concordato in appello), hanno tentato di contestare la sussistenza di un'aggravante. La Corte ha stabilito che l'accordo sulla pena costituisce una rinuncia a far valere ulteriori motivi, rendendo il successivo ricorso inammissibile.
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Ricorso per saltum: quando non è ammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47632/2023, ha chiarito che il ricorso per saltum non è ammissibile contro una sentenza di non luogo a procedere. Tale provvedimento, a seguito della riforma del 2017, è unicamente appellabile. La Corte ha quindi riqualificato il ricorso errato come appello, in applicazione del principio di conservazione degli atti, trasmettendo il fascicolo alla Corte di Appello competente per il giudizio.
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Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 47386/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato personalmente dall'imputata. La decisione si fonda sulla modifica dell'art. 613 c.p.p. introdotta dalla L. 103/2017, che esclude la possibilità di un ricorso per cassazione personale, richiedendo obbligatoriamente la sottoscrizione di un avvocato iscritto all'albo speciale. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
Un individuo, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha ottenuto una riduzione di pena tramite patteggiamento in appello. Successivamente ha presentato ricorso in Cassazione contestando la colpevolezza e la misura di sicurezza dell'espulsione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo per il patteggiamento in appello comporta la rinuncia alla maggior parte dei motivi di ricorso, salvo vizi specifici legati alla formazione della volontà di accordo.
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Ricorso personale cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che ha reso obbligatoria la difesa tecnica per il ricorso in Cassazione, eliminando la possibilità del ricorso personale. L'ordinanza conferma che tale requisito non lede il diritto di difesa, data l'elevata tecnicità del giudizio di legittimità.
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Ricorso personale cassazione: inammissibilità e difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato condannato per omicidio colposo. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017 che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato. Questo caso ribadisce che il ricorso personale cassazione non è più un'opzione valida, neanche se la firma è autenticata da un legale, in quanto è richiesta una difesa tecnica specializzata.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro una sentenza di patteggiamento per bancarotta fraudolenta. La decisione sottolinea che il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi procedurali specifici e non per contestare la colpevolezza, come tentato dalla ricorrente. Di conseguenza, la Corte ha condannato l'imputata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: patteggiamento e confisca
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di stupefacenti. La decisione chiarisce i limiti del ricorso in caso di patteggiamento e legittima la confisca di denaro quando non ne viene giustificata la provenienza.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso patteggiamento presentato da un imputato. La decisione si fonda sul principio che i motivi di impugnazione contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta sono tassativamente previsti dalla legge e non possono essere estesi ad altre casistiche, come la presunta omessa motivazione sull'assenza di cause di non punibilità.
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Ricorso patteggiamento: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 40746/2023, ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da due imputati contro una sentenza di patteggiamento per reati di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. La decisione ribadisce i rigidi limiti del ricorso patteggiamento, come stabiliti dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. In particolare, la Corte ha chiarito che la contestazione di un'erronea qualificazione giuridica del fatto è ammissibile solo in caso di 'errore manifesto', ovvero un errore palesemente evidente e non opinabile, condizione non riscontrata nel caso di specie.
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