La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15724/2025, ha stabilito che un operatore di scommesse estero, pur essendo tenuto al pagamento dell'Imposta Unica per l'attività svolta in Italia prima del 2010, non deve pagare le relative sanzioni. La decisione si fonda sul principio di "incertezza normativa", riconoscendo che la legislazione dell'epoca non era chiara sulla soggettività passiva di tali operatori, giustificando così l'annullamento delle sole sanzioni ma confermando la debenza del tributo.
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