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Art. 979 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 979 Codice Civile

Usufrutto mutato: Esecuzione specifica contratto preliminare impossibile
Un Promittente Venditore si era impegnato a vendere il 50% dell'usufrutto di un villino a un Acquirente. Successivamente, il Promittente Venditore ha ceduto la nuda proprietà dell'immobile alla figlia, riservandosi l'usufrutto vitalizio su una quota diversa. L'Acquirente ha chiesto l'esecuzione specifica del contratto preliminare. La Corte d'Appello aveva accolto la domanda, ma la Cassazione ha cassato la sentenza. La Suprema Corte ha stabilito che l'esecuzione specifica del contratto preliminare non è possibile quando l'oggetto del diritto, come l'usufrutto, subisce modifiche radicali che alterano l'assetto di interessi originariamente pattuito, rendendo impossibile riprodurre il medesimo accordo.
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Cabina elettrica: servitù di elettrodotto o uso trentennale?
Una società proprietaria richiede il rilascio di un locale concesso decenni prima a una società elettrica per installare una cabina di trasformazione. La proprietaria sostiene che il contratto costituisca un semplice diritto d'uso a tempo indeterminato, estinto automaticamente dopo trent'anni per legge. La società energetica eccepisce invece la sussistenza di una servitù di elettrodotto a tempo indeterminato, collegata all'attività di erogazione elettrica. La Corte di Cassazione respinge le richieste della proprietaria dell'immobile. I giudici confermano che l'installazione della cabina rientra a pieno titolo nella servitù di elettrodotto concordata tra le parti. L'impianto industriale di distribuzione funge da fondo dominante. Il vincolo reale rimane pienamente valido senza i limiti temporali trentennali previsti per il diritto d'uso.
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Imposta di registro sulla divisione: la trappola dell’usufrutto
Tre comproprietari hanno diviso due immobili ereditati. A un'anziana comproprietaria è andato l'usufrutto sull'intero, mentre agli altri due la nuda proprietà. L'Agenzia delle Entrate ha ricalcolato il valore dell'usufrutto in base all'età della donna, rilevando che valeva meno della sua quota originaria. Questo squilibrio ha generato un conguaglio a favore degli altri due, tassato come vendita. La Cassazione ha confermato la legittimità dell'atto impositivo, stabilendo che l'imposta di registro sulla divisione si applica come se fosse una vendita sulla parte eccedente la quota di diritto. I contribuenti perdono la causa e devono pagare le spese.
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