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Art. 979 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 979 Codice Civile

Prescrizione del diritto di usufrutto: la casa resta al figlio
L'Usufruttuaria cita in giudizio Il Figlio Occupante chiedendo la liberazione dell'abitazione e un risarcimento per occupazione senza titolo. Anni prima, L'Usufruttuaria aveva donato la nuda proprietà del terreno al figlio, il quale vi aveva costruito una casa, vendendola poi a L'Altro Figlio con menzione dell'usufrutto dei genitori. La Corte d'Appello accoglie le ragioni del figlio occupante, dichiarando l'estinzione del diritto per mancato esercizio ventennale. La Corte di Cassazione conferma la decisione e dichiara inammissibile il ricorso dell'Usufruttuaria. I giudici chiariscono che la semplice citazione dell'usufrutto nel contratto di vendita non costituisce rinuncia alla prescrizione del diritto di usufrutto, ma una mera indicazione dello stato dei registri. L'Usufruttuaria perde la causa ed è condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Usufrutto congiuntivo: nessun accrescimento automatico
Un comproprietario agisce in giudizio contro la sorella per dividere alcuni immobili e recuperare i canoni di locazione. I beni erano gravati da usufrutto acquistato dal padre in regime di comunione legale con la madre. Alla morte del padre, la Corte d'appello ritiene che l'intero usufrutto spetti alla madre superstite per un automatico meccanismo di accrescimento. La Cassazione accoglie il ricorso del comproprietario, stabilendo che l'usufrutto congiuntivo con diritto di accrescimento non deriva in automatico dalla comunione legale. Alla morte di un coniuge, la sua quota di usufrutto si estingue e si consolida con la nuda proprietà, a meno che l'atto d'acquisto originario non preveda espressamente o implicitamente l'accrescimento in favore del coniuge superstite. La causa viene rinviata per verificare la reale volontà delle parti nell'atto originario.
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