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Art. 92 Codice di Procedura Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 92 Codice di Procedura Civile

Compensazione spese processuali: quando è legittima?
Un contribuente vince un ricorso contro una cartella esattoriale per contributi prescritti, ma la Corte d'Appello dispone la compensazione delle spese processuali. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo che un mutamento di giurisprudenza intervenuto durante la causa costituisce una grave ed eccezionale ragione per la compensazione, in base alla normativa applicabile 'ratione temporis'.
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Notifica avviso di addebito: eccezioni tardive
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento lamentando la mancata notifica dell'avviso di addebito sottostante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le doglianze relative alla notifica avviso di addebito erano tardive, poiché formulate per la prima volta solo nelle note conclusive del giudizio di primo grado. La decisione sottolinea il principio fondamentale della tempestività delle eccezioni processuali.
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Compensazione spese legali: quando è inappellabile
Un lavoratore ha fatto ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello di compensare le spese legali in una causa contro un ente pubblico per il corretto inquadramento lavorativo. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la giurisdizione del giudice ordinario a favore del lavoratore, aveva motivato la compensazione spese legali per la 'particolarità della questione trattata'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione sulla peculiarità della questione rientra nell'apprezzamento discrezionale del giudice di merito e non può essere contestata in sede di legittimità se non per una palese violazione di legge, che in questo caso non sussisteva.
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Compensazione spese legali: la serialità non basta
Una lavoratrice ottiene il pagamento di differenze retributive, ma la Corte d'Appello dispone una parziale compensazione spese legali a causa della "serialità della lite". La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la serialità non costituisce una di quelle "gravi ed eccezionali ragioni" richieste dalla legge per derogare al principio secondo cui chi perde la causa paga le spese. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione sulle spese.
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