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Art. 90-bis Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 90-bis Codice di Procedura Penale

Credibilità della persona offesa: la parola della vittima basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per minaccia aggravata e lesioni personali. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti basata principalmente sulle dichiarazioni della vittima, sostenendo che fossero dettate da rancore. La Suprema Corte ha ribadito che la credibilità della persona offesa può fondare da sola una condanna, purché sottoposta a un controllo di attendibilità rigoroso e coerente. Nel caso specifico, le dichiarazioni della vittima erano supportate anche da un testimone e da un referto medico. I giudici hanno inoltre escluso l'applicabilità delle nuove norme sulla giustizia riparativa introdotte dalla riforma Cartabia, poiché il processo si è definito prima del decorso dei termini transitori previsti. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto in spiaggia senza condanna: pesa la mancanza di querela
Due bagnanti vengono condannati per il furto di tre zaini lasciati incustoditi sulla spiaggia. Gli imputati ricorrono in Cassazione contestando la validità delle denunce presentate dalle vittime. La Suprema Corte accoglie il ricorso, rilevando che i verbali redatti dalle forze dell'ordine non contenevano una chiara manifestazione della volontà di punire i colpevoli, ma solo una descrizione dei fatti. Di conseguenza, la Corte dispone l'annullamento senza rinvio della condanna per mancanza di querela, che rappresenta una condizione di procedibilità indispensabile per il reato di furto. I due imputati vengono così definitivamente prosciolti dalle accuse.
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Remissione tacita querela: l’orario d’udienza è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per remissione tacita querela. Il Giudice di Pace aveva anticipato l'orario dell'udienza, dichiarando l'estinzione del reato per assenza della persona offesa prima dell'ora fissata per la comparizione. La Suprema Corte ha stabilito che tale anticipazione viola il diritto di difesa, equivale a un'omessa citazione e, pertanto, rende nulla la sentenza e invalida la dichiarazione di remissione tacita querela.
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