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D.L. 179/2012 — Sezione Quinta Penale

Altri anni per D.L. 179/2012

Furto di energia elettrica: condanna confermata, onere di allegazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un titolare di bar per furto di energia elettrica. L'uomo aveva manomesso il contatore con un magnete per ridurre i consumi. La difesa ha contestato la responsabilità e la validità della notifica per l'udienza d'appello, sostenendo di non aver potuto partecipare da remoto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che la richiesta di discussione orale o partecipazione a distanza era stata presentata tardivamente. Ha inoltre ribadito che la titolarità dell'utenza può costituire prova presuntiva del furto di energia elettrica e che l'imputato ha un onere di allegazione per fornire spiegazioni alternative credibili.
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Legittimo impedimento del difensore: PEC errata e condanna valida
Una donna, condannata per lesioni personali, ricorre in Cassazione lamentando la mancata pronuncia del giudice sulla richiesta di rinvio per legittimo impedimento del difensore di fiducia, inviata tramite PEC. La Suprema Corte rigetta il ricorso. I giudici chiariscono che la presenza in udienza di un sostituto processuale, che ha concluso regolarmente il dibattimento senza sollevare obiezioni, sana qualsiasi nullità. Inoltre, la Corte ribadisce che, sebbene l'invio dell'istanza tramite PEC sia ammissibile, il difensore ha l'onere di verificare che l'atto sia effettivamente pervenuto alla cancelleria del giudice procedente. Nel caso specifico, l'istanza era stata inviata a un ufficio giudiziario errato e non vi era stata alcuna verifica, rendendo legittima l'omessa pronuncia. Il ricorso viene dichiarato inammissibile anche per la genericità dei motivi di merito.
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Bancarotta fraudolenta: condannati i finti salvatori dell’azienda
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi dei manager di una nota azienda dolciaria, confermando le condanne per i reati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e impropria. Gli imputati avevano distratto fondi aziendali per spese personali, falsificato i bilanci registrando fittizi assegni in cassa per simulare una ricapitalizzazione e omesso la corretta tenuta delle scritture contabili. La Suprema Corte ha chiarito che le notifiche telematiche al difensore sono valide tramite deposito in cancelleria se l'indirizzo PEC non è registrato nel REGINDE. Inoltre, ha confermato la responsabilità dell'amministratore di fatto che, pur privo di cariche formali, gestiva concretamente la contabilità e i rapporti con i sindaci. Di conseguenza, i ricorrenti perdono la causa e sono condannati al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria.
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Notifica PEC non consegnata: nullo il processo d’appello
Il Tribunale aveva assolto l'Imputata per particolare tenuità del fatto dal reato di falso. L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione lamentando che la notifica del rinvio dell'udienza d'appello al proprio difensore di fiducia non si era perfezionata. La ricevuta telematica indicava infatti una notifica PEC non consegnata per cause non imputabili al legale. Nonostante ciò, la Corte d'Appello aveva celebrato l'udienza sostituendo il difensore assente con uno d'ufficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la notifica PEC non consegnata al difensore determina una nullità assoluta e insanabile del giudizio per violazione del diritto di difesa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza impugnata, disponendo il rinvio del processo dinanzi alla Corte d'Appello di Perugia per un nuovo giudizio.
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Notifica PEC nulla: annullata condanna penale
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta a causa dell'invalidità della Notifica PEC inviata al difensore dell'imputato. Nonostante due tentativi di consegna falliti per motivi tecnici non imputabili al destinatario, il giudice di appello aveva proceduto dichiarando la regolarità del contraddittorio. La Suprema Corte ha stabilito che, in assenza di prova che il mancato recapito dipenda da colpa del difensore, la notifica non può considerarsi perfezionata, determinando la nullità assoluta della sentenza impugnata.
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Amministratore di fatto: la Cassazione chiarisce i_criteri
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta. La decisione chiarisce i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, distinguendola dal mero interesse del socio alla gestione aziendale. Viene inoltre annullata la posizione di un coimputato per un vizio di notifica del rinvio d'udienza, avvenuto durante l'emergenza Covid-19, al solo difensore d'ufficio.
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