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Art. 97 Costituzione

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Incandidabilità per infiltrazioni mafiose: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di incandidabilità per infiltrazioni mafiose a carico di un ex sindaco e di un ex assessore. La decisione si fonda sulla cattiva gestione della cosa pubblica, manifestatasi attraverso contatti con esponenti della criminalità locale e l'omessa esecuzione di ordinanze di demolizione di immobili abusivi riconducibili a clan mafiosi. La Corte ha ribadito che per la misura interdittiva non occorre una condanna penale, essendo sufficiente una condotta inefficiente o opaca che agevoli le consorterie.
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Posizione organizzativa: diritto all’indennità fissa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una dipendente del settore sanitario a percepire un assegno ad personam in seguito alla soppressione della propria posizione organizzativa dovuta a una riforma dell'ente. La decisione ribadisce che, se l'incarico è stato ricoperto per almeno tre anni con valutazioni positive, il dipendente ha diritto a mantenere l'incremento economico acquisito.
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Notifica cartelle esattoriali: la validità della PEC
La Suprema Corte ha confermato la validità della notifica cartelle esattoriali via posta elettronica certificata, anche qualora l'indirizzo del mittente non risulti dai pubblici registri ufficiali. La decisione affronta inoltre temi cruciali come la rappresentanza in giudizio dell'agente della riscossione e la necessità del litisconsorzio con l'ente impositore per le eccezioni di prescrizione.
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Incarichi dirigenziali a termine e durata minima
La Corte di Cassazione ha stabilito che per gli incarichi dirigenziali a termine conferiti a soggetti esterni non vige l'obbligo della durata minima di tre anni. Tuttavia, se l'amministrazione fissa contrattualmente tale durata, non può recedere anticipatamente invocando il mutamento degli organi politici. La decisione conferma che lo spoils system non è applicabile a figure tecniche non apicali.
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Autotutela parziale IMU: gli effetti sul processo
La Corte di Cassazione chiarisce che l'autotutela parziale IMU, attuata dal Comune durante il giudizio, non determina la cessazione della materia del contendere se il contribuente persiste nel contestare la pretesa residua. Il caso riguarda un erede tassato erroneamente per l'intero immobile anziché per la sua quota; nonostante la riduzione dell'importo da parte dell'ente, la lite prosegue per verificare la legittimità formale e sostanziale dell'atto impositivo rideterminato.
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Abuso contratti a termine: risarcimento per docenti
Il Tribunale di Trieste ha condannato il Ministero dell'Istruzione per l'abuso contratti a termine ai danni di un docente di religione. Nonostante la partecipazione a procedure concorsuali, il giudice ha stabilito che la reiterazione di contratti oltre i 36 mesi senza una stabilizzazione certa costituisce un illecito. Il ricorrente ha ottenuto un'indennità risarcitoria di tre mensilità e il rimborso delle spese sostenute per i corsi di abilitazione.
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Tassabilità specchio acqueo: la Cassazione decide
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti (TARSU) relativo alla superficie acquea destinata a posti barca. La società sosteneva di non essere il soggetto passivo, indicando gli acquirenti dei diritti sui posti barca, e invocava un precedente accordo con il Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la tassabilità dello specchio acqueo e stabilendo che il concessionario demaniale è l'unico soggetto passivo, in quanto mantiene la detenzione giuridica dell'area, indipendentemente dai contratti stipulati con terzi.
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Autotutela tributaria: limiti e poteri dell’Agenzia
L'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta un caso di autotutela tributaria in cui l'Agenzia delle Entrate, dopo aver annullato un primo avviso di accertamento, ne ha emesso un secondo per un importo maggiore basandosi su una diversa valutazione degli stessi elementi. A causa di un profondo contrasto giurisprudenziale sui limiti di tale potere e sulla sua distinzione con l'accertamento integrativo, la Sezione Tributaria ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per un chiarimento definitivo.
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Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33620/2023, chiarisce la ripartizione dell'onere della prova nelle controversie su operazioni soggettivamente inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve provare, anche con presunzioni, che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, usando l'ordinaria diligenza, di essere parte di una frode. Spetta poi al contribuente dimostrare la propria buona fede e di aver adottato tutte le misure ragionevoli per evitare il coinvolgimento. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente richiesto la prova di un pieno coinvolgimento doloso del contribuente, valorizzando in modo improprio l'assoluzione in sede penale.
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Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa sull'annullamento crediti previdenziali iscritti in vecchi ruoli (L. 228/2012) si applica anche agli enti di previdenza privati. Una cassa professionale aveva citato in giudizio l'agente di riscossione per il mancato incasso di contributi, sostenendo che il proprio credito si fosse consolidato prima della nuova legge. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la legge mira a razionalizzare i bilanci e incide solo sulla procedura di riscossione tramite ruolo, non estinguendo il diritto di credito sottostante, che l'ente può ancora recuperare con azioni ordinarie.
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Accertamento con adesione: vincola gli anni futuri?
Una società ha contestato un avviso di accertamento fiscale per il 2005, sostenendo che l'Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto applicare i termini di un precedente 'accertamento con adesione' concluso per il 2004. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che ogni annualità d'imposta è autonoma e un accordo per un anno non crea alcun vincolo per le annualità successive. La Corte ha inoltre confermato che l'Agenzia ha diritto al rimborso delle spese processuali anche quando è difesa in giudizio dai propri funzionari.
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Delega di firma: quando è valida la sottoscrizione?
Un avviso di accertamento IVA, inizialmente annullato per un presunto vizio nella delega di firma del funzionario, è stato ritenuto valido dalla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito che la prova della delega può emergere da un'interpretazione coordinata dei documenti prodotti, anche se non viene depositato ogni singolo atto della catena di deleghe. Decisiva è la dimostrazione logica e complessiva del potere di firma.
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Legittimo affidamento: no sanzioni ma la tassa si paga
Una società concessionaria di un porto turistico si opponeva al pagamento del TARSU sugli specchi d'acqua. La Cassazione ha stabilito che, in presenza di un legittimo affidamento generato dal Comune, il contribuente non deve pagare sanzioni e interessi, ma l'imposta principale resta dovuta. Inoltre, ha confermato che il concessionario è il soggetto passivo del tributo, non i singoli diportisti.
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Tassazione aree portuali: chi paga la TARSU?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33326 del 2023, ha stabilito che il soggetto concessionario di un'area demaniale marittima è responsabile per il pagamento della TARSU sugli specchi d'acqua, anche se ha stipulato contratti con terzi per l'uso dei posti barca. La Corte ha chiarito che la tassazione delle aree portuali grava sul concessionario in quanto mantiene la detenzione dell'intera area, e i contratti con i diportisti creano solo una sub-detenzione inopponibile al Comune. Viene inoltre precisato che il principio del legittimo affidamento può escludere sanzioni e interessi, ma non l'imposta dovuta.
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Regime del margine IVA: onere della prova sul rivenditore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33301/2023, ha chiarito che nel contesto del regime del margine IVA per la compravendita di veicoli usati, l'onere di provare la sussistenza dei presupposti grava sul contribuente. In caso di contestazione da parte dell'Amministrazione Finanziaria, il rivenditore deve dimostrare non solo la buona fede, ma anche di aver agito con la massima diligenza per verificare che l'IVA fosse già stata assolta a monte senza possibilità di detrazione. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando che il regime del margine, essendo una deroga, richiede un'interpretazione restrittiva e una prova rigorosa da parte di chi ne beneficia.
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Impugnazioni plurime: improcedibile il secondo ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso presentato da una società di gestione portuale contro un avviso di accertamento fiscale. La decisione si fonda su un vizio procedurale: sia la società che il Comune avevano impugnato la stessa sentenza di secondo grado con ricorsi separati e autonomi. Poiché la Corte aveva già deciso sul ricorso del Comune senza che i due procedimenti fossero stati riuniti, come previsto dalla legge, il secondo ricorso è stato dichiarato improcedibile in applicazione del principio di unità del processo di impugnazione e delle regole sulle impugnazioni plurime.
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Risarcimento occupazione usurpativa: no tasse con ritardo
Un contribuente ha ricevuto un risarcimento dal Comune per l'occupazione illegittima di un suo terreno. Sulla somma è stata applicata una ritenuta fiscale. Il contribuente ha contestato la tassazione, soprattutto a causa dell'enorme ritardo con cui ha ricevuto il pagamento (l'atto illegittimo risaliva al 1988, il pagamento al 2016). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33287/2023, ha stabilito un principio fondamentale: se il ritardo nel pagamento del risarcimento per occupazione usurpativa è ingiustificato e imputabile alla Pubblica Amministrazione, la plusvalenza non è più tassabile. La Corte ha quindi rinviato il caso al giudice di merito per verificare se il ritardo fosse effettivamente colpevole.
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Acquiescenza accertamento: limiti al rimborso
Una società ha richiesto un rimborso fiscale per tre anni (2011-2013) legato a incentivi ambientali. La Cassazione ha negato il rimborso per il 2011 perché la società aveva già accettato un avviso di accertamento per quell'anno tramite acquiescenza accertamento, rendendo la posizione fiscale definitiva. Tuttavia, ha concesso il diritto al rimborso per il 2012 e 2013, chiarendo che l'acquiescenza per un anno non pregiudica gli anni successivi, per i quali la dichiarazione resta emendabile.
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Giudicato sulla società: quando si estende ai soci
Un socio riceveva una cartella di pagamento basata su un accertamento del reddito della sua società di persone. Sebbene il suo ricorso personale avesse avuto un iter complesso, un'altra sentenza, divenuta definitiva, aveva già annullato l'accertamento presupposto nei confronti della società. La Corte di Cassazione ha stabilito che questo giudicato sulla società estende i suoi effetti favorevoli anche al socio, annullando di conseguenza la cartella di pagamento, data la natura pregiudiziale dell'accertamento sul reddito societario.
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Annullamento crediti previdenziali: la Cassazione decide
Una cassa di previdenza professionale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato incasso di crediti contributivi risalenti agli anni '90. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 33117/2023, ha respinto il ricorso della cassa, confermando che la legge del 2012 sull'annullamento crediti previdenziali iscritti a ruolo prima del 1999 si applica a tutti gli enti creditori, sia pubblici che privati. La Corte ha chiarito che tale normativa mira a razionalizzare i bilanci e non estingue il credito in sé, ma solo lo strumento esecutivo del ruolo, lasciando all'ente la possibilità di agire per altre vie legali.
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