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D.P.R. 917/1986

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Cessione credito pro-soluto: deducibilità della perdita
Una società ha dedotto la perdita derivante dalla cessione di un credito pro-soluto a un prezzo inferiore al suo valore nominale. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la deduzione. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale operazione genera una 'perdita su crediti' e non una 'minusvalenza'. Di conseguenza, per essere deducibile, la perdita deve risultare da 'elementi certi e precisi' che ne dimostrino l'oggettiva definitività, non essendo sufficiente il semplice corrispettivo inferiore pattuito nella cessione. L'onere della prova grava sul contribuente.
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Svalutazione partecipazioni: la Cassazione chiarisce
Una società si vede negare la deduzione per la svalutazione partecipazioni in società non quotate. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi su un confronto effettivo del patrimonio netto, applicando una tecnica di 'omogeneizzazione' che consideri variazioni significative, e non limitarsi ai bilanci formalmente approvati, per evitare interpretazioni elusive.
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Autonoma organizzazione: IRAP e i professionisti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4489/2025, ha annullato una sentenza che condannava un avvocato al pagamento dell'IRAP. La Corte ha ribadito che, per assoggettare un professionista a tale imposta, è necessario provare l'esistenza di un'autonoma organizzazione che vada oltre il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività. I giudici di merito avevano errato nel non valutare correttamente che i due dipendenti del professionista non avevano mai lavorato contemporaneamente e nel basare la loro decisione solo su dati contabili, senza un'analisi concreta della struttura.
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Deducibilità TFM: sì se previsto da atto scritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la piena deducibilità dell'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore. La Corte ha stabilito che, per la deducibilità secondo il principio di competenza, è sufficiente che il TFM sia previsto da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo o i criteri di calcolo. Non è necessario applicare le regole previste per il TFR dei lavoratori dipendenti, né l'amministrazione può sindacare la congruità dell'importo se tali condizioni sono rispettate.
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Opzione regime fiscale: valida anche da inizio attività
Una società agricola, trasformata in S.R.L. a metà anno, ha esercitato una opzione regime fiscale speciale per la frazione di anno rimanente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la scelta, sostenendo che l'opzione dovesse coprire l'intero anno. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la legge permette di esercitare l'opzione 'dall'inizio dell'attività', anche se questo momento non coincide con l'inizio dell'anno solare. La decisione chiarisce un importante principio per le imprese che subiscono trasformazioni societarie.
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Finanziamento soci fittizio: tassato come ricavo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4855/2025, ha stabilito che un finanziamento soci fittizio, iscritto in bilancio come passività, deve essere riqualificato e tassato come ricavo nell'anno d'imposta in cui avviene l'accertamento. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Agenzia Fiscale, che contestava la deducibilità di alcuni costi, sia il ricorso incidentale della società, che sosteneva una diversa collocazione temporale del presunto finanziamento. La decisione sottolinea che l'inesistenza del finanziamento lo trasforma in una sopravvenienza attiva tassabile.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
La Corte di Cassazione ha annullato un intero procedimento tributario relativo a un accertamento IRPEF a carico di un socio di una s.a.s. Il motivo è la violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché al giudizio non avevano partecipato né la società né l'altro socio. La Corte ha ribadito che, data l'unitarietà dell'accertamento del reddito delle società di persone, la causa è inscindibile e deve coinvolgere obbligatoriamente tutti i soggetti interessati.
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Plusvalenza diritto di superficie: quando è esente?
La Cassazione chiarisce che la plusvalenza diritto di superficie su un terreno agricolo non è tassabile se la cessione avviene dopo 5 anni dall'acquisto. L'Agenzia delle Entrate aveva erroneamente tassato come reddito diverso le somme percepite per la realizzazione di un impianto eolico. La Corte, accogliendo il ricorso degli eredi, ha ribadito l'equiparazione tra cessione del diritto reale e cessione della proprietà ai fini dell'esenzione quinquennale.
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Deducibilità sponsorizzazioni sportive: la Cassazione
Una società si vedeva contestare la deducibilità dei costi per sponsorizzazioni sportive, ritenuti fittizi dall'Amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dell'Agenzia, ha stabilito che la deducibilità delle sponsorizzazioni sportive non è automatica. Per beneficiare della presunzione legale, il contribuente deve provare non solo l'erogazione del denaro a un'associazione sportiva dilettantistica, ma anche l'effettiva esistenza di una specifica attività promozionale volta a migliorare l'immagine o i prodotti dell'azienda sponsor. L'onere della prova grava interamente sul contribuente.
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Assoluzione penale: non vincola il giudice tributario
Una contribuente, identificata come amministratore di fatto di una società, ha ricevuto un avviso di accertamento per proventi illeciti relativi all'anno 2014. Nonostante avesse ottenuto una successiva assoluzione penale per un reato fiscale commesso nel 2015, la Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha stabilito che l'assoluzione penale non ha efficacia vincolante nel processo tributario quando i fatti materiali dei due giudizi, come l'annualità d'imposta e la natura della violazione, sono palesemente diversi.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza i soci
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle controversie tributarie relative ai redditi delle società di persone, è indispensabile la partecipazione al giudizio della società e di tutti i soci. In assenza di una delle parti, si viola il principio del litisconsorzio necessario, causando la nullità insanabile dell'intero processo. La Corte ha quindi annullato la sentenza impugnata, rinviando la causa al giudice di primo grado per un nuovo giudizio con la corretta integrazione del contraddittorio.
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Litisconsorzio necessario: appello nullo senza soci
Un socio di una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo al proprio reddito di partecipazione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato la nullità dell'intero processo. La motivazione risiede nella violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché il giudizio non ha coinvolto la società e tutti gli altri soci, parti indispensabili in una controversia sul reddito societario. La causa è stata rinviata al giudice di primo grado.
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Utili extracontabili: onere della prova del socio
Un ex socio di una S.r.l. è stato oggetto di un accertamento fiscale per utili extracontabili relativi a un anno in cui deteneva il 50% della società. Nonostante avesse ceduto le quote prima dell'approvazione del bilancio, la Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento. La decisione si basa sulla presunzione di distribuzione dei profitti ai soci nelle società a ristretta base, sottolineando che l'onere di provare la mancata percezione di tali utili grava sul contribuente stesso. La cessione delle quote in un momento successivo non è risultata sufficiente a superare questa presunzione.
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Spese di sponsorizzazione: la deducibilità è presunta
Una società attiva nel commercio all'ingrosso di fiori ha contestato avvisi di accertamento che negavano la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva dilettantistica. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5042/2025, ha accolto il ricorso della società, ribadendo che l'art. 90 della Legge 289/2002 istituisce una presunzione legale assoluta di inerenza e congruità per tali spese, se destinate alla promozione dell'immagine o dei prodotti dello sponsor. Il caso è stato rinviato alla Corte di Giustizia Tributaria per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Tassazione NFT: redditi da criptovalute e arte digitale
Un artista digitale, accusato di evasione fiscale per non aver dichiarato i proventi dalla vendita di NFT pagati in criptovaluta, ha visto il suo ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La sentenza stabilisce che la vendita di NFT costituisce sfruttamento economico di opere dell'ingegno e che i pagamenti in criptovalute sono considerati redditi in natura, soggetti a tassazione NFT. L'ignoranza della norma fiscale non è stata ritenuta una valida scusante.
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Sentenza penale assoluzione: effetti sul fisco
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite una questione fondamentale: quali sono gli effetti di una sentenza penale assoluzione su un accertamento fiscale basato sugli stessi fatti? Il caso riguarda due contribuenti, accusate di evasione fiscale per presunta residenza fittizia all'estero, che sono state assolte in sede penale. A seguito di una nuova legge (art. 21-bis d.lgs. 74/2000), è sorto un contrasto giurisprudenziale sull'applicabilità di tale assoluzione al processo tributario: se essa annulli solo le sanzioni o anche l'imposta, e se valga anche per le assoluzioni per insufficienza di prove. La decisione delle Sezioni Unite definirà il rapporto tra processo penale e tributario.
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Agevolazioni associazioni sportive: quando si perdono?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che per beneficiare delle agevolazioni associazioni sportive non è sufficiente il rispetto di requisiti formali come l'iscrizione al CONI o uno statuto a norma. È indispensabile dimostrare una gestione effettivamente democratica e la partecipazione attiva dei soci alla vita associativa. Nel caso specifico, un'associazione sportiva si è vista negare i benefici fiscali a causa di numerosi indizi che provavano una gestione puramente commerciale e una democrazia interna solo apparente. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, che si era limitato a una valutazione formale, e ha rinviato il caso per un nuovo esame basato sulla sostanza delle attività svolte.
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Accertamento socio società: la Cassazione decide
In un caso di accertamento al socio di una società fallita a ristretta base partecipativa, la Corte di Cassazione ha emesso un'importante ordinanza. È stato stabilito che il socio ha la legittimazione per impugnare l'avviso di accertamento notificato alla società (l'atto presupposto), in quanto da esso deriva la sua personale responsabilità fiscale. La Corte ha inoltre confermato che il raddoppio dei termini per l'accertamento, legato a violazioni penalmente rilevanti, non si applica all'IRAP. Infine, è stata ribadita la validità della presunzione di distribuzione degli utili extra-contabili ai soci nelle società con pochi membri.
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Transfer pricing IRAP: la retroattività è legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5913/2025, ha stabilito la piena legittimità dell'applicazione retroattiva delle regole sul transfer pricing IRAP. Il caso vedeva contrapposta l'Agenzia delle Entrate a una società per accertamenti relativi agli anni 2008 e 2009. La Corte ha chiarito che la Legge n. 147/2013 non ha introdotto una nuova norma, ma ha fornito un'interpretazione autentica, confermando che la disciplina sui prezzi di trasferimento si è sempre applicata ai fini IRAP, anche dopo la riforma del 2007. Di conseguenza, gli avvisi di accertamento emessi prima del 2013 sono stati ritenuti validi.
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Perdite fiscali: no a nuove domande in appello
Una società di software, dopo aver lasciato un gruppo di consolidato fiscale con la sua controllante, si è vista negare la deduzione di significative perdite fiscali dall'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, respingendo il ricorso della società. La Corte ha ritenuto che la richiesta di utilizzare tali perdite, formulata per la prima volta in appello, costituisse una domanda nuova e quindi inammissibile. Inoltre, le contestazioni sulla prova dei costi alla base delle perdite sono state giudicate come una richiesta di riesame del merito, al di fuori della competenza della Suprema Corte.
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