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Art. 9 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 9 Codice Penale

Locus Commissi Delicti: Frode e Giurisdizione
Un cittadino straniero era accusato di frode informatica e accesso abusivo contro aziende italiane. Un tribunale di primo grado aveva archiviato il caso per mancanza di giurisdizione, ritenendo il reato commesso all'estero dove era stato incassato il profitto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo il principio del 'locus commissi delicti' per i reati informatici. Ha chiarito che la giurisdizione italiana sussiste se una qualsiasi parte dell'azione criminale, come l'inganno alle vittime o il danno patrimoniale, si verifica in Italia, a prescindere da dove venga ricevuto il guadagno illecito.
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Reato commesso all’estero: la richiesta del Ministro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36905/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reato commesso all'estero da un cittadino italiano. Nel caso di una truffa ai danni di una società straniera, la Corte ha confermato che la sola richiesta di procedimento del Ministro della Giustizia non è sufficiente per avviare l'azione penale. Se il reato, secondo la legge italiana, è procedibile a querela, quest'ultima rimane una condizione indispensabile e non può essere surrogata dall'atto ministeriale. La decisione sottolinea la preminenza della volontà della persona offesa.
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Certificato agibilità: responsabilità del committente
Una società di gestione alberghiera, che aveva appaltato i servizi di animazione a un'altra impresa, è stata multata per l'impiego di lavoratori privi del certificato di agibilità. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità del committente non è automatica. Per essere sanzionato, il committente deve essere effettivamente consapevole della mancanza del certificato; la semplice negligenza non è sufficiente. L'onere di provare tale consapevolezza spetta all'ente che irroga la sanzione.
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Eccesso di potere giurisdizionale: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile un ricorso per eccesso di potere giurisdizionale. Il caso riguardava una procedura di project financing per un'infrastruttura strategica, in cui il promotore aveva esercitato il diritto di prelazione. Il Consiglio di Stato aveva annullato l'aggiudicazione, interpretando restrittivamente la nozione di 'medesime condizioni'. La Cassazione ha stabilito che l'attività interpretativa del giudice amministrativo, anche se discutibile, non costituisce eccesso di potere giurisdizionale, in quanto non invade la sfera legislativa creando nuovo diritto, ma rientra nella sua funzione propria. L'appello era inoltre inammissibile per la formazione di un giudicato implicito sulla giurisdizione.
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Passaporto falso e giurisdizione: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di possesso di passaporto falso. Il caso riguardava un documento emesso da un ordine cavalleresco non riconosciuto. La Corte ha ritenuto che i giudici di merito non abbiano adeguatamente verificato il luogo di commissione del reato, elemento cruciale per stabilire la giurisdizione italiana. Inoltre, non è stata approfondita la questione della concreta idoneità del documento a trarre in inganno, ovvero la sua offensività. L'imputato sosteneva di aver ricevuto il documento all'estero e che fosse un 'falso grossolano', incapace di ingannare le autorità di frontiera. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Giurisdizione italiana e DASPO: il caso di Francoforte
Due soggetti, già destinatari di un DASPO, venivano condannati per aver assistito a una partita di calcio a Francoforte, in Germania. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha annullato la sentenza di condanna senza entrare nel merito della colpevolezza. Il motivo risiede in una questione preliminare: la verifica della giurisdizione italiana per un reato commesso all'estero. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per accertare se lo Stato italiano abbia il potere di giudicare tali fatti e se sussistano le condizioni di procedibilità.
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Giurisdizione penale: reato all’estero, quando decide l’Italia?
Due cittadini italiani sono stati condannati per riciclaggio e ricettazione di un'autovettura, reimmatricolata in Germania con documenti falsi di provenienza italiana. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, chiarendo un punto fondamentale sulla giurisdizione penale: per essere competenti, i giudici italiani devono accertare che una parte del reato contestato (riciclaggio/ricettazione), e non solo del reato presupposto (furto/appropriazione), sia avvenuta in Italia. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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