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D.L. 223/2006

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Onere della prova contribuente: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21526/2025, ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando che l'onere della prova riguardo l'inerenza e l'esistenza dei costi deducibili spetta interamente al contribuente. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato maggiori ricavi basandosi su dati OMI e dichiarazioni degli acquirenti, e la non deducibilità di costi per fatture con luogo di destinazione della merce incongruente. La Corte ha ritenuto legittimo l'accertamento, sottolineando che non è sufficiente la mera contabilizzazione di un costo per provarne la deducibilità. Il ricorso è stato accolto solo in relazione alla mancata pronuncia del giudice di merito sull'entità delle sanzioni, con rinvio per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Obbligo dichiarazione ICI: quando non è soppresso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19826/2025, ha stabilito che l'obbligo di dichiarazione ICI non è venuto meno per le situazioni fiscalmente rilevanti, come un leasing immobiliare, che non sono direttamente conoscibili dal Comune tramite i dati catastali telematici. Anche dopo la soppressione generale del 2007, se i dati essenziali non sono presenti nelle certificazioni catastali, il contribuente deve presentare la dichiarazione. La Corte ha quindi annullato la sentenza di merito che aveva esonerato una società immobiliare da tale obbligo, affermando che la semplice menzione del leasing in un atto di compravendita non è sufficiente a informare l'ente impositore.
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Valore immobile ICI: legittima la stima con dati OMI
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo alla base imponibile di un fabbricato ristrutturato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del metodo di stima sintetica utilizzato dal Comune. La Corte ha chiarito che, per determinare il valore immobile ICI, è corretto utilizzare i dati OMI come parametro di riferimento, purché integrati da altri elementi specifici come i costi di adattamento del terreno e il pregio del sito, senza che sia necessario applicare tutti i criteri previsti dalla legge.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugna delle cartelle di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens), dichiara il ricorso originario inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora permessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e "qualificato", condizione non soddisfatta nel caso di specie. Di conseguenza, la Corte annulla la sentenza d'appello senza rinvio, poiché l'azione non poteva essere proposta.
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Ordinanza ingiunzione: come opporsi e quando è valida
Un imprenditore ha impugnato un'ordinanza ingiunzione per oltre 92.000 euro, emessa a seguito dell'accertamento di numerosi lavoratori irregolari. L'appello si basava su vizi procedurali, come la tardività della notifica, e di merito, come la presunta natura occasionale dei rapporti di lavoro. La Corte d'Appello ha respinto tutte le doglianze, confermando la sanzione. La sentenza chiarisce principi fondamentali sulla decorrenza dei termini per la notifica delle violazioni e sulla prova del lavoro subordinato, ribadendo la validità dell'ordinanza ingiunzione.
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