La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un cittadino condannato per violazione delle misure di prevenzione previste dal Codice Antimafia. L'imputato era stato condannato a otto mesi e dieci giorni di reclusione, con riconoscimento della recidiva reiterata. Nel ricorso, la difesa ha contestato la sussistenza della recidiva, lamentando una carenza di motivazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che i motivi di impugnazione erano la mera ripetizione di quanto già proposto e respinto in appello, senza alcun reale confronto con le argomentazioni dei giudici di secondo grado. Di conseguenza, oltre al rigetto del ricorso, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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