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Art. 91 Codice di Procedura Civile

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Contribuzione volontaria: non si può rinunciare
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della rinuncia alla contribuzione volontaria da parte di un lavoratore nell'ambito di un accordo transattivo. L'ordinanza chiarisce che, quando tale contribuzione è prevista da una legge speciale a tutela di specifiche categorie di lavoratori (in questo caso, ex minatori), essa assume natura di obbligazione di diritto pubblico, inderogabile e indisponibile. Di conseguenza, qualsiasi patto contrario è nullo. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva invece ritenuto valida la rinuncia, sottolineando la natura assistenziale e legale dell'obbligo contributivo, che non può essere oggetto di negoziazione privata tra le parti.
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Compensazione spese giudiziali: quando è illegittima?
Una società, pur risultando vittoriosa in un contenzioso tributario contro l'Agenzia delle Entrate, si vedeva negare il rimborso delle spese legali a causa della decisione dei giudici di merito di disporre la compensazione delle spese giudiziali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la compensazione è illegittima se, al momento della decisione, la questione giuridica alla base della controversia non è più oggetto di incertezza interpretativa. Il caso è stato rinviato per una nuova pronuncia sulle spese.
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Spese legali contumace: no rimborso se non si partecipa
Un contribuente ha impugnato una sentenza che, pur dandogli torto nel merito di una controversia su contributi consortili, lo condannava a pagare le spese legali all'Agente della Riscossione, sebbene quest'ultimo non si fosse costituito in giudizio (contumace). La Corte di Cassazione ha accolto questo specifico motivo, affermando il principio per cui non possono essere liquidate spese processuali in favore della parte vittoriosa ma contumace, poiché questa non ha svolto attività difensiva e non ha sostenuto costi rimborsabili. La Corte ha invece respinto il motivo relativo all'efficacia di precedenti sentenze favorevoli (giudicato) su annualità diverse, specificando che la debenza del contributo va verificata anno per anno.
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Scorrimento graduatorie: nessun diritto all’assunzione
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'Amministrazione per non essere stata assunta, dato che i posti erano stati coperti con mobilità e incarichi ad interim. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che lo scorrimento delle graduatorie è una scelta discrezionale della P.A. e non un diritto soggettivo del candidato. La legge, inoltre, privilegia la mobilità rispetto allo scorrimento, e l'eventuale illegittimità di altre nomine non genera un automatico diritto all'assunzione.
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Ammortamento alla francese: non è anatocismo
Un cliente contestava il piano di ammortamento alla francese del proprio mutuo, sostenendo che nascondesse un'applicazione illegittima di interessi su interessi (anatocismo). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando, sulla base di una recente decisione delle Sezioni Unite, che l'ammortamento alla francese è un metodo di calcolo legittimo per determinare la rata e non costituisce anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati unicamente sul capitale residuo.
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Uso parti comuni: il giudice non può imporre regole
In una disputa sul parcheggio in un cortile comune, i tribunali di merito avevano imposto un regolamento con turnazione. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: la regolamentazione dell'uso parti comuni spetta esclusivamente ai comproprietari. Un giudice non può sostituirsi alla loro volontà e creare regole di utilizzo, potendo solo, eventualmente, annullare un regolamento illegittimo. La domanda iniziale di far determinare le modalità d'uso al tribunale è stata quindi dichiarata inammissibile.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un contribuente, dopo aver vinto una causa contro l'Amministrazione Finanziaria, si è visto negare il rimborso delle spese legali a causa della decisione del giudice di compensarle. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la compensazione spese legali è illegittima in caso di vittoria totale, a meno che non sussistano 'gravi ed eccezionali ragioni' esplicitamente motivate. La Corte ha chiarito che una motivazione generica, come la complessità della materia, non è sufficiente. Il caso è stato rinviato per una nuova decisione.
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Sanatoria procura: i limiti retroattivi secondo la Corte
Un lavoratore ha agito contro la propria azienda, una società di trasporti, per ottenere il riconoscimento di una qualifica superiore e le relative differenze retributive. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo prescritti i crediti, non considerando valide le lettere interruttive della prescrizione a causa di un difetto di procura. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha chiarito che la sanatoria procura, introdotta dalla L. 69/2009, non ha efficacia retroattiva per atti compiuti prima della sua entrata in vigore. La Corte ha inoltre cassato la decisione sulla valutazione delle prove testimoniali, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Presunzione condominialità: no a prova catastale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20167/2025, ha stabilito che per dimostrare la natura condominiale di un bene è sufficiente provarne l'attitudine all'uso comune, invertendo l'onere della prova. Chi ne rivendica la proprietà esclusiva non può basarsi solo sui dati catastali, che hanno valore meramente indiziario. Il caso riguardava una striscia di cortile inglobata da un condomino. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'azione come una rivendica ordinaria, richiedendo una prova rigorosa al condomino che agiva per la tutela del bene comune, e ha chiarito la corretta applicazione della presunzione di condominialità.
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Spese di lite: la decisione finale del giudice del rinvio
Un ente comunale ha contestato la decisione di un tribunale tributario di compensare le spese legali in un giudizio di rinvio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riaffermando che il giudice del rinvio deve decidere sulle spese di lite considerando l'esito complessivo dell'intera causa, non le singole fasi. Questo principio, noto come soccombenza globale, permette la compensazione anche se una parte aveva precedentemente vinto in Cassazione.
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Estinzione del giudizio: mancata opposizione e costi
Un lavoratore ricorre in Cassazione contro una grande azienda di servizi. La Corte, a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente dopo la proposta di definizione del giudizio, dichiara l'estinzione del giudizio. Il decreto stabilisce che la parte ricorrente, pur ammessa al gratuito patrocinio, debba pagare le spese legali alla controparte, poiché il beneficio non copre i costi della parte vittoriosa.
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Distanze tra costruzioni: vince la legge del tempo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che ordinava l'arretramento di un edificio. L'errore del giudice di secondo grado è stato applicare una normativa sulle distanze tra costruzioni entrata in vigore dopo la fine dei lavori, violando il principio 'tempus regit actum'. La Suprema Corte ha ribadito che la legittimità di una costruzione va valutata sulla base delle norme vigenti al momento della sua edificazione, non di quelle successive.
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Danno da demansionamento: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una lavoratrice per danno da demansionamento, chiarendo che il pregiudizio non è mai automatico (in re ipsa). La sentenza sottolinea che il lavoratore ha l'onere di allegare e provare in modo specifico e non generico il danno professionale, biologico o morale subito, altrimenti la domanda di risarcimento non può essere accolta.
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Indennità di sopraelevazione: quando è dovuta?
Il proprietario di un lastrico solare realizza una sopraelevazione, e la proprietaria dei piani inferiori agisce in giudizio per ottenere l'indennità di sopraelevazione e il risarcimento di vari danni. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso incidentale, cassa la sentenza di merito per motivazione apparente sulla quantificazione del danno per la violazione delle distanze legali, specificando che la liquidazione equitativa deve essere motivata con criteri concreti e non può essere arbitraria. Viene inoltre confermata la debenza dell'indennità, non ravvisando una rinuncia implicita in un precedente atto di donazione.
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Ripartizione spese legali condominio: stop alla quota
La Cassazione ha stabilito che è illegittima la delibera sulla ripartizione spese legali condominio che addebita al condomino, che ha avuto una lite con l'ente, una quota delle spese legali sostenute dal condominio stesso per difendersi in quel giudizio. Si crea infatti un conflitto di interessi che rende nulla tale ripartizione.
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Liquidazione spese opposizione: come si calcolano?
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per la liquidazione delle spese legali in caso di opposizione ex art. 5-ter Legge 89/2001 (legge Pinto). Se l'opposizione della parte privata viene accolta integralmente, la liquidazione spese opposizione deve basarsi sull'intera somma riconosciuta dal giudice dell'opposizione, non sul solo valore del maggior importo ottenuto. Inoltre, il giudice non può ridurre le spese liquidate nella precedente fase monitoria se questa non è stata oggetto di contestazione, per il principio del giudicato interno.
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Ammortamento francese: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni mutuatari contro un istituto di credito, confermando le sentenze di merito. La Corte ha chiarito che il costo per l'acquisto di quote di un consorzio di garanzia non rientra nel calcolo del tasso di usura (TEG). Inoltre, ha ribadito un principio fondamentale: un contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese non è nullo per indeterminatezza, anche se non esplicita il regime di capitalizzazione composta, confermando la stabilità di migliaia di contratti bancari.
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Danni da randagismo: responsabilità di Comune e ASL
Un motociclista subisce un incidente a causa di un cane randagio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20522/2025, affronta il tema dei danni da randagismo, confermando la legittimazione passiva solidale del Comune e dell'ASL. Tuttavia, chiarisce che il danneggiato ha l'onere di provare la colpa specifica degli enti nella gestione del fenomeno. Nonostante l'accoglimento del primo motivo di ricorso sulla corretta individuazione dei responsabili, la domanda di risarcimento è stata respinta per mancato assolvimento dell'onere probatorio.
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Delibera condominiale nulla: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che una delibera condominiale è nulla se, approvata a maggioranza, priva un singolo condomino del godimento di un bene comune, come l'impianto idrico. Nel caso specifico, un condominio aveva deciso di realizzare un nuovo impianto a servizio dei soli appartamenti, escludendo un'unità commerciale. La Corte ha chiarito che una tale decisione, trasformando un bene comune in bene esclusivo per alcuni, incide sul diritto di proprietà individuale e richiede pertanto il consenso unanime di tutti i condòmini.
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Aliud pro alio: vendita immobile senza agibilità
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto di compravendita immobiliare per la consegna di un bene 'aliud pro alio'. Il caso riguarda un'autorimessa venduta senza certificato di agibilità a causa di difetti insanabili che ne impedivano il rilascio. La Corte ha stabilito che la consegna di un immobile privo dei requisiti essenziali per ottenere l'agibilità integra una grave inadempienza del venditore, giustificando la risoluzione del contratto, anche se l'acquirente era a conoscenza della mancanza del documento al momento dell'acquisto. La semplice promessa di ottenere il certificato non esonera il venditore dalla responsabilità se il bene è intrinsecamente inidoneo all'uso.
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