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Legge 103/2017 — Anno 2019

Altri anni per Legge 103/2017

Ricorso per cassazione personale: inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione personale presentato da un condannato avverso un'ordinanza del Tribunale della Libertà. La decisione si fonda sulla legge n. 103/2017, che ha reso obbligatoria la sottoscrizione del ricorso da parte di un avvocato abilitato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di 3.000 euro.
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Concordato in appello: l’inammissibilità del ricorso
Un imputato, condannato per uso indebito di carte di credito, otteneva in appello una riduzione di pena tramite 'concordato in appello'. Successivamente, proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, secondo l'art. 610, comma 5 bis, c.p.p., le sentenze emesse a seguito di un concordato in appello non sono impugnabili. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per ricettazione. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di appello, che non rispettavano i requisiti di specificità previsti dall'art. 581 del Codice di Procedura Penale. Secondo la Corte, il ricorrente non aveva adeguatamente illustrato le ragioni della sua impugnazione, limitandosi a enunciare i motivi senza articolarli. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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